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Malattia
di Crohn: il quadro clinico.
appunti
del dott.
Claudio Italiano
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La
malattia di Crohn è una malattia
infiammatoria intestinale cronica, che a differenza della RCU,
può colpire qualsiasi tratto del tubo digerente, anche se solitamente
viene interessato l’ileo terminale e si parla, appunto, di ileite
terminale. Tipica è perciò
la sua localizzazione segmentaria e tipiche le sedi colpite: ileo e
colon, con andamento cronico recidivante, cioè momenti in cui la
patologia è quiescente, quindi assente, e momenti in cui si riacutizza
con intervalli di tempo variabili. Talora sono le complicanze locali e/o
sistemiche che precedono il manifestarsi vero e proprio della patologia.
A livello del tubo digerente le lesioni tipiche sono le ulcere aftoidi
, l'aspetto ad acciottolato della mucosa, con scomparsa delle austrature,
iperemia della mucosa e distorsione del disegno vascolare.
Epidemiologia
Colpisce
la razza bianca, come la RCU,
con netta predilezione per gli ebrei, prediligendo le femmine rispetto
ai maschi ed i giovani tra 20 e 40 anni, anche se perfino a 60 anni vi
può essere un esordio.
La
clinica.
La
malattia ha aspetti molto variabili che dipendono dalla sede e dalla
attività. In genere l’esordio non è brusco come per la RCU, che
simula una colite
infettiva, e si caratterizza per dolore
addominale, alterazioni dell’alvo con scariche di diarrea,
calo
ponderale, febbre,
ematochezia (cfr emorragie
linee
guida emorragie del digerente).
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Segni
clinici della malattia di Crohn su 1767 casi clinici dallo studio si
Sleisenger/Fordtran
Nel
40% dei pazienti si ha la localizzazione contemporanea in ileo e colon ,
nel 30% al solo ileo e al solo colon nel 25%, per cui anche all’occhio
dell’endoscopista più esperto la diagnosi differenziale tra M. di
Crohn e RCU risulta sibillina ! Ma altri soggetti possono avere lesioni
anche al cavo orale 6-9%, come di manifestazioni aftoidi (cfr afta
buccale), o all’esofago nel 1% dei casi, o stomaco e duodeno nello
0,5%.La
diarrea può essere espressione di malattia ileale o ileocolica e
difficilmente supera le 6 scariche al giorno, a differenza della RCU,
dove le scariche sono anche 10-15 in una giornata e le feci sono acquose
o associate a steatorrea. Quando però le scariche aumentano di numero
allora compare anche qui il sangue ed il muco e tenesmo nella
localizzazione colica. E’ una diarrea che può dipendere anche dalle
complicanze a cui va incontro il paziente che subisce nel tempo
resezioni intestinali, oppure è causata dall’infiammazione con
incremento della produzione di muco e la riduzione dell’assorbimento
di acqua e sali da parte della mucosa infiammata e per l’alterazione
del circolo dei Sali biliari che vengono assorbiti, com’è a tutti
noto, a livello dell’ileo terminale;
altre volte è imputata alla
contaminazione batterica e a fatti infettivi e putrefattivi o alla
presenza di stenosi e fistole o ad accelerato transito per esclusione di
anse intestinali e passaggio del materiale fecale attraverso by-pass
fistolosi. Le stenosi sono una caratteristica del morbo di Crohn,
stenosi che conducono il paziente dal chirurgo per episodi di occlusione
intestinale, nonostante le terapie intraprese, ed il chirurgo meno
esperto reseca mentre sarebbe opportuno attuare una chirurgia
conservativa di stritturoplastica. Altro segno è il dolore
addominale, che si manifesta ad entrambi i quadranti addominali
inferiori, con andamento intermittente, di minore entità rispetto alla RCU,
talora periombelicale come per flogosi ileale o ileocecale, di tipo
continuo, intenso, da risvegliare il paziente, oppure da simulare un’appendicite
acuta.
Se è compromesso
il colon, il dolore è intermittente
ed è alleviato dalla evacuazione.
Invece se il Crohn è localizzato allo stomaco e duodeno il
dolore può essere confuso con la malattia peptica (cfr ulcera
gastrica benigna gastrite
acuta), con nausea e vomito,
che può essere correlata anche con sub occlusione. Il bravo
endoscopista deve, inoltre,
saper riconoscere le ulcere del secondo e terzo duodeno correlabili al
morbo di Crohn, di aspetto sottominato che non rispondono a terapia con
inibitori di pompa protonica (omeprazolo e succedanei). Le lesioni
aftoidi (afte
della bocca) devono fare pensare al morbo di Crohn, specie se
rispondono a terapia con corticosteroidi per applicazione locali.
La febbre
è presente nel 50% dei casi, ma in assenza di complicanze raramente
supera i 38°C, e se è elevata deve fare sospettare una sovrapposizione
infettiva ed una reazione infiammatoria sistemica (SIRS). Compare
inoltre una sindrome da malassorbimento
con stato
cachettico, specie nei casi più avanzati, con calo ponderale che si
accompagna nel 25-40% alla riacutizzazione della malattia. Le fistole
perianali e perirettali si formano frequentemente e rappresentano un
marcatore assoluto di malattia. Possono essere fistole interne ed
enterocutanee e si formano nel coinvolgimento ileo colico. Invece
l’emissione di sangue non è mai vistosa come per la RCU
e lo stillicidio più lento e si può cogliere attraverso l’esame
dell’emocromocitometrico e l’assetto del ferro.
Complicanze
Esse
interessano svariati organi ed apparati.
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Manifestazioni
extraintestinali nelle malattie infiammatorie croniche
intestinali
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Fisiopatologicamente
correlate al colon
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Fisiologicamente
correlate all’ileo terminale
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Non
specifiche
Osteoporosi
Malattia
peptica
amiloidosi
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La
più comune manifestazione extraintestinale è l’artrite, che si
presenta come un’artrite migrante e interessa le articolazioni sacro
ileali o come spondilite anchilosante. Si possono avere anche processi
infiammatori a carico dell’occhio come iriti ed episcleriti e
manifestazioni cutanee come pioderma gangrenoso ed eritema nodoso (cfr spondiloartrite
anchilosante) .Più rara ma amche possibile è la
colangite sclerosante primitiva che può giungere fino al quadro
conclamato dell’insufficienza epatica e verso il colangiocarcinoma.
Va infine precisato che il morbo di Crohn è una patologia che
risente dei fattori psicologici come stress
e depressione.
Per approfondire il tema delle malattie infiammatorie intestinali:
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