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riflessioni ed appunti del
dott. Claudio Italiano,
internista ospedaliero
Definizione.
Se dopo un anno di rapporti
condotti con l’intento di concepire non arriva la gravidanza, allora
vuol dire che la coppia è sterile. Possiamo allora distinguere 2
tipi di sterilità:
.
-
se fino ad allora non si è
concepito, si parla di sterilità primaria
-
se in precedenza si era
concepito, di sterilità secondaria.
Normalmente
una coppia che ha rapporti regolari, al primo ciclo ha il 25% di
probabilità di concepire un figlio, al secondo ciclo la probabilità
è del 40%, per salire all’80% nel primo anno di rapporti sessuali;
solo il 20% delle coppie concepisce al secondo anno. Il problema
della infertilità è molto frequente poichè interessa dal 15 al 20%
delle coppie ed aumenta in percentuale a seconda dell’età; così se
in generale, per definizione, 20% delle coppie sono sterili, tra i
30 ed i 34 anni d’età lo sono il 28%, tra i 35 ed i 39 anni lo
sono il 40%, tra i 40 ed i 44 anni il 50%; infine si dice che una
donna che supera i 48 anni, a meno che non si intervenga con
opportune terapie, è sterile definitivamente. E’ a tutti noto,
comunque, il caso di quella donna di 60 anni che ha concepito e
partorito, dopo opportune tecniche di procreazione assistita.
Cause di sterilità
della coppia.
Le cause vanno
ricercate nella vita stressante, nell’alimentazione scorretta; per
esempio le carni bovine contengono elevato tenore in anabolizzanti
con azione estrogenino-simile; inoltre il fumo di sigaretta agisce
sulla motilità degli spermatozoi, le infezioni genitali; perfino la
banale candidosi vaginale, patologia molto comune fra le donne, può
essere alla base di infertilità. Non ultimo il ruolo che gioca la
donna nella vita moderna, i ritmi snervanti di lavoro a cui è
sottoposta, la incapacità a rilassarsi ed a pensare solo alla
famiglia, questo maledetto euro che ci impoverisce tutti, sono alla
base dei fattori psico-sociali responsabili di ipofertilità e/o
infertilità.
La sterilità,
tuttavia, non è solo della donna, anche se nel 50% dei casi, essendo
più complesso il ruolo giocato dalla donna nella procreazione, la
sterilità è dovuta proprio alla figura della partner. Nel 40% dei
casi è l’uomo ad essere sterile, in genere per aspetti qualitativi e
quantitativi della produzione degli spermatozoi. Una delle ragioni
più banali può essere rappresentata dalla presenza di varicocele
sinistro, cioè di un’alterazione del plesso pampiniforme venoso del
testicolo, responsabile di un aumentio di temperatura dello stesso
e, dunque, di infertilità maschile. Ma la sterilità può dipendere
anche, nel 10% dei casi, dalla coppia in sé, per una inispiegabile
incompatibilità per cui entrambi i coniugi insieme risultano
sterili, ma se viene cambiato il partner la sterilità si annulla.
La durata della sterilità costituisce uno degli indicatori
prognostici più significativi: coppie con una storia di sterilità
primaria più lunga di 3 anni hanno una probabilità minima di
ottenere una gravidanza spontanea. L’origine multifattoriale della
sterilità di coppia oggi, rispetto a qualche anno fa, è più chiara,
e si ritiene che il fattore maschile sia responsabile del 40-50% dei
casi della mancanza di gravidanze. Tale dato, rapportato alla
popolazione generale, indica che il 5-10% degli uomini in età
riproduttiva è infertile. A tale percentuale va poi aggiunta la
quota dovuta alle forme idiopatiche o di sterilità inspiegata, di
cui una parte è sicuramente attribuibile ad un fattore maschile
misconosciuto.
.
A questo punto se dopo uno o due anni
c’è sterilità che fare?
Se la sterilità
perdura ormai da tre anni, è difficile avere un concepimento; si
impongono dunque delle indagini del caso che sono:
-
indagini ormonali.
