La sindrome vertiginosa

 

appunti del dott. Claudio Italiano

 

cfr anche la sindrome di Fahr.

-vertigine centrale e periferica

-Il paziente con turbe dell'equilibrio

- capogiro

 

Quante voltesi è presentato a noi un paziente che riferire vertigine e diceva di non poter stare all'impiedi. Di solito capita a soggetti anziani, per i quali pensiamo subito ad una encefalopatia acuta su base vascolare( ictus ); altre volte si tratta piuttosto di individui giovani che si dilettano di pesca subacquea, o che hanno preso un'infreddatura. Vediamo di capire come si visita un paziente con questi segni.

La sindrome vertiginosa

 

La sindrome  vertiginosa richiede attenzione e abilità nel raccogliere l’anamnesi.  Affinché un soggetto sia in equilibrio esistono delle componenti del nostro organismo che devono essere in sintonia:

-Vista

-Sistema vestibolare, che è un organo dell’orecchio interno

-Sistema nervoso centrale


La prima osservazione che il medico deve porsi è se il disturbo è centrale o periferico, ossia se la lesione che ha causato la vertigine debba essere ricercata “centralmente”, quindi nell'encefalo  o “perifericamente”, dunque nell’organo che è per eccellenza deputato all’equilibrio, cioè il sistema vestibolare.
Immagine TAC encefalo di una nostra paziente affetta da sindrome di Fahr, scambiata per ictus, qui le lesioni dei nuclei della base sono calcificazioni.

Tac encefalo: sindrome di Fahr, con calcificazione dei nuclei della base e di altre aree encefaliche

 

Che cos’è la vertigine?

 

La vertigine può essere definita come la sensazione di movimento rotatorio e può essere distinta in oggettiva e soggettiva:

- Oggettiva, significa che il paziente è al centro e girano gli oggetti, cioè la stanza gira intorno al paziente, esempio ne sia quando da piccoli ci divertiamo a giocare al girotondo (!) e tutto ci gira intorno.

-Soggettiva, significa che è il paziente che “sbanda” e si sente instabile.


Nel caso di vertigine centrale il sintomo principale è la sensazione di instabilità soggettiva, cioè l’individuo si sente instabile, con la testa vuota, non riesce a mantenere la postura, è stordito, può essere confuso e disorientato, può avere la visione offuscata (cfr ictus).

 Se piuttosto un soggetto avverte sintomi quali un deficit dell’udito, dei tinniti, degli acufeni, cioè come dei fischi nelle orecchio, o come se scrosciasse dell’acqua dal rubinetto, allora ci si orienterà in questo caso per una vertigine periferica e problemi del sistema vestibolare periferico, in genere di microcircolo.

L’anamnesi cercherà ancora di ricercare le patologie che possono essere alla base della vertigine; è un classico per esempio considerare i disturbi “circolatori”, come dice la gente comune, cioè le condizioni di dislipidemia, un eccesso di colesterolo, i trigliceridi elevati, il diabete, oppure un semplice e banale raffreddore ed un’otite improvvisa, una indigestione. Inoltre occorre prendere in considerazione anche abbassamenti della pressione arteriosa o crisi ipertensive repentine. Anche una riduzione del visus o la stessa cataratta nell’anziano può essere responsabile di vertigine. L’abuso di alcool, responsabile di neuropatia, può dare vertigine ed atassia, cioè andamento incerto a gambe allargate. Gli stessi tranquillanti, le benzodiazepine possono dare vertigine

Cause di vertigine periferica.

 

Malattia di Ménière.

Si tratta di una malattia labirintica primitiva caratterizzata dalla classica triade:

- Episodi di vertigine

-Ipoacusia

-Acufeni

L’ipoacusia è fluttuante e può essere percepita come “sensazione di orecchio ripieno”. La sintomatologia ha un esordio brusco e dura ore o giorni e si associa ad ipoacusia di tipo neurogeno per le frequenze basse.

Labirintite acuta

. Si caratterizza per l’improvvisa insorgenza di vertigini che possono associarsi o meno ad ipoacusia, associandosi spesso a prodromi influenzali; coesiste nausea e vomito.

Neurite vestibolare

. Come per la labirintite anche qui compaiono le vertigini ma non disturbi dell’udito.

Vertigine posturale benigna parossistica. Il quadro clinico della vertigine è scatenato dai cambiamenti di posizione. Non sono presenti né ipoacusia, né acufeni. Questa condizione detta anche cupolo-litiasi se si pone l’orecchio malato in posizione declive insorge vertigine. Compare nistagmo, cioè inviatando il paziente ad osservare la punta della vostra biro, vedrete l’occhio che oscilla a piccole scosse nel senso orizzontale. La malattia può durare anche 18 mesi!>

Neurinoma dell’acustico o altro tumore dell’angolo ponto-cerebellare.

Sindrome di Costen

Si caratterizza per acufeni, vertigine e capogiri e dolore dell’angolo temporo-mandibolare.



cfr indice di otorinolaringoiatria