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Il
paziente che non urina.
appunti
del
dott. Claudio Italiano, internista
L’oliguria è un segno molto importante in medicina interna che si
definisce tecnicamente come la riduzione della diuresi, cioè la
contrazione delle urina sotto 400 ml al giorno, (meno di 1 mL/kg/h negli
infanti, di 0.5 mL/kg/h nei bambini, 17mL/ora negli adulti). Questo
segno si presenta solitamente in modo improvviso è può avere diversi
significati, da quello più innocente di disidratazione del paziente e ci
riferiamo specialmente al paziente anziano, a quello allettato che beve
solo quando è stimolato, oppure che ha accusato una repentina perdita di
liquidi per
vomito,
diarrea profusa, sudorazione, fino ad arrivare al segno più grave
dello
scompenso di circolo, che determina una riduzione del flusso renale.
Talora, più semplicemente, la riduzione della diuresi è imputabile ad un
fatto ostruttivo, cioè ad un impedimento per esempio nella condizione
di
ipertrofia prostatica , dove la prostata, essendo ingrossata,
comprime la via escretrice urinaria.
Classicamente
si distinguono una oliguria dovuta ad insufficienza renale acuta (prerenale,
renale o post-renale) segno di una ridotta funzionalità renale o per
altre cause.
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Cause prerenali: occlusione delle arterie renali, occlusione
delle vene renali,
cirrosi, insufficienza cardiaca, ipovolemia,
sepsi
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Cause renali: glomerulopatie, necrosi tubulare acuta,
insufficienza renale cronica, tossiemia gravidica
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Cause extrarenali: iperplasia prostatica, neoplasia vescicale,
fibrosi retro peritoneale, stenosi uretrale.
Anamnesi, cioè la storia del paziente.
Si comincia col chiedere informazioni relative alle modalità della
minzione, includendo frequenza e quantità, se il paziente avverte
bruciore urinario (pensare alle
infezioni delle vie urinarie), valutando se c’è stato
dolore all’addome
inferiore. Il paziente soffre di patologie renale?
Glomerulopatie? C’è
sangue nelle urine, macroscopico oppure microscopico? Soprattutto,
il paziente ha avuto traumi? Ha avuto perdite di sangue ed è stato
trasfuso? E’ stato sotto
shock cardiogeno? In questa ultima evenienza, oltre ad ospedalizzare
subito il paziente, che sicuramente sarà ipoteso, con polso filiforme,
impercettibile, è opportuno intraprendere una terapia adeguata
rianimatoria, con farmaci vasoattivi come la dopamina a dosaggio
adeguato
Approccio al paziente.
Occorre
chiedere alcuni indagini di routine: emocromocitometrico per escludere
patologie infettive (leucocitosi), esame urina per riscontrare la
proteinuria, glicemia, creatininemia,azotemia, elettroliti sierici,
protidemia ed elettroforesi, GOT, GPT, Rx Torace,
ECG, Ecocardiografia.
All’esame
obiettivo valutare la funzionalità del miocardio, escludere cardiopatie
ischemiche, escludere epatopatie,
cirrosi,
ascite, pneumopatie, se esistono stazioni linfonodali o neoplasie
(cfr
index dei tumori).
Cause di oliguria.
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Necrosi tubulare acuta,
cioè tutte le condizioni che causanoi danneggiamento del tubulo
renale, anche in seguito ad uno
shock cardiogeno.
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Iperplasia prostatica. E’ una patologia che ricorre sopra i 50
anni, con oliguria ed impedimento urinario, riduzione della forza
del getto urinario. Chi vi scrive ha avuto l’esperienza di pazienti
che avevano delel prostate mostruose, anche di 9 cm di diametro, i
quali hanno necessitato di cistostomia per urinare con cateteri
posizionati in sede sovra pubica.
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Neoplasia vescicale. Anche questa è una condizione che può
determinare oliguria, ma non si arriva a quadri eclatanti, mentre è
più frequente l’emissione di
sangue nelle urine.
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Calcoli. Oliguria ed anuria riflessa possono verificarsi nella
calcolosi urinaria, talora con il quadro drammatico dell’ureteroidronefrosi,
cioè un calcolo che si impatta nella via urinaria e blocca il
deflusso delle urine in vescica. In questi casi il paziente
presenta quadri clinici drammatici, con
dolore addominali al fianco destro o sinistro ed in loggia
lombare e
vomito.
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Cirrosi. Nelle forme conclamate, la cirrosi può dare il quadro
della sindrome epatorenale, cioè nell’insufficienza epatica
terminale anche il rene va incontro ad insufficienza con oliguria,
ascite, edema,
astenia.
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Glomerulonefrite acuta. Questa patologia si caratterizza per
febbre,
astenia,
ematuria macroscopica, edema generalizzato,
ipertensione,
cefalea, nausea,
vomito e
dolori al fianco ed in sede renale, con segni di stasi polmonare
e
dispnea.
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Pielonefrite ed
infezioni delle vie urinarie. Si caratterizza per febbre elevata
con brivido scuotente,
astenia,
dolore al fianco, debolezza, nicturia, disuria,
ematuria.
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Insufficienza cardiaca (scompenso
di pompa). Questa è una delle cause più frequenti di oliguria, dopo
l’ipertrofia prostatica, specie nel paziente anziano, dovuta alla
bassa gittata cardiaca. Infatti come sappiamo la perfuzione renale
ed il processo della ultrafiltrazione sono funzione della forza
della contrazione del miocardio e, dunque, della gittata cardiaca.
Nel paziente con
scompenso cardiaco avremo
dispnea, stasi polmonare, edemi declivi, dilatazione delle
giugulari, tachicardia, tachipnea, rantoli e
tosse secca.
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Occlusione dell’arteria renale. Causa assai frequente nel paziente
vascolare, per esempio nel paziente con
AOCP- Il paziente può diventare febbrile, la peristalsi
intestinale essere torpida e c’è sempre
dolore forte e grave addominale.
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Da
farmaci: amino glicosidi e farmaci chemioterapici, intossicazione da
glicole etilenico (il liquido dei radiatori), sulfamidici, aciclovir,
diuretici.
Nefrologia-Urologia
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