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legambientetirreno@tiscalinet.it ; AAST Milazzo, piazza Caio Duilio, 20 tel (+39) 0909222865 www.aastmilazzo.it ALLA SCOPERTA DEL SENTIERO DI S.OPOLO E DELLA FONTE OMONIMA Il webmaster ringrazia Legambiente del Tirreno nella persona di Pippo Ruggeri. . Nonostante i sigg. delle industrie si sforzino di dare una sembianza di città industriale, quindi di un centro senza anima, Milazzo è animato da una natura rigogliosa, specie al Capo. Qui parliamo di una fonte che diventerà famosa come la Fonte Bandusia del poeta, quella di S. Opolo. Leggiamo e vediamo perchè.
All'altezza della chiesa di Maria S.S.
Addolorata, sulla strada che porta a Capo Milazzo, esiste
un bivio, ed imboccando la strada di destra, la Via
Bevaceto, dopo 20 metri, sempre a destra, esiste una viuzza detta
"di S. Opolo". Il viandante, prima di giungere qui, ha già superato la
bella villa Elvira della famiglia dei Bonaccorso, che
merita sicuramente di essere visitata per il parco
centenario, singolare e ben curato, che essa ospita. Ma
ecco che, lasciando le ultime case della stradina già
sopra nominata, un percorso immerso nel verde degli ulivi
e della ultima vegetazione antica si apre all'occhio
estasiato del viaggiatore: antichi uliveti, a tratti
interrotti da cespugli di ginestra in fiore e pale di
opuntia si inerpicano fino ad uno discesa scoscesa, con
sullo sfondo il mar di levante coi suoi anfratti e la
" 'rutta 'i l'oru". Giù in fondo ad una
scalinata ricoperta di muschio, espressione altissima
della salute della natura del posto, all'improvviso
appare la Fonte di S. Opolo, che prende il nome dalla
Chiesa di epoca bizantina esistente nelle sue vicinanze,
dedicata al culto di Sant'Euplio Martire, Diacono
Catanese, chiesa purtroppo andata perduta nel secolo
XVII, di cui lo storico Perdichizzi scriveva che ra molto
frequentata, per la devozione al santo e per la delizia
del posto, essendo in un seno tra due promontori, con una
fonte di acqua limpidissima che conserva il nome del
Santo, dove il pellegrino soleva dissetarsi. Non occorre
camminare molto: la metà della fonte, nascosta tra
l'amena vegetazione, si rileva per la presenza di uno
slargo, dove sono visibili due incavature nel terreno, a
mò di piccole vasche, e due lavatoi, di cui uno di più
recente fattura ed un altro molto antico.
Per arrivare giù alla fonte, esiste una scalinata in pietra antica
con quattordici gradini, circondata da mura alte tre
metri. Qui il silenzio che regna sovrano, è a tratti
interrotto dal cinguettio delle rondini e del fischio dei
merli, oltre che dallo scrosciare continuo dell'acqua
limpida dalla cannula. Al di sopra della fonte esiste un
pozzo, ulteriore punto di prelievo; la gente del luogo ne
usufruiva per integrare le scorte di acqua delle
cisterne, raccolte dai tetti nelle giornate di pioggia,
così come avevano appreso dagli Arabim venuti a Milazzo
nel '900. Ma questa è un'altra storia.
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