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LA
STITICHEZZA,
LA CURA
appunti del dott.
Claudio Italiano
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La diagnostica strumentale nella stipsi,defecografia
La stitichezza: introduzione al tema della cura
La stitichezza: dieta, fibre, lassativi osmotici
e di massa
La stitichezza: lassativi irritanti, procinetici
e bio-feed-back
La stipsi ostinata: il fecaloma
Il clisteretm
La stitichezza: uso di plantago ed alfa
galattosidasi
La melanosis coli: abuso di lassativi irritanti
oppure vai all' all'indice
della visita del paziente indice di
gastroenterologia |
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La
stipsi cronica (dal greco da styphein "restringere") è
una condizione molto diffusa nella popolazione occidentale, con una
prevalenza del 10-20%, colpisce per lo più il sesso femminile ed
aumenta con l'età. Essa può essere secondaria a patologie endocrine,
neurologiche o muscolari, ma nella maggior parte dei casi non riconosce
cause identificabili (idiopatica). Ma anche a dieta scorretta (dieta_stipsi
meccanismo
della defecazione )
Perché la
stitichezza?
I meccanismi che determinano la stipsi funzionale
sono essenzialmente due:
a)
rallentato transito nel colon
b)
l'alterazione del meccanismo da defecazione.
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.L’obiettivo del trattamento è :
a)
incrementare il numero delle evacuazioni
b)
avere feci semiformate e non scibali caprine, agevolando
l’evacuazione stessa
c)
prevenire le patologie associate alla stipsi
Quando si
parla di stipsi?
Si parla se esistono almento 2 dei seguenti segni (
Criteri di Roma Il e III – congresso di gastroenterologia):
·
feci dure
·
sensazione di evacuazione incompleta
·
notevole sforzo nell’espellere le feci
·
utilizzo di manovre digitali per estrarre le feci o i
fecalomi dall’ampolla rettale
·
< a tre evacuazioni per settimana
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La stitichezza classicamente
colpisce per lo più il sesso femminile, con un rapporto di 4: 1
ed aumenta con l'età (12% tra 30 e 64 anni e 23% tra 65 e 93 anni). Uno
studio condotto in Italia sulla popolazione degli assistiti dai Medici
di Medicina Generale riporta una prevalenza media del 18 %, di cui 25 %
ne le donne ed 11 % negli uomini. La stipsi cronica h un notevole
impatto sulla qualità di vita dei pazienti che risulta proporzionale
alla gravità dei sintomi ed appare anche correlata, come fattore di
rischio o di peggioramento, ad alcune condizioni patologiche del colon,
come la malattia
diverticolare ed il cancro
del colon. La stipsi cronica funzionale può essere
secondaria a patologie endocrine, neurologiche o muscolari che possono
essere reversibili (ipotiroidismo,
ipercalcemia) od irreversibili (miopatie, collagenopatic,
malattie neurologiche centrali o periferiche, ictus),
ma nella maggior parte dei casi non riconosce cause identificabili
(idiopatica). I meccanismi patogenetici della stipsi funzionale sono
essenzialmente due e cioè il rallentato transito nel colori e
l'alterazione del meccanismo della defecazione. Questi meccanismi
possono essere presenti in maniera isolata oppure essere combinati in
varia misura nel singolo paziente. In ogni caso la stitichezza è solo
un sintomo e non una patologia. Per esempio se ho la stipsi e vedo
sangue nelle feci, posso pensare ad una stenosi dell’intestino crasso
nel suo tratto terminale, dopo il discendente, per esempio al sigma e
posso avere un tumore del colon. Così la stipsi è il sintomo della
patologia “tumore del colon”. Altre
volte essa non risconosce fatti organici, ma solo funzionali alla sua
base, e si manifesta nella popolazione occidentale per via del modo
errato di condurre la vita, per l’alimentazione frettolosa dei fast
food, per lo stress che sottende la sindrome del colon irritabile. Essa,
ancora, può manifestarsi in
maniera acuta, quando dura da meno di tre mesi, oppure in maniera
occasionale, quando dura per periodi variabili in genere associati a
condizioni cliniche particolari, come ad es. la gravidanza,
l'allattamento, l'assunzione di certi farmaci. Può essere, anche la
conseguenza di terapie, per esempio dovuta all’impiego di diuretici
dell’ansa in pazienti cardiopatici, per disidratazione delle feci ed
azione intrinseca del farmaco e lo stesso accade talvolta impiegando gli
ace-inibitori. La stipsi diviene un problema clinico rilevante quando si
manifesta in maniera cronica e cioè quando perdura per più di sei
mesi. La stipsi cronica non dovuta a cause organiche viene definita
stipsi cronica funzionale e, secondo i criteri internazionali
recentemente stabiliti, viene identificata sulla base di parametri
clinici correlati alla difficoltà nell'evacuazione presenti da almeno
tre mesi.
Trattamento
Cominciare sempre con stile di vita, dieta
per la stipsi e movimento, poi passare ai farmaci, detti
"lassativi".
