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Il pacemaker, una specie di direttore d'orchestra!
riflessioni ed appunti personali del dott. Claudio Italiano
Il cuore, come sappiamo, è un muscolo, ma a differenza di altri muscoli del nostro corpo, è anche capace di contrarsi autonomamente, cioè da sé, grazie a due centri specifici in esso situati che sono costituiti da tessuto specifico, .Essi sono costitutiti da un gruppo di cellule, appunto, specializzate, localizzate nella parte superiore dell’atrio destro denominato "NODO DEL SENO". Da questo tessuto il segnale generato, che in sostanza è un segnale elettrico naturale, di deporazzione delle cellule, prosegue secondo vie di conduzioni per portarsi più in basso, verso un altro centro detto "NODO ATRIO-VENTRICOLARE", da cui si dipartono, a sua volta, due strade di conduzioni chiamate fascio di His e fibre di Purkinje, che hanno il compito di recare ai ventricoli il segnale (cfr aritmie La fibrillazione atriale, una aritmia stupida e pericolosa. Che fare? Quando trattare? elettrocardiogramma elettrocardiogramma2) Ma qual è il significato di tutto questo complesso di centri e fibre di trasmissione di segnali? Certamente il tessuto automatico del cuore deve garantire che:
. Per
tutte queste ragioni, un medico intelligente, il canadese John
Hopps nel 1950 inventò il pacemaker, cioè un aggeggio elettronico
che fosse in grado di fare da "direttore dell'orchestra del cuore",
cioè che sapesse regolare le battute, in questo caso, del cuore,
facendolo contrarre adeguatamente e riprendendo le redini del galoppo,
quando ce ne fosse stato il bisogno. In sostanza, se il cuore si ferma e
sta bloccato per 1-2 battute, ecco la necessità che intervenga un
pacemaker. Viceversa se il cuore si contrae vertiginosamente come nelle
aritmie ventricolari (aritmie),
deve intervenire il pacemaker per resincronizzare il battito del cuore.
Com’è
fatto un pakemaker? Le
dimensioni fisiche dello stimolatore cardiaco sono molto contenute: peso
circa 20 gr., 7x6x1 cm. Funziona alimentato da particolari batterie,
solitamente litio-iodio che assicurano una autonomia di circa 5-10 anni
(il dato è puramente indicativo in quanto la longevità può variare
anche sensibilmente, in relazione alla modalità di programmazione del
dispositivo, alla tipologia, alle condizioni cliniche del paziente, etc.). E’
il pacemaker un generatore di impulsi, un dispositivo che consente
di stimolare elettricamente il cuore e di normalizzarne il ritmo; e’
costituito da un involucro in cui e’ posta una batteria ed una serie di
circuiti elettrici ed e’ a sua volta collegato al cuore tramite dei fili
elettrici chiamati elettrocateteri, con cui il segnale della contrazione
è condotto dove serve cioè alle camere della contrazione, i ventricoli.
Gli elettrodi possono essere bipolari (anodo e catodo entrambi interni al
cuore) o monopolari (catodo nel cuore ed anodo solitamente costituito
dalla custodia metallica dello stesso stimolatore cardiaco). I
circuiti, la batteria e gli altri componenti interni dello stimolatore
sono racchiusi in una cassa ermetica realizzata in titanio. Il dispositivo
viene impiantato, per via chirurgica, sotto cute fino a quando, esaurita
la batteria interna, deve venire espiantato e sostituito con uno nuovo. I
pacemaker, pertanto, a seconda dei cateteri di stimolazione, si dividono
in: MONOCAMERALI
in quanto sono collegati ad un elettrodo fissato ad una sola camera
cardiaca, di solito il ventricolo o l’atrio di destra; BICAMERALI
se gli elettrodi sono due, per esempio, nell’ atrio di destra e l’altro
nel ventricolo di destra. .
Esistono,
però, anche i DEFIBRILLATORI IMPIANTABILI o ICD (Implantable Cardioverter
Defibrillator) che sono in grado di erogare una scarica elettrica di
defibrillazione
ogni volta che si presenti questa aritmia,
consentendo il ripristino di un normale ritmo cardiaco. In genere un
pacemaker stimola elettricamente il ventricolo destro, tuttavia in alcune
forme particolari di scompenso cardiaco ove vi sia un ritardo di
contrazione tra il ventricolo destro ed il ventricolo sinistro e’
possibile eseguire un stimolazione di entrambi i ventricoli (stimolazione
biventricolare) al fine di sincronizzare l’ attività meccanica del
cuore. L’intervento
è semplice, attuato in anestesia locale. Per posizionareun pacemaker ci
sono due ordini di problemi: Occorre
incidere 3 o 4 centimetri di lunghezza in sede sottoclavicolare,
isolare una piccola vena, vena succlavia sinistra o brachiocefalica ed
inserire l’elettrocatetere che viene spinto fino a posizionarsi
nelle cavita’ cardiache, atrio o ventricolo destro, a seconda del
tipo di impianto (monocamerale o bicamerale), seguendo la pratica ai
raggi X (controllo fluoroscopico); Incidere
ancora per creare un "tasca" sottocutanea, cioè
superficiale, per piazzarvi il pacemaker. Controllare
il pacemaker ad intervalli prestabiliti, in genere ogni sei mesi; per
ottenere informazioni sul funzionamento dello stimolatore (valutazione
di eventuali eventi aritmici occorsi) , con una sonda che dialoga
attraverso un computer col pacemaker, per coordinare la variazione dei
parametri di stimolazione in base alle esigenze cliniche, controllo
della carica della batteria (in genere dura 5-10 anni), la cui scarica
e’ prevedibile con molti mesi di anticipo. Precauzioni
nell’uso del device: autoscontro, equitazione, Interferenze elettriche,
uso di apparecchi elettrici purchè dotatio di spina tripolare con presa
di terra, occhio nell’impiego dei cellulari, che vanno tenuti lontani
(NON NEL TASCHINO DELLA GIACCA!), areoporti (metal detectors), non
possibilità di eseguire Risonanza magnetica nucleare. Evitare l’uso di
trasmettitori o ripetitori radiotelevisivi, radar, linee ed
apparecchiature ad alta tensione, attrezzature industriali quali
saldatrici elettriche ad arco, forni elettrici. Non attraversare aree
sulle quali e’ apposto il simbolo "DIVIETO PER I PORTATORI DI
PACEMAKER" Consultare il proprio medico prima di sottoporsi a
diatermia, elettrichirurgia, elettrocauterizzazione, cardioversione
elettrica, litotripsia. Per
la denominazione degli stimolatori cardiaci vengono utilizzate cinque
lettere, il cui significato segue questo schema: Luogo
della stimolazione: A atrio, V ventricolo, D=A+V Luogo
di rilevazione del segnale autologo: come sopra Tipo
di funzione: I inibizione, T trigger (impulso originato
durante il priodo refrattario dell'onda R), D=I+T Tipo
di programmazione: M multiprogrammabile, R adattabile
sulla base dei dati raccolti dal sensore di attività Funzione
antitachiaritmia: 0 assente, P stimolazione antiaritmica,
S defibrillazione D=P+S Stimolatore
VVI: Stimolatore
AAI: Stimolatore
DDD : Stimolatori
R: Stimolatori
antitachicardia: Cardiologia |
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