|
|
La
stitichezza
appunti
del dott.
Claudio Italiano
| .
|
| .
|
STIPSI.
Con il termine di stipsi
si definisce la scarsa frequenza o difficoltosa evacuazione delle feci.
I pazienti lamentano stipsi anche nel caso in cui avvertano la
sensazione soggettiva di transito di feci "dure". La normale
frequenza di evacuazioni varia da 3 volte alla settimana a 2 volte al
giorno; se viceversa un soggetto evacua solo 2 volte la settimana o
meno, allora si potrà parlare di stitichezza che, comunque, è sempre
una condizione associata a difficoltà nell’evacuazione con necessità
di ponzare, cioè di spingere. La stipsi, ancora, si può associare ad
altre condizioni patologiche, per esempio dolori all’addome,
meteorismo, sanguinamento rettale.
FISIOPATOLOGIA
DELLA STIPSI.
Approssimativamente, 1000
ml di liquidi passano dall’ileo terminale nel cieco, principalmente
costiruiti da acqua salata e fibra, cioè carboidrati indigeriti. Il
passaggio al colon avviene lentamente, richiedendo da 24 a 30 ore per il
transito di questo materiale dal cieco al retto; durante questo
passaggio l’acqua viene assorbita e la fibra è fermentata con la
produzione di gas ed acidi grassi a catena corta. Queste sostanze
vengono assorbite dalla mucosa del colon e la quantità di feci
rappresenta solamente una piccola frazione di quanto è entrato nel
colon cioè solo 80-120 g/24 ore. Perché il materiale fecale sia
espulso è necessario che vengano superati altri ostacoli e cioè che la
muscolatura del pavimento pelvico sia in grado di rilasciarsi e così
gli sfinteri anali, in un complesso meccanismo di contrazione,
rilasciamento, e trazione del retto.
CAUSE
DELLA STIPSI.
La stipsi può essere
idiopatica o secondaria.
Cause di stipsi :
-
Condizioni endocrine
: ipotiroidismo, panipopituitarismo, ipeparatiroidismo,
feocromocitoma, glucagonoma
-
Condizioni
metaboliche: diabete mellito, ipercalcemia, ipopotassemia, porfiria
-
Patologie
neurologiche: neuropatia autonomica, amiloidosi, diabete, patologie
paraneoplastiche, malattia di Chagas, neurofibromatosi,
ganglioneuromatosi, malattia di Hirschprung e varianti, discopatia
lombare, tabe dorsale, sclerosi multipla, morbo di parkinson, ictus,
neoplasie cerebrali
-
Disturbi della
regione anorettale e del colon
-
Stipsi da farmaci
-
Lesioni dolorose
anorettali: ragadi anali, emorroidi
trombizzate, prolasso della mucosa, proctite ulcerativa,
-
Lesioni stenotiche:
neoplasie, diverticoliti, stenosi infiammatorie, ischemia, volvolo,
endometriosi
|
| .
|
L’approccio al paziente con
stipsi.
STIPSI
IDIOPATICA
Meccanismi che
determinano la stipsi possono essere il transito rallentato,
inadeguatezza della propulsione lungo il colon, con disfunzione delle
fibre nervose enteriche o della muscolatura liscia del colon. Il
rallentamento del transito è il meccanismo più frequente, che
interessa il 75% dei soggetti, ossia nel colon il tempo di transito deve
essere massimo di 30 ore, se è maggiore allora le feci si disidratano.
I soggetti che presentano un’ostruzione funzionale di espulsione
generalmente lamentano difficoltà di evacuazione o dischezia. Le cause
del lento tempo di transito sono da ricercarsi in alterazioni del
sistema nervoso enterico o della muscolatura liscia. La presenza di
ostruzione funzionale o dissergia o anismo è dovuta ad una contrazione
paradossa della muscolatura del pavimento pelvico o dello sfintere anale
esterno che verifica durante il tentativo di defecazione. Ogni soggetto
affetto da stipsi dovrebbe essere valutato attentamente dal punto di
vista anamnestico e sottoposto ad esame obiettivo per comprendere la
sintomatolgia riferita ed escludere cause di stipsi secondaria.
INDAGINI
-
Esame obiettivo
locale
-
Valutazione del tono
dello sfintere
-
Ricerca di
ipopotassemia, TSH, ipotiroidismo, ipercalcemia
-
Anoscopia e
rettosigmoidoscopia o pancolonscopia per escludere tumori
-
Rx diretta addome per
escludere la presenza di neoplasie o clisma opaco a doppio contrasto
-
Test di espulsione
del palloncino
-
Defecografia:
consiste nella introduzione di bario nel retto e con la
videofluoroscopia si rilevano i movimenti del pavimento pelvico e si
ricercano segni di prolasso e di intussuscezione e si rileva l’angolo
rettale col pavimento pelvico;
-
Tempo di transito
intestinale con capsula a 24 anelli di Sitzmarks ed esecuzione di
una lastra a 24-72 e 120 ore;
TRATTAMENTO
DELLA STITICHEZZA
-
L’incremento dell’assunzione
quotidiana di fibra a 20-30 g/die rappresenta l’obiettivo
principale del trattamento dietetico della stipsi; ciò è
ottenibile con l’introduzione di una dieta ad hoc, con psyllium,
ed altri prodotti a basi di fibra. La fibra, però, può determinare
flatulenza e, quindi, all’inizio occorre andare piano, per non
avere dolore addominale e meteorismo.
-
Tecniche di
biofeedback. I pazienti affetti da stipsi ostruttiva fuinzionale per
disfunzione del pavimento pelvico possono ottenere giovamento da
tecniche di defecazione, comprese manovre come la pratica di piccoli
clisteri di acqua tiepida o supposte o microclismi. La tecnica di
biofeedback si avvale di elettromiografia per visualizzare il
rilassamento dello spasmo della muscolatura durante la defecazione.
-
Lassativi: sali di
magnesio, lattulosio, polietilenglicole (PEG), da usare con
parsimonia perché possono dare il colon da catartici
-
Agenti sistemici: il
tagaserod (non in commercio in italia) il betanecolo, il
misoprostyolo, la colchicina, con azione sulla funzione nervosa
locale e sulla muscolatura enterica.
-
Chirurgia: colectomia
subtotale nei pazienti con inerzia colica.
Per approfondire il tema
della stipsi:
La stitichezza nel bambino
La stitichezza: varie cause, compresa la
stipsi nel colon irritabile, inertia coli ecc
La diagnostica strumentale nella stipsi,
tempi di transito, manometria
La diagnostica strumentale nella stipsi,defecografia
La stitichezza: introduzione al tema della
cura
La stitichezza: dieta, fibre, lassativi
osmotici e di massa
La stitichezza: lassativi irritanti,
procinetici e bio-feed-back
La stipsi ostinata: il fecaloma
La stitichezza: uso di plantago ed alfa
galattosidasi
indice
di gastroenterologia |
|