La pediculosi e le Phthiriasi del pube.

appunti del dott. Claudio Italiano

lendini

A seguito di numerose richieste dei nostri navigatori, vi parliamo adesso della pediculosi. Intanto diciamo che la malattia è una parassitosi assai diffusa, specie in età scolare e che ne sono affetti tutti, anche i figli di madri assai attente all'igiene del proprio bambino. Infatti la diffusione del pidocchio è notevole e non esistono farmaci o disinfestanti che siano in grado di debellarlo. Va sfatata anche la credenza che sostanze come il petrolio, la maionese, l'olio di oliva, ecc. possano avere un'attività antiparassitaria, così come la diffusa convinzione che effettuare a cadenza regolare (es. settimanale) uno shampoo con prodotti antiparassitari prevenga l'infestazione: infatti nessun prodotto antiparassitario è in grado di svolgere un'azione preventiva.

Definizione.

E’ una malattia parassitaria data dalla localizzazione ai peli e più particolarmente ai capelli di insetti che appartengono al genere “Pediculus o Phthirus, che determinano rispettivamente la pediculosi del capo e del corpo. Viene inoltre descritta una pediculosi del pube o Phthiriasi, della quale ci si contagia tramite i rapporti sessuali. Quella che interessa le mamme degli scolari è la pediculosi del capo, determinata dal Pediculus humanus capitis. Esso appartiene al Phylum Artropoda, sottordine pterigoto, ordine anoplura, famiglia Pediculidae, genere pediculus, specie humanus. Si tratta di un insetto di 2-3 mm che possiede un corpo di colore giallo-marrone ed un addome che è più scuro nella parte centrale; ha 6 zampe che terminano ad uncino e con esse aderisce saldamente al capello. Il problema è che tale parassita è dotato di un apparato buccale sviluppato nel senso della suzione, per cui il pidocchio mentre succhia inocula una saliva chePiattola o pidocchio del pube contiene una sostanza anticoagulante, per tenere il sangue più sciolto e continuare a succhiare per 2-3 ore, fino a completare il suo pasto, diciamo così. La femmina depone le uova che appaiono di forma allungata di dimensioni 0,9x0,35 e sono opercolate, biancastre e lisce, esse si saldano alla base dei capelli con secrezioni vischiose, insolubili nell’acqua ma solubili in acido acetico. Ogni femmina vive 30 giorni e nel corso della sua esistenza depone da 100 a 300 uova, che si schiudono a sua volta in 7 giorni se la temperatura è di 35°C.  Quando l’uovo si schiude, ne fuoriesce una ninfa che dopo ripetute mute, in dodici giorni si trasforma in un adulti sessuato.

 

La pediculosi è una parassitosi molto contagiosa e gli insetti che succhiano il sangue svolgono un’azione irritativa e tossica per l’organismo. Tale malattia predilige, come si diceva, gli scolari, anche quelli più a modo e puliti, perché si diffonde prepotentemente in maniera molto democratica! Lo stesso dicasi per le famiglie. E’ chiaro che dove regna il disordine, la promiscuità, la scarsa igiene (nomadi, barboni, colonie, collegi, orfanotrofi ecc.) si diffonde a macchia d’olio. In Francia sono state riscontrate pediculosi nel 2% degli scolari delle scuole materne, fino al 50% delle scuole primarie. A Roma nel 10% dei casi ed in Sicilia in alcune realtà anche nel 20% degli scolari. Il parassita si diffonde con facilità: è sufficiente che il bambino infestato si gratti la testa o si spazzoli i capelli. Inoltre le poltrone dei trenim i poggiatesta degli autobus, i pettini, i cappelli, lo stesso barbiere se non osserva le norme igieniche vi può diffondere dalle pediculosi alle malattie più serie come le epatiti virali  (B e C) e le micosi e le tigne. Per fortuna il pidocchio è privo di ali e non può saltare e resiste solo poche ore alle variazioni di temperatura, per cui se c’è caldo è più facile la sua diffusione; però solo il contatto intimo con i capelli o i peli del pube ne causa la diffusione.

 

Sintomatologia.

femmina adulta di pidocchioIl soggetto che è affetto da pediculosi continua a grattarsi per il fastidio e l’azione irritante esercitata dalla saliva del parassita. Si possono notare sulla cute lesioni papulose e vescicolose ed infezioni con abrasione della cute. Talora, nei casi più gravi di infestazione cronica, per il continuo assorbimento di sangue delle femmine di pidocchio si possono avere anemie microcitiche e non è raro che i bambini siano nervosi, irritabili ed abbiano anche insonnia. La diagnosi si attua ovviamente isolando il pidocchio e cercando le lendini di pediculus capitis, cioè le uova opercolate. La profilassi si attua con le misure igieniche ed ambientali, con i lavaggi accurati dei capelli e l’ispezione degli scolari. A scuola occorre che gli insegnanti siano informati e che siano informati gli organi collegiali e cosi pure le vetture ferroviarie, autobus e mezzi pubblici siano disinfettati continuamente ed adeguatamente.

Terapia.

Si avvale dell’impiego di sostanze come il piretro e lo zolfo, un tempo anche il DDT. Esistono in commercio delle lozioni  a base di malathion (es. Aftir gel), gli estratti di piretro (es. Cruzzy lozione e shampoo) e le piretrine sintetiche (es. Nix crema, Mediker AP, Mom gel, shampoo e polvere). In generale, si preferiscono le lozioni, le creme e i gel, che rimangono più a lungo a contatto con i capelli e con le uova, riescono ad esplicare meglio la propria azione e sono preferibili agli shampoo e alle polveri, che penetrano scarsamente nelle uova. I prodotti antiparassitari devono inoltre essere applicati in quantità opportuna, cospargendo l'intera capigliatura e aiutandosi con un pettine per uniformare il prodotto. Creme, gel e lozioni prevedono 10 minuti di posa, mentre per le polveri sono necessarie dalle 3 alle 6 ore. Per gli shampoo, infine, vengono generalmente indicati da 3 a 5 minuti di posa. In ogni caso, è consigliabile effettuare un secondo trattamento dopo 8-10 giorni, per eliminare eventuali insetti nati nel frattempo da lendini rimaste vitali dopo il primo trattamento e sfuggite alla rimozione manuale. Infine ricordiamo che la continua ispezione, i lavaggi con acqua calda e sapone e tenere i capelli corti, specie negli scolari, sono buone norme igieniche. Lasciate stare la bellezza del capello alla Popoff! Le madri spesso sono più scriteriate dei loro figli.

Invece cercate di:
 sfilare tutte le lendini rimaste o manualmente o utilizzando un pettine a denti molto fitti, pettinando accuratamente ciocca per ciocca partendo dalla radice, dopo aver sciacquato i capelli con con aceto bianco, applicando poi per 30-60 minuti un asciugamano bagnato con la stessa soluzione  ripetete il trattamento disinfestante completo dopo 8 giorni  disinfettate le lenzuola, gli abiti e i pupazzi di pezza: lavarli in acqua calda oppure a secco (soprattutto i cappelli) oppure lasciarli all'aria aperta per 48 ore(i pidocchi lontano dal cuoio capelluto moiono)   lavate accuratamente pettini e spazzole (immergerli in acqua calda per 10 minuti e/o lavarli con shampo. Lo studio Hippolito ha dimostrato che l'associazione di permetrina con trimetroprim/sulfametossazolo è una cura più efficace della sola permetrina. Ad essa conviene ricorrere quando i tradizionali trattamenti si sono dimostrati inefficaci. I possibili effetti collaterali del trimetropim/sulfametossazolo ne sconsigliano l'uso come trattamento di prima scelta. Il trimetroprim/sulfametossazolo assunto dal pidocchio attraverso il sangue succhiato agisce distruggendone la flora intestinale.
La pediculosi del corpo, a differenza di quella del capo, è in regressione, ma può essere presente nei dormitori pubblici. La profilassi è una buona igiene personale e la disinfestazione dell’ambiente. Pediculusi del pube. E’ sostenuta dal Phthirus pubis  che appartiene al Phylum Artropoda, sottordine Pterigota, ordine anoplura, famiglia Pediculidae, genere phthirius, specie pubis. Volgarmente si chiama “piattola” ed il maschio è lungo 1 mm e la femmina 1,5, di forma rotondeggiante aderisce al pube e la femmina produce 25 uova e dopo 15 giorni dalla schiusura e tre mute l’insetto è adulto e si localizza ai peli del pube, delle ascelle ed alla barba. Ci si contagia in albergo attraverso gli effetti letterecci o nei dormitori pubblici o coni rapporti sessuali.
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