Ascaridìasi

Ascaridìasi.

 

appunti del dott. Claudio Italiano

 

L’ascaridiasi o ascariasi o ascaridiosi è una malattia che si manifesta con disturbi intestinali, nervosi ed allergici e riconosce come agente eziopatogenetico l’infestazione da Ascaris lumbricoides. Già il papiro di Ebers che risale al 1553 a.C. riferisce dell’esistenza di questa infestazione. L’Ascaris lumbricoides è un grosso verme, un nematode cilindrico che appartiene al Phylum Nemathelminthes, classe Nematoda, sottoclasse Secernentea, ordine Ascaridia, famiglia delle ascarididae, genere ascaris e specie lumbricoides. Il maschio misura 15-23 cm ed è di 3-4 mm Ascarididi diametro; la femmina ancora più lunga, 20-30 cm e circa 5 mm di larghezza è di colore bianco-roseo con corpo rivestito da spessa cuticola e presenta un’apertura buccale con 3 labbra a forma di Y. Il maschio presenta due spicoli copulatori. La femmina è ovipara e può deporre 200.000 uova al giorno; i dotti genitali contengono 27.000.000 di uova. Tutti  gli organi del verme sono racchiusi in un acavità pseudocelomatica, dentro un liquido incolore albuminoso detto liquido perienterico. Questo liquido è altamente allergizzante per l’uomo per cui può determinare pericolose reazioni allergiche nell’uomo in caso di fuoriuscita, comprese reazioni orticariodi ed accessi asmatici.

Ciclo biologico.

 

L’Ascaris lumbricoides è un parassita monoxeno, cioè, dal greco,  di un solo ospite, quindi che completa il ciclo in una sola specie. Dopo l’accoppiamento la femmina elimina le uova che diventano infestanti dopo una maturazione nel terreno. Se le condizioni ambientali sono favorevoli (umidità e temperatura), l’uovo si sviluppa in 30-40 giorni, se viceversa c’è freddo, si arresta. In qualsiasi momento, però, può riprendere il ciclo di maturazione, anche dopo anni! Se tutto va per il verso giusto, la larva rabditoide si sviluppa e dopo una seconda muta, se l’uovo viene ingerito con gli alimenti infestati (per esempio verdure crude) l’uovo giunge nell’intestino umano, le larve fuoriescono e penetrano attraverso le pareti dell’intestino tenue per raggiungere la cavità peritoneale. Nel corpo umano si muovono dentro la corrente ematica e raggiungono organi come il fegato, e con le vene  sovra epatiche, il cuore destro, il polmone, alveoli e bronchioli e, perfino, possono essere espulsi con i colpi di tosse come emoftoe (sputo di sangue).

 

Patogenesi.

 

Le larve svolgono un’azione espoliatrice sull’uomo, cioè sottraggono principi nutrienti, oltre che un’azione allergizzante, traumatica ed infettante. Più riconosciuta è anche la loro azione meccanica, nel senso che possono ostruire vari condotti del corpo umano, per esempio il coledoco, le cavità nasali, le trombe di Eustachio ecc.

Epidemiologia.

 

E’ una elmintiasi che si riscontra ovunque, dalle zone a clima caldo a quelle a clima temperato, specie dove le condizioni igieniche sono precarie, tenuto conto che i soggetti eliminano le uova con le feci e quindi queste sono veicolate dall’acqua e si repertano nelle verdure, in alcuni frutti come le fragole ecc.

Sintomi.

 

I pazienti affetti da ascaridiasi hanno delle caratteristiche chiazze sulla faccia, “facies verminosa”, con aspetto triste e di sporcizia, cheilite angolare alla bocca, scialorrea, dilatazione pupillare e la cavità orale presenta la cosiddetta “lingua da vermi”, cioè le papille dei bordi della lingua hanno colore rosso acceso.   Non mancano disturbi addominali, come dolore addominale in sede periombelicale, segno di Rameses, cioè dolore evocato dalla digitopressione a 5 cm dallìombelico, sulla linea ombelico pubica. Vi può essere anche tenesmo rettale, stipsi e diarrea. Soprattutto i bambini affetti da questa parassitosi hanno crisi convulsive, rigidità convulsive con rigidità tetani forme. L’apparato respiratorio è classicamente interessato con tipici accessi di asma e bronchite, e la sindrome di Loeffer, cioè infiltrati polmonari con riscontro di eosinofilia all’emocromo.

Diagnosi.

 

La diagnosi è facile se nelle feci si riscontrano vermi lunghi 15-25 cm, oppure al microscopio nelle feci si possono reperire le uova di 50-70 micron, larghe ed ovali, provviste di cuticola. L’accertamento indiretto mira a ricercare gli anticorpi.

Profilassi.

 

Evitare di cibarsi di verdure crude specie in viaggio; inoltre i contadini delle regioni in cui la parassitosi  è endemica non devono utilizzare le acque di scolo per irrigare i campi e cibarsi con verdure crude o portare in bocca le mani sporche di terriccio.

Terapia.

 

La cura va effettuata sotto stretto controllo del medico.

Si impiegano derivati della piperazina sotto forma di Sali di citrato e di idrato, oppure l’uvilon che è una soluzione al 20% di piperazina. Può essere impiegato anche il vermox o mebendazolo.

Link in  tema delle parassitosi

Le parassitosi

I vermi dei bambini

Il verme solitario

La tenia saginata

I pidocchi e le piattole

 

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