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Orticaria
appunti del dott.
Claudio Italiano
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Ci
sembrava giusto parlare in questo sito web anche dell’orticaria, una
malattia che si caratterizza per un’eruzione cutanea, proprio come se un
soggetto si fosse imbattuto nella pianta di ortica, da cui il nome, e si
caratterizza per lesioni rilevate papulari dette
pomfi, che rappresentano
la lesione caratteristica, che può essere unica o più spesso plurima,
cioè si tratta di una rilevatezza della cute, di colore inizialmente
bianco porcellanaceo o rosa, quindi rosso
acceso, con un area centrale più pallida e lievemente depressa e bordi
netti o sfumati. La forma di queste lesioni è variabile, possono essere
rotondeggianti, sovalari, dai margini sfrangiati a “carta geografica”,
con i bordi più colorati, “orticaria figurata"., dalle dimensioni
da pochi millimetri a vere e proprie chiazze che si estendono, “
orticaria gigante”. Possono avere una durata di minuti e poi scomparire
oppure persistere anche 1-2 giorni o anche qualche settimana o presentarsi
cronicamente. Si associano a sintomi generali fastidiosi quali il prurito,
talora sistemici, come affanno, dispnea, nausea e vomito. Alcune volte si
associano all’angioedema, il soggetto presenta, cioè, l’edema, cioè
il “rigonfiamento”, del labbro, dell’area periorbitaria e così via.
L'angioedema può essere sospettato se compaioni in modo acuto pomfi
generalmente di grandi dimensioni, con eritema modesto, edema marcato e
persistente e prurito lieve o assente. |
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Distinguiamo
clinicamente:
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Angioedema
ereditario
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Orticaria
da freddo,
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colinergica,
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da
contatto,
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da
pressione,
-
pigmentosa
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Eziopatogenesi.
Si
è molto discusso per cercare di capire quale sia l’intimo meccanismo
alla base dell’orticaria, e si è stabilito che l’organismo
predisposto geneticamente, quando viene a contatto con sostanze di cui è allergico,
per esempio determinati cibi (uova, arachidi, latte, bacche, crostacei,
pesce) presenta appunto una reazione orticarioide, sulla base di un
meccanismo immunologico alterato (allergia, cioè reazione alterata,
smisurata spropositata). Esistono però anche delle forme autoimmuni di
orticaria cronica è testimoniata dalla associazione tra orticaria cronica
e malattie autoimmunitarie, anche della tiroide.
In uno studio condotto su 624 pazienti con orticaria cronica idiopatica,
è stata osservata la presenza di autoanticorpi circolanti antitiroide nel
15% dei casi. Altre ragioni sono rappresentate dall’assunzione di
farmaci, antibiotici (penicilline, cefalosporine, polimixina), aspirina e
vaccini, o gli ace-inibitori impiegati per l’ipertensione,
e comunque qualsiasi nuovo medicamento. Ancora si parla di allergeni
respiratori, cioè le polveri, i pollini, peli di animale, piume di
uccelli tenute in casa, gli stress
emotivi, infezioni della pelle stessa, per esempio le micosi,
i parassiti
intestinali, la tenia
ecc. Anche gli indumenti di tessuti sintetici, ma perfino le maglie di
lana o di seta o le punture
d’insetto sono tutte cause di orticaria. o da caldo freddo, luce e
quella degli sportivi, determinata da sforzo fisico.
C’è una forma di orticaria cronica, perché dopo un inizio
acuto, si ripresenta giornalmente, settimanalmente per molti mesi o anni.
L'orticaria è spesso, ma non esclusivamente, una malattia IgE-mediata.
Gli antigeni propri dei fattori sopra indicati si fissano alle IgE
specifiche. L'unione dell'antigene con le IgE, legate mediante la porzione
Fc a un recettore specifico della membrana dei mastociti e dei basofili,
provoca la degranulazione di queste cellule, che liberano, tra le altre
sostanze, istamina. Queste sostanze determinano una vasodilatazione e un
aumento della permeabilità vasale, che si estrinsecano clinicamente sotto
forma di un pomfo. L'importanza dell'Istamina come principale mediatore
chimico è testimoniata da un'aumentata concentrazione di questa sostanza
nel derma in corso di orticaria e dalla risposta positiva clinica agli
antiistaminici anti-recettori H1. Tuttavia, anche altri mediatori, come le
chinine, gli eicosanoidi e i neuropeptidi, sono implicati nella patogenesi
della malattia. Generalmente
non vi è una causa evidente e nel 90% dei casi è considerata idiopatica.
Nel 10% restante si può riconoscere una causa alimentare, da farmaci o da
cause fisiche. Recentemente, in pazienti con orticaria cronica
idiopatica è stato individuato un mediatore plasmatico in grado di
indurre, se iniettato sottocute, lesioni pomfoidi anche in individui sani.
Si tratta di un autoanticorpo della classe IgG, con peso molecolare
maggiore di 100.000. Questa immunoglobulina stimola il rilascio di
istamina dai basofili circolanti e dai mastociti cutanei interagendo con
la subunità a del recettore specifico per le IgE (FceRI). Dal punto di
vista clinico, i pazienti con orticaria cronica che presentano questi
autoanticorpi sono indistinguibili da quelli che non li presentano.
