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Speciale
scompenso cardiaco 1
appunti
personali del dott.
Claudio Italiano, internista
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Epidemiologia.
.
USA :
incidenza di 10 casi su 1000 individui, sopra i 65 anni per ogni anno,
mentre in altri paesi, per esempio la Gran Bretagna si attesta su 2-10
casi/1000 persone, però > 55 anni. In Italia 1-2 casi /1000 cioè
1.000.000/annui con una spesa stimata in 905 miliardi di euro.
Cause
principali di scompenso cardiaco
I
meccanismi che sottendono allo scompenso
sono dati dalla insufficienza di pompa a cui conseguono la disfunzione
renale con attivazione del sistema nervoso
e del sistema renina-angiotensina, con attivazione del sistema simpatico
e delle citochine. Lo
scompenso può essere acuto o cronico, ma più spesso il soggetto
scompensato va incontro a riacutizzazioni della sintomatologia e questo
quadro costituisce la sindrome più frequente. Nella maggior parte dei
casi lo scompenso cardiaco è associato a disfunzione ventricolare
sistolica, ma altre volte lo scompenso si dice diastolico, forma
frequente nei giovani con FEVS conservata, ma dove il cuore è
ipertrofico e c’è aumento di pressione e stress di parete e segni di
stasi polmonare.
Definizione
di scompenso
I. sintomi di
scompenso cardiaco consistono (sotto modico sforzo ma poi anche a
riposo) nella dispnea
e affaticabilità oppure nella presenza di edemi declivi, cioè
le caviglie e le regioni pretibiali risultano imbibite di liquidi (segno della
fovea, cioè alla pressione digitale resta l’impronta sulla cute
edematosa) ed..
II.
Evidenza oggettiva (preferibilmente all’ecocardiografia)
di disfunzione cardiaca (sistolica e/o diastolica) (a riposo) e (nei
casi di diagnosi dubbia)
III.
Risposta alla terapia specifica (quindi a diuretici,
beta-bloccanti cardioselettivi ecc.)
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Sintomi
dello scompenso.
.
L’origine
dei sintomi sembra correlata all’aumento di pressione capillare
polmonare, responsabile della comparsa di edema
polmonare acuto. Ma la pressione capillare polmonare non è sempre
l’unico fattore responsabile della comparsa di dispnea.
Il soggetto con insufficienza di pompa avrà facile faticabilità poiché
il cuore non riesce a spingere in circolo l’ossigeno necessario agli
organi e cioè specie negli anziani e negli obesi; il soggetto comincia
ad affannarsi per esempio nel salire una rampa di scale e deve fermarsi
per riprendere fiato. Durante la notte, poi, compare una tosse ed un
affanno strano. Infine compaiono anche segni di stasi venosa
edema
periferico e fegato da stasi. Il paziente finisce pure per avere
disappetenza e rifiuto del cibo. A
tale, scopo, per dare una classificazione dello scompenso, esiste una
tanto criticata ma al tempo stesso utilizzata classificazione secondo la
New York Hearth association:
Classificazione
NYHA
-
Classe I
Nessuna limitazione dell’attività fisica: l’esercizio
fisico abituale non provoca affaticabilità, dispnea, né
palpitazioni;
-
Classe II
Lieve limitazione dell’attività fisica: benessere a riposo
ma l’attività fisica abituale provoca affaticabilità,
palpitazioni e dispnea;
-
Classe III
Grave limitazione dell’attività fisica: benessere a riposo
ma l’attività fisica minima provoca sintomi
-
Classe IV Incapacità
a svolgere qualsiasi attività fisica senza disturbi: i sontomi di
scompenso cardiaco sono presenti anche a riposo e peggiorano con
qualsiasi attività fisica.
Diagnosi
-
Ematochimica. Tranne
che nella riacutizzazione di un infarto, l’ematochimica ci dice
poco. Promettente sembra la ricerca del peptide natriuretico di tipo
B (BNP) e dell’NT-proBNP, utili nella diagnosi dello scompenso,
espressione di alterata funzionalità cardiaca, presenti però anche
nella semplice ipertrofia cardiaca ventricolare sinistra.
-
Ecocardiogramma.
Rappresenta la metodica di elezione per lo studio dello scompenso
poiché ci fornisce dei parametri interessanti ai fini della
diagnosi che vanno dalla contrattilità, buona se > a 40%,
all’alterato rilasciamento diastolico con riduzione del rapporto
E/A dove E è il picco del flusso trasmitralico ed A il flusso
atriale.
-
Risonanza magnetica
cardiaca. Una tecnica promettente, non invasiva che consente lo
studio della motilità del cuore e le aree ischemiche, in tutte le
sue infinite porzioni. Inoltre consente di distinguere difetti
congeniti, masse e tumori e malattie del pericardio.
-
Funzionalità
respiratoria e spirometria, consente di porre diagnosi nelle forme
di dispnea respiratoria vs quelle cardiache di scompenso vero e
proprio.
-
Cateterismo cardiaco.
Impiegato in acuto nel post-
infarto,
consente di valutare lo stato delle coronarie, cioè le stenosi o
meno e di intervenire. L’angiografia coronarica può avere
indicazione se si sospetta un’eziopatogenesi ischemica allo
scompenso cardiaco.
..
La
seconda parte sullo
scompenso cardiaco tratta la terapia.
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