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appunti e riflessioni personali del dott. Claudio Italiano, figura1 Le linee guida Spread 2007 affermano che: • L'approccio clinico al paziente con sospetto ictus cerebrale che arriva in ospedale deve essere rapido e deve comprendere – un esame obiettivo generale – un inquadramento neurologico dettagliato – una valutazione cardioangiologica approfondita. – È indicato che l'inquadramento neurologico sia effettuato da neurologi specializzati nella gestione dell’ictus o, in assenza di questi, da personale medico esperto. Algoritmo per un intervento efficace - Valutare la storia clinica del paziente, effettuare la visita: esame obiettivo generale, vascolare e neurologico -Passare alla valutazione dei parametri vitali, garantire un accesso venoso, effettuare un prelievo di routine, PT e PTT, ECG - Eseguire le indagini strumentali da protocollo: TAC encefalo senza mdc o NMR, quindi eseguire un ecocolordoppler TSA - Porre la diagnosi di natura eziologica ed impostare la terapia, mirata a risolvere il danno ischemico, effettuare la terapia riabilitativa precoce, la terapia di cotrollo delle complicanze mediche e/o neurologiche
Classificazione generale delle malattie cerebrovascolari (cfr imaging dell'ictus a cura della dott.ssa A.Garito) • Malattie cerebrovascolari ischemiche (Improvvisa comparsa di segni e/o sintomi riferibili a deficit focale e/o globale delle funzioni cerebrali, di durata superiore a 24 h o ad esito infausto, non attribuibile ad altra causa apparente se non a vasculopatia cerebrale) • - TIA (durata dei sintomi < 24 h) • - Ictus ischemico o infarto cerebrale • a) in evoluzione •
b) completo (Minor e Major Stroke)
• Emorragia intracerebrale • - in sede tipica • - in sede atipica • Emorragia subaracnoidea • Ematomi sotto ed extradurali • Trombosi venose cerebrali
• Cause più comuni (TROMBO-EMBOLICHE)
• Cause meno frequenti
• Cause inusuali
Ma l’ictus nel 15% dei casi riconosce anche un insulto emorragico, cioè l’emorragia cerebrale che determina uno stravaso ematico in sede intra o extraparenchimale, per rottura di un vaso con spandimento di sangue nel parenchima e, dunque, danno ed infarcimento emorragico. Alla tac tale lesione è subito evidenziata come area iperdensa, cioè si vede “bianca”. Negli altri 85% dei casi, l’ictus è sempre