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. STIPSI.
FISIOPATOLOGIA DELLA STIPSI.
Approssimativamente, 1000 ml di liquidi passano dall’ileo terminale nel cieco, principalmente costiruiti da acqua salata e fibra, cioè carboidrati indigeriti. Il passaggio al colon avviene lentamente, richiedendo da 24 a 30 ore per il transito di questo materiale dal cieco al retto; durante questo passaggio l’acqua viene assorbita e la fibra è fermentata con la produzione di gas ed acidi grassi a catena corta. Queste sostanze vengono assorbite dalla mucosa del colon e la quantità di feci rappresenta solamente una piccola frazione di quanto è entrato nel colon cioè solo 80-120 g/24 ore. Perché il materiale fecale sia espulso è necessario che vengano superati altri ostacoli e cioè che la muscolatura del pavimento pelvico sia in grado di rilasciarsi e così gli sfinteri anali, in un complesso meccanismo di contrazione, rilasciamento, e trazione del retto.
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STIPSI IDIOPATICA
Meccanismi che determinano la stipsi possono essere il transito rallentato, inadeguatezza della propulsione lungo il colon, con disfunzione delle fibre nervose enteriche o della muscolatura liscia del colon. Il rallentamento del transito è il meccanismo più frequente, che interessa il 75% dei soggetti, ossia nel colon il tempo di transito deve essere massimo di 30 ore, se è maggiore allora le feci si disidratano. I soggetti che presentano un’ostruzione funzionale di espulsione generalmente lamentano difficoltà di evacuazione o dischezia. Le cause del lento tempo di transito sono da ricercarsi in alterazioni del sistema nervoso enterico o della muscolatura liscia. La presenza di ostruzione funzionale o dissergia o anismo è dovuta ad una contrazione paradossa della muscolatura del pavimento pelvico o dello sfintere anale esterno che verifica durante il tentativo di defecazione. Ogni soggetto affetto da stipsi dovrebbe essere valutato attentamente dal punto di vista anamnestico e sottoposto ad esame obiettivo per comprendere la sintomatolgia riferita ed escludere cause di stipsi secondaria.
INDAGINI
TRATTAMENTO DELLA STITICHEZZA .
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