Neuriti ottiche acute

Neuriti ottiche acute

 

appunti del dott. Claudio Italiano

 

Riduzione visus


Neurite ottica è un termine generale utilizzato per descrivere i casi di perdita dell'acuità visiva, per lo più improvvisa, dovuti a patologa nervo ottico.
Le neuriti ottiche acute possono essere intra (papillite) o retrobulbari. Nelle neuriti ottiche acute intraoculari (papilliti) la lesione principale è dovuta ad una neurite otticainfiammazione del tessuto di sostegno del nervo ottico. Sono colpiti soprattutto soggetti in età giovanile.

Sintomatologia

La sintomatologia è caratterizzata da annebbiamenti visivi transitori (in fase prodromica), riduzione improvvisa - monolaterale del visus (conta delle dita o anche sola percezione luce), deficit del visivo con scotoma centrale - a settore, alterazione della percezione dei colori. I segni oftalmoscopici sempre successivi alla riduzione della sono l'iperemia papillare, il modesto edema della papilla ottica, la congestione dei vasi venosi con presenza di emorragie peripapillari. A livello oftalmoscopico può essere difficile la distinzione tra papilledema (rigonfiamento della papilla ottica meno strettamente limitato all'area del disco ottico, entità del rigonfiamento non elevata, colore della papilla più tendente al rosso) e papillite: ma nel decorso di vera neurite acuta vi è una precoce, notevole caduta del visus mentre nel papilledema (anche in fase florida) si ha sempre il mantenimento di una buona acuità visiva. Le cause in questi casi possono essere correlabili più frequentemente a malattie infettive esantematiche o a vaccinazioni focali come una etmoidite acuta o cronica, a malnutrizione, a pazienti in fase terminale affetti da leucemia o da neoplasie, iperemesi gravidica ecc.

 

Prognosi

La prognosi è per lo più favorevole con restitutio ad solitamente con risoluzione nell'arco di qualche settimana. In soggetti anziani o di mezza età si verifica una forma particolare di neurite ottica acuta anteriore su base ischemica impropriamente detta pseudopapillite vascolare, dovuta ad infarto della parte anteriore del nervo ottico (generalizzato o localizzato) per occlusione delle arterie ciliari posteriori brevi. Le cause possono essere l'aterosclerosi, l'arterite gigantocellulare di Horton, malattie del collagene. Un miglioramento visivo è molto raro considerando anche il fatto che non esiste alcuna terapia realmente efficace (in primis va sempre esclusa la presenza di una arterite temporale di Horton che necessita di una immediata terapia corticosteroidea a forti dosaggi); importante è la prevenzione dell'occhio controlaterale. Nelle neuriti ottiche acute retrobulbari il paziente accusa una notevole riduzione del visus mentre all'esame oftalmoscopico non è possibile mettere in evidenza alcun tipo di lesione a livello della papilla ottica (papilla normale; in seguito potrebbe comparire un pallore, per lo più a sede temporale, per atrofia discendente del nervo ottico). L'esame del campo visivo può mettere in evidenza scotomi centrali, paracentrali, a settore. I movimenti spontanei del bulbo o la pressione digitale possono risvegliare o far rilevare un dolore retrobulbare. In alcuni casi vi può essere una compromissione del riflesso fotomotore pupillare. L'insorgenza acuta in età giovanile (soprattutto se donne giovani, curante l'allattamento) deve sempre portare in primis ad escludere la presenza di una sclerosi multipla. Nella neurite ottica retrobulbare acuta da sclerosi multipla l'esordio è improvviso, in assenza di segni prodromici, monolaterale, con lieve dolenzia oculare anche ai movimenti, con drastica riduzione del visus; tipica è la presenza di uno scotoma «a tendina», con o senza issociazione di paresi dei muscoli estrinseci oculari. Mentre all'esame del campo visivo si può rilevare uno scotoma centrale, all'esame oftalmoscopico si può apprezzare, solo in alcuni casi, un pallore temporale della papilla ottica. Patognomonico è poi il decorso clinico-evolutivo con possibili, frequenti recidive, ad insorgenza improvvisa. Nei soggetti invece in età avanzata le cause sono dismetaboliche diabete), tossiche (alcool e/o tabacco; farmaci: antitubercolari - isoniazide, etambutolo, streptomicina -, desferroxamina, amiodarone,propanololo, chinino e derivati, cloramfenicolo, carmustina, vincristina, metalli pesanti).

Terapia

La terapia delle neuriti ottiche acute, prescindendo dagli accertamenti diagnostici, deve essere immediata per ridurre al minimo le con-seguenze della flogosi del nervo ottico, specialmente se accompagnati: da edema. Utile quindi la somministrazione di diuretici, di sostanze ai azione osmotica (glicerolo per os, mannitolo e.v. a bolo), farmaci ad azione antiessudativa in associazione con antistaminici, antibiotici i largo spettro, vasodilatatori per via locale e generale, preparati polivitaminici ma soprattutto corticosteroidi per via generale e locale.


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