I lassativi possono essere classificati a seconda
del loro meccanismo d'azione in 4 categorie principali:
1)
agenti formanti massa,
2)
agenti di contatto od irritanti,
3)
osmotici,
4)
altri farmaci
Obiettivi della cura.
L’obiettivo del trattamento della stipsi cronica
funzionale è sostanzialmente quello di aumentare la frequenza
dell'evacuazione e di renderla più agevole, migliorando in tal modo la
qualità di vita dei pazienti e le eventuali patologie colo-rettali
associate. Il primo livello d'intervento è costituito dalle norme dietetico-comportamentali,
volte soprattutto ad assicurare un adeguato introito di fibre,almeno
15-18 g/die) ed un'adeguata idratazione (almeno 1,5 l/die). L'uso dei
lassativi risulta indicato nei pazienti che non rispondono alle norme dietetico-comportamentali, nei pazienti con disturbi che interferiscono
significativamente con l'attività quotidiana, nei pazienti con presenza
o rischio di complicanze (ragadi, emorroidi, ulcera del retto). Se poi
il problema è l’espulsione delle feci, trovano indicazione dei
piccoli clismi evacuativi da 200 ml già pronti, a base di sodio
monofosfato o, più semplicemente, il vecchio clistere della nonna a
base di acqua tiepida, senza abusarne, ovviamente, in modo maniacale.
Lassativi di
massa.
Oggi c’è la possibilità di impiegare fibre
liquide, fibre naturali o sintetiche, per implementare la quota di fibre
della dieta. Le
fibre, naturali o sintetiche, sono molto usate per riequilibrare diete
povere di scorie e costituiscono uno stimolo fisiologico poiché
agiscono accelerando il transito mediante la distensione meccanica del
colori. Esse risultano efficaci nei pazienti con stipsi di lieve entità
e con rallentato transito colico ma in genere hanno un'azione lenta e
possono causare sintomi dispeptici e distensione addominale che ne
limitano l'uso.
Lassativi di
contatto.
I lassativi di contatto possono avere un’azione
lassativa o irritativa, stimolano la motilità agendo direttamente sul
plesso nervoso mienterico, sul cosiddetto “cervello viscerale” che
coordina i movimenti ed
alterando il flusso di acqua ed elettroliti. Ad essi appartengono
composti molto noti ed usati a base di cascara,
aloe, senna, o prodotti chimici come il bisacodil e l'acido
ricinoleico. Questi lassativi sono sicuramente efficaci ed hanno
un'azione rapida ma provocano spesso dolori addominali ed il loro uso
prolungato può indurre depositi di pigmento nella mucosa (melanosìs
coli) e, in alcuni casi, atonia del colon.
Lassativi
osmotici.
La categoria più interessante è sicuramente
rappresentata dai lassativi osmotici. Essi agiscono trattenendo acqua,
aumentando la massa del contenuto intestinale e quindi stimolando in
maniera fisiologica il transito. A seconda della struttura chimica sono
suddivisì in tre gruppi principali : sali minerali, saccartidi e macrogol.
Dei sali minerali il più usato è quello a base di solfato di magnesio
(sale inglese) ma il suo impiego continuativo è controindicato per il
rischio di ipermagnesemia. Le soluzioni di
macrogol sono a base di PEG di vario peso molecolare e sono
sicuramente efficaci anche se possono avere problemi di palatabilità e
richiedono ìdratazione. Gli zuccheri non assorbibili, e principalmente
il lattulosio,
sono sicuramente efficaci nell'aumentare lafrequenza dell'alvo e nel
ridurre la consistenza delle feci e lo sforzo evacuativo. Il loro
principale effetto collaterale, peraltro dose dipendente, è
rappresentato dalla distensione addominale e dalla flatulenza
che ne possono limitare l'impiego.
Altri categorie.
L’ultima categoria di lassativi comprende una
miscellanea di prodotti tra cui i lubrificanti, come l'olio
di vasellina o paraffina,
le supposte
o i microclismi a base di glicerolo. Il loro meccanismo d'azione
è per lo più topico e vengono utilizzati in associazione con altri
prodotti per trattare la stipsi espulsiva.
I probiotici vanno utilizzati con
gli integratori, specie nelle sindome del colon irritabile. I farmaci
che stimolano la motilità, procinetici
od enterocinetici, attualmente in
commercio hanno scarso effetto sulla motilità del colon. Nuovi
composti con vari meccanismi d'azione, come tegaserod, prucalopride o lubiprostone, non
sono ancora disponibili sul mercato. Appare interessante la
recente introduzione in commercio di un prodotto che associa due prìncipi
attivi diversi, e cioè il lattulosio e la paraffina. Entrambi questi
lassativi sono conosciuti da molti anni ed usati con successo da
moltissimi pazienti. L’originalità del nuovo prodotto consiste in una
formulazione farmaceutica innovativa in cui il lattulosio è presente
sotto forma di polvere micronizzata anidra. In questo modo si riducono
gli effetti collaterali, anche perché il contenuto in lattulosio si
riduce tra 1,7 e 5,2 g/die contro 10-20 g/die.
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