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Splenomegalia: il paziente con la milza ingrossata. appunti del dott. Claudio Italiano
Anamnesi ed esame obiettivo
Il paziente è stato astenico e stanco? E’ anemico? C’è stata impennata sui globuli bianchi e relativamente a quale sottopolazione? Leucociti, linfociti, monociti? Se sono aumentati i monociti e c’è stato febbre e mal di gola, possiamo pensare alla malattia del bacio, Il paziente ha avuto storia di epatopatia, di ittero, di ascite? Allora occorre pensare ad ipertensione portale con stasi venosa. Il paziente è talassemico, ha anemie emolitiche? Allora pensiamo che la milza funziona come una specie di filtro del sangue e che raccoglie i globuli rossi invecchiati (sistema reticolo-istiocitario). Ci sono stazioni linfonodali palpabili? Ci sono linfoadenopatie? Pensiamo a linfomi, pensiamo a neoplasie. Il paziente è un cacciatore? Ama i cani, li bacia, li lecca se li stringe a sé con foga? E’ dimagrito, è stato disappetente? Pensiamo anche a fatti infettivi, pensiamo alla leishmaniosi. Pensiamo perfino ad una malaria, specie se ha febbri ricorrenti, che vanno e vengono ad intermittenza! Ha insufficienza renale, oliguria? E’ scompensato? C’è stasi linfatica, c’è stasi di circolo?
Cause di splenomegalia. Amiloidosi. ln questa patologia si può sviluppare una marcata splenomegalia che deriva da un eccessivo deposito di materiale proteico a carico della milaza, materiale amorfo e biancastro. I sintomi sono vaghi, la diagnosi in questi casi è complicata e si può fare solo effettuando una biopsia. Il paziente avrà i segni più disparati che vanno dalla insufficienza renale alla oliguria ed anuria, allo scompenso cardiaco, alla dispnea. A livello gastroenterico si può avere una strana diarrea con malassorbimento o stipsi o indurimento della lingua e disartria.
Brucellosi. Il paziente ha mangiato formaggio fresco, comprato in montagna dal pastore, quel formaggio genuino, col siero di latte! Nei casi gravi di questa rara infèzione, la splenomegalia è uno dei segni principali. Solitamentel, la brucellosi ha un esordio insidioso, caratterizzato da astenia e febbre elevata, cefalea, lombalgie, anoressia e artralgie. In fasi successive, si può riscontrare epatomegalia, linfadenopatie, calo ponderale e dolorabilità alla pressione delle vertebre o dei nervi periferici.
Cirrosi epatica. Circa un terzo dei pazienti con cirrosi epatica in stato avanzato, è affetto da splenomegalia moderata o grave. Fra gli altri segni tardivi, vi sono ittero, epatomegalia, edema agli arti inferiori, ematemesi e ascite. Sono anche frequenti segni di encefalopatia epatica, quali asterixis, fetor hepaticus, eloquio impacciato, riduzione del livello di coscienza che può progredire fino al coma. Oltre all'ittero, gli effetti cutanei possono includere prurito grave, scarso turgore dei tessuti, angiomi stellari,eritema palmare, pallore e segni di diatesi emorragica. A livello endocrinologico, si possono avere irregolarità mestruali o atrofia, testicolare con segni di ginecomastia e perdita della rappresentazione dei peli sul torace e ascelle. I l paziente può anche presentare febbre e dolore a livello del quadrante addominale superiore destro che si aggrava quando è seduto.
Endocardite ( subacuta infettiva). Quest' infezione determina solitamente la comparsa di un ingrandimento della milza,comunque non dolente. I segni classici, sono tuttavia. la modificazione improvvisa di un soffio o la comparsa di un soffio in presenza di febbre. Altri segni sono anoressia, debolezza, sudorazione notturna, tachicardia, calo di peso, artralgie, ematuria petecchie emorragiche, ancora il paziente può lamentare dolori al torace, dolore in addome, agli agli arti, paralisi, Talora in corso di endocardite si i possono osservare i noduli di Osler (lesioni sottocutanee dolenti e sollevate sulle dita di mani o piedi), le macchie di Roth (aree emorragiche con pallore centrale a livello retinico) e le lesioni di Janeway (macule rossate sul palmo delle mani o sulle piante dei piedi).
Epatite. In questa patologia si può riscontrare anche splenomegalia (cfr epatite B ed epatite C)
Istoplasmosi. L'istoplasmosi acuta provoca in genere splenomegalia, epatomegalie, ittero, febbre, anoressia emaciazione ed anemia.
Leucemia. La splenomegalia di entità modesta o ingente, è un segno precoce della leucemia sia acuta che cronica. Nella leucemia cronica granulocitica, la splenomegalia può dolorosa, associata ad epatomegalia, linfadenopatia, astenia, malessere generalizzato, palIore, fèbbre, edema duro, diatesi emorragica, calo ponderale, anoressia e dolori addominali, ossei e alle articolazìoni.
Malaria. Sintomo frequente nella malaria la splenomegalia è solitamente preceduta dalla crisi parossistica caratterizzata da brividi seguiti da febbre alta e poi sudorazione profusa. Effetti correlati possono includere cefalea, dolore muscolare ed epatomegalia. Nella malaria benigna, questi parossismi si alternano a periodi di benessere. Nei casi gravi di malaria, comunque, il paziente può sviluppare una febbre elevata persistente, ipotensione ortostatica, convulsioni, delirio.
Mononucleosi (infettiva). Sintomo frequente di questa patologia la splenomegalia più eviidente durante la seconda e terza settimana di malattia. Solitamente, si associa a una triade di sintomi: mal di gola, linfadenopatia cervicale e febbre remittente con picco serale sui -38,3"-38,9'C Talvolta si possono manifestare epatomegalia ittero ed eruzione cutanea macuculopapulare.
Tumore del pancreas. Il carcinoma pancreatico può causare una splenomegalia moderata o grave se la massa tumorale comprime la vena splenica. Compare anche dolore addominale o della schiena, anoressia, nausea e vomito, calo ponderale sanguinamenti gastrointestinali, ittero, prurito, lesioni cutanee, labilità emotiva, debolezza e astenia.
Policitemia vera. Nelle fasi tardive di questa patologia, la milza può ingrandirsi notevolmente, determinando la comparsa di sazietà precoce, sensazione di pienezza addominale, dolori addominali nel quadrante superiore sinistro o dolori toracico di tipo pleuritico. Le caratteristiche cliniche, associate alla splenomegalia, sono variegate e numerose Il paziente può presentare mucose orali di color rosso violaceo intenso, cefalea, dispnea, sbandamenti, vertigini, debolezza e astenia. Può anche sviluppare parestesie delle dita di mani e piedi, disturbi mentali, ipoacusia, alterazioni o sdoppiamento della vista, scotomi. Aumenlo della pressione arteriosa, diplopia intermittente . Altri segni e sintomi includono prurito, orticaria, cianosi rubizza, fastidi in sede epigastrica, calo ponderale, epatomegalie a diatesi emorragica.
Sarcoidosi. Questa ganulomatosi può causate splenomegalia ed epatomegalie spesso associata a una sensazione vaga di fastidio addominale. Altri segni e sintomi variano in base ai sistemi colpiti.
Rottura della milza. In questa patologia, la splenomegalia può essere dovuta a emorragia massiva intraparenchimale. ll paziente può anche presentare dolore al quadrante superiore sinistro dell'addome, resistenza addominale e segno di Kehr positivo.
Porpora trombotica trombocitopenica. Questa patologia può dare splenomegalia ed epatomegalia associata a febbre, porpora generalizzata, ittero, pallore ed emorragie vaginali con ematuria. Altri segni possono includere astenia, debolezza, cefalea, pallore, dolori addominalie artralgie. Infine, il paziente sviluppa i segni di deterioramento neurologico e d’ insufficienza renale.
In pediatria: oltre alle cause di splenomegalia descritte sopra, i bambini possono sviluppare splenomegalia in caso di, istiocitosi, anemia emolitica congenita, malattia di Gaucher, malattia di Niemann-Pick, sferocitosi ereditaria, anemia, falciforme e beta-talassemia(malattia di Cooley). La presenza di ascesso splenico è la causa più frequente di splenomegalia nei bambini immunocompromessi. Hai visto le altre belle pagine di medicina interna sul sito gastroepato? cfr le malattie del fegato |
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