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ISTOPATOLOGIA
L'esame istologico di un pomfo evidenzia un edema circoscrito del derma ed
un infiltrato infiammatorio costituto prevalentemente da linfociti
(soprattutto T-helper che esprimono antigeni della classe HLA-DR). Sono
inoltre presenti neutrofili, mastociti ed eosinofili. L'infiltrato può
essere diffuso, ma più frequentemente è perivascolare. L'assenza di
alterazioni delle pareti dei vasi (e quindi di stravasi di eritrociti), di
detriti nucleari e di polvere cromatinica consente di distinguere
istologicamente l'orticaria cronica dalla vasculite orticaroide.
DIAGNOSI
DIFFERENZIALE
L'orticaria
cronica entra in diagnosi differenziale fondamentalmente con l'angioedema
e la vasculite orticarioide. E'
peraltro da rilevare che in circa la metà dei pazienti orticaria e
angioedema coesistono. La vasculite orticarioide, conosciuta anche (non
correttamente) come orticaria vasculitica od orticaria-vasculite, è
caratterizzata dalla comparsa di pomfi diffusi, ma in scarso numero,
lievemente eritematosi, di forma spesso bizzarra, che persistono anche
oltre le 48 ore. Il prurito, quando presente, è in genere modesto. Le
manifestazioni cutanee possono essere accompagnate da febbre, artralgie,
mialgie, cefalea, astenia e dolori addominali. Il lupus eritematoso
sitemico, la sindrome di Sjongren e in generale tutte le connettiviti
possono essere preceduti o accompaganti da un'orticaria cronica. Questa
forma non presenta caratteri clinici diversi rispetto ad un'orticaria
cronica "classica". tuttavia gli esami di laboratorio consentono
di porre quasi invariabilmente la diagnosi di vasculite orticarioide.
Manifestazioni a tipo orticaria cronica si possono osservare anche nella
porpora di Henoch-Schonlein, nella malattia da siero, nelle
crioglobulinemie, nelle leucemie e nei linfomi.
INDAGINI
DA ESEGUIRE
PER UN CONTROLLO COMPLETO
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Emocromo
con formula, con occhio agli eosinofili, dosaggio delle IgE totali, da
cui poi occorre richiedere le IgE specifiche, per allergeni
respiratori ed alimentari;
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test
delle feci e del nastro adesivo per sospetto di parassiti intestinali
(cfr parassitosi)
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Elettroforesi
proteica, immunoglobuline, PRIST, C3, C4 (cfr allergie)
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Indici
infiammatori (VES, PCR, mucoproteine totali o alfa-1 glicoproteina
acida, RA test, TASLO, titolo anti-stafilolisinico, fibrinogeno, esami
immunologici (ANA, anti-DNA, anti-ENA, immunocomplessi circolanti,
crioglobuline), allo scopo di escludere altre patologie infiammatorie
ed autoimmuni.
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Indici
epatici (bilirubina totale e frazionata, transaminasi, gammaGT, ALP,
CHE, LDH).
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Indici
renali (azotemia, creatinina, clearance della creatinina), compreso elettroliti
(Na, K, Ca, P).
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Esami
ormonali (TSH, T3, T4). Markers tumorali (CEA, alfa-fetoproteina, PSA,
CA 19-9, CA 15-3, ferritina).
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HIV,
markers virus epatite B e C.
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VDRL,
TPHA.
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Reazione
di Wright, reazione di Vidal, per escludere tipo e paratifo (cfr coliti).
TERAPIA
Si
rammenta ai sigg. Navigatori che ogni notizia sui vari trattamenti
non significa che ciascuno possa automedicarsi! Infatti il sito
contiene e divulga solo informazioni scientifiche per aiutarvi a
capire le problematiche connesse con le vostre patologie, ma è
il vostro medico responsabile della vostra salute e delle
terapie che attuate.
Come riferito precedentemente, la causa dell'orticaria cronica è spesso
sconosciuta ma in generale occorre prestare attenzione a nuovi
alimenti assunti (es. crostacei, fragole, arachidi ecc.) o a cibi
contenenti istamina come la cioccolatao a nuovi farmaci. Il caso
illustrato nella nostra pagina fa riferimento ad un paziente con una
neoplasia che presentava forme di orticaria cronica.
I farmaci di prima scelta sono gli anti-istaminici anti-H1 e gli
stabilizzatori dei mastociti (es. disodiocromoglicato) che, considerati complessivamente, presentano
una buona attività terapeutica ed effetti collaterali rari, lievi e
transitori, se si eccettua . la sedazione e la sonnolenza,
oggi più rari rispetto ad altri farmaci antistamici: la
clorfenamina, la
desclorfenamina e l'idrossizina; ancora più rari sono l'aumento
dell'appetito e l'incremento ponderale.
Il ricorso ai corticosteroidi sistemici è giustificato quando gli
anti-istaminici sono risultati inefficaci dopo un periodo continuativo di
trattamento di 2-3 mesi. Non esistono a tutt'oggi schemi terapeutici
universalmente accettati sul dosaggio iniziale e sulla durata del
trattamento con i corticosteroidi. Si impiegano il deflazacort in cui dosaggio iniziale è compreso tra 0.5 e 1
mg/kg/die, che va ridotto gradualmente, cominciando quando le manifestazioni cutanee
(pomfi e prurito) si sono risolte. Il farmaco può essere ridotto di circa
15 mg ogni 1-3 settimane, fino alla sospensione. Un ciclo di trattamento
può durare 1-3 mesi. Alcuni autori, come il sottoscritto, impiegano il
prednisolone o il prednisone per un periodo di tempo complessivo non
superiore alle 3 settimane.
Occhio ai diabetici
perchè le glicemie in questi soggetti sottoposti a terapia con
cortisone si impennano paurosamente!
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