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Mi
sembrava giusto scrivere qualcosa sulla psoriasi per dare giusta luce ed
interpretazione ad un’affezione cutanea così diffusa e fastidiosa, per
la quale tanto si è scritto e tanto si è detto a sproposito e per
deviare i soggetti colpiti a scopo di lucro verso terapie discutibili.
DEFINIZIONE.
Si definisce psoriasi un’affezione della
cute ad andamento cronico recidivante, cioè che ha delle fasi di
riacutizzazione delle lesioni e che dura nel tempo. Si manifesta con
chiazze cutanee eritematose ricoperte da squame asciutte e grigiastre che
si localizzano al capillizio, ai gomiti ed alle ginocchia.
EPIDEMIOLOGIA.
La malattia è presente in tutto il mondo,
in tutte le razze e non ha preferenza per il sesso, anche se si ritiene
che in piccola maggiore percentuale ne siano colpite le donne; no gli
indiani d’america, poco la razza di colore, dall’ 1-3% i soggetti di
razza bianca caucasica, specie se i soggetti non prendono sole. Colpiti i
bambini già alla nascita, ma talora gli adulti dopo il terzo decennio di
vita.
EZIOPATOGENESI.
La malattia si trasmette sicuramente in
maniera ereditaria, cioè se si è ammalato un consanguineo, si può
ammalare il parente stretto, es. padre e figlio, il 50% dei figli di una
coppia dove un genitore ne è affetto. Nei soggetti affetti è presente l’antigene
di istocompatibilità CW6.
PATOGENESI
Si
evidenzia nel psoriasico un’alterazione del turnover dell’epidermide,
cioè del ricambio degli strati della cute, nel senso di un’accelerazione,
per cui la cute si riproce più velocemente a livello delle chiazze in
soli 2-4 giorni per un’alterata funzione degli oncogeni preposti al
controllo del ciclo cellulare, con conseguente riduzione dei cheratinociti,
cioè delle cellule che formano lo strato più esterno, la cheratina della
pelle; la chiazza però si forma per fenomeni flogistici, cioè con il
meccanismo dell’infiammazione, con attivazione dei linfociti residenti,
delle cellule di Langerhans e degli stessi cheratinociti con liberazione
di linfochine. Questi fattori determinano edema e vasodilatazione
capillare ed afflusso di granulociti neutrofili, con il persistere della
flogosi. Nelle zone più sottoposte a traumi compaiono nuove lesioni
(segno di Koebner.)
Sembra, infine, che nella patogenesi della malattia
siano implicati anche infezioni da streptococcus pyogenes nel condizionare
episodi eruttivi, specie nel bambino psoriasico, dopo 2-3 settimane di
latenza dall'’nfezione. Quindi le infezioni streptococciche al faringe
possono predisporre alla patologia e così pure l’impiego di farmaci:
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