Le indagini ormonali si eseguono mediante prelievi di sangue in
determinati giorni del ciclo e consentono di valutare in maniera
indiretta l'ovulazione e di individuare eventuali squilibri
ormonali. Si dosano gli ormoni che regolano le funzioni della
ghiandola ipofisaria, delle ovaie e dell'utero nelle varie fasi
del ciclo. I più importanti sono: l'FSH, l'LH, l'estradiolo
(E2), il progesterone (P), la prolattina (Prl), gli androgeni e
gli ormoni tiroidei, quali la Tiroxina e la Triiodotironina
libere (fT3, fT4), il Tireostimolante (TSH).
-
Ecografia pelvica.
Si effettua con una sonda
ecografica per via transvaginale, subito alla prima visita
della paziente; consente di valutare la presenza o meno di
lesioni e/omalformazioni uterine, fibromiomi, cisti ovariche.
Inoltre permette di studiare la crescita follicolare nei
protocolli di induzione dell'ovulazione multipla e nel prelievo
ecoguidato degli ovociti in caso di tecniche di fecondazione
assistita.
-
Isterosalpingografia.
E' un esame un po’
più invasivo; si effettua iniettando un colorante (m.d.c.)
attraverso la vagina, risalendo in utero e fino alle tube;
questa indagine consente di studiare la cavità uterina e
soprattutto la conformazione e la pervietà delle tube. Si esegue
preferibilmente durante la fase follicolare (8°-12° giorno del
ciclo) in assenza di infezioni cervico-vaginali
-
Tamponi
cervicali. Si
tratta di un esame eseguito per la ricerca di eventuali agenti
infettivi presenti nella cervice uterina e più frequentemente
responsabili di importanti infiammazioni croniche che possono
alterare in maniera permanente la fertilità. I tamponi , tramite
impiego dello speculum in vagina, vengono posizionati nel collo
dell'utero e successivamente posti in terreni di coltura
specifici per la crescita dei germi.
-
Isteroscopia
E’ un esame che permette, attraverso una sottile sonda a fibre
ottiche inserita all'interno dell'utero, di esaminare la cavità
uterina, per visualizzare e trattare eventuali malformazioni,
fibromi, polipi. Diventa operativa e si esegue in sala
operatoria sotto anestesia se bisogna trattare le patologie
evidenziate.
-
Laparoscopia
Consente di valutare la presenza di endometriosi, di
aderenze o di altre patologie che causano sterilità, meccanica e
non. E’ una tecnica invasiva: si esegue, cioè, in anestesia
generale: attraverso una piccola incisione dentro l'ombelico
s'inserisce una piccola sonda ottica che consente di osservare
direttamente tutti gli organi pelvici.
-
.
Esami diagnostici per il partner maschile
-
Spermiogramma con microscopia elettronica (TEM) E’ un esame molto importante e complementare allo spermiogramma
per valutare la fertilità maschile; il quantitativo del seme
deve essere almeno 2 ml per eiaculato, con conta > 20 milioni
fino a 200 milioni per ml. Permette di analizzare le
caratteristiche del liquido seminale attraverso l'osservazione
al microscopio di una piccola quantità di sperma. Verifica che
gli spermatozoi siano in numero sufficiente e mobili oltre che
di forma regolare. Lo studio si attua al microscopio elettronico
: è una fine tecnica altamente avanzata eseguita solo in pochi
centri, come il centro diagnostico microbiologico di Milazzo,
dove visito, (tel 090 -9295848); l’uomo deve astenersi dai
rapporti per lo meno 4 giorni prima dello studio del seme.
·
In
particolare si parla di:
-
Aspermia : se non c'è liquido seminale.
-
Ipospermia : se il volume è inferiore a 2 ml.
-
perspermia: se il volume è superiore a 6 ml.
-
azoospermia : se nel liquido seminale non ci sono spermatozoi.
-
Oligospermia : se il numero degli spermatozoi è inferiore a
20.000.000 per ml.
-
Astenozoospermia : se la motilità è inferiore al 50% del numero
totale.
-
Teratozoospermia: quando gli spermatozoi ma formati superano il
50%
-
Tamponi uretrali:
si possono
eseguire previo massaggio prostatico: un operatore, posto il
paziente di fianco, inserisce il dito esploratore nel retto e
preme sulle vescicole seminali e sulla prostata, mentre
dall’uretra fuoriesce del liquido che bagna il tampone
colturale. Altrimenti dei sottili tamponi possono essere
inseriti in uretra. L'esame viene condotto in maniera molto
rapida comporta tuttavia un leggero fastidio per il paziente. La
spermiocoltura, viene invece eseguita direttamente sul liquido
seminale, serve per l'individuazione di eventuali germi patogeni
presenti nel tratto genito-urinario.
-
Dosaggi ormonali sul sangue Servono a valutare FSH, LH, prolattina e testosterone e vengono
effettuati nell'uomo poiché livelli alterati di questi ormoni
possono influire sul processo di produzione e maturazione degli
spermatozoi. E’ possibile attuare terapie del caso, per esempio
gonadotropine.
-
Ecografia testicolare E' un esame indolore che si esegue passando una sonda sullo
scroto al fine di valutare la struttura, il volume e la sede dei
testicoli. serve per individuare eventuali anomalie
anatomico-funzionali, la presenza di spermatozoi nell'epididimo
(organo in cui gli spermatozoi vengono accumulati) o nel
testicolo. Può essere corredata dello studio doppler dei vasi
spermatici per l'identificazione di eventuali patologi vascolari
quali il varicocele.
-
Esami
genetici Lo studio del cariotipo eseguito sia nell'uomo che nella donna
attraverso un semplice prelievo di sangue, permette di valutare
il corredo cromosomico ed evidenziarne eventuali anomalie che
interferiscono con la fertilità a vari livelli. Nel partner
maschile la mappa cromosomica è utile in tutti quei casi in cui
si sospetta una sterilità di tipo genetico mentre la citologia,
l'istologia testicolare e la deferentovescicolografia sono
indicate quando l'infertilità potrebbe essere imputata a un
problema testicolare o all'ostruzione delle vie spermatiche.
Tecniche
di trattamento della sterilità di coppia
·
Inseminazione intra-uterina
Consiste nel depositare direttamente nella cavità uterina il seme
opportunamente preparato, eterologo o autologo; infatti con questa
tecnica si cerca di far arrivare direttamente in utero e, dunque, al
trezo distale delle tube, dove avviene la fecondazione, il maggior
numero possibile di spermatozoi, che altrimenti sarebbe ridotto al
solo 0,1%, dove solo 1:14.000.000 di spermatozoi raggiunge la meta,
cioè la zona ampollare delle tube dove avviene la fecondazione.
Tale metodica trova indicazione:
-
In caso di oligo-astenospermia moderata
-
endometriosi minima,
-
fattori cervicale che impediscono la risalita
-
fattore immunologico, cioè anticorpi bloccanti
gli spermatozoi.
·
Tecniche di II livello
Fecondazione in vitro con embriotransfer (FIV-ET)
La FIV-ET è una tecnica di riproduzione assistita che consente di
ottenere la gravidanza in coppie nelle quali la sterilità è dovuta
all'impossibilità dell'incontro delle cellule germinali femminili (ovociti)
con quelle maschili (spermatozoi). Si avvale della stimolazione
ormonale dell’ovaio, sul prelievo dell’ovocita maturo, cosa che
viene controllata ecograficamente, sulla capacitazione degli
spermazoi, che vengono, per così dire attivati, e sulla
fecondazione in vitro. Infine l’ovocellula fecondata viene
impiantata in utero tramite un processo detto di “embrio-transfert”.
Ovviamente esistono dei problemi in merito a questa metodica; per
esempio insuccesso nel 10% dei casi nella fase di stimolazione
dell’ovaia; inoltre gli ovociti spesso non sono utilizzati per la
donna, e c’è rischio per la donna di aborto o di malformazione del
nascituro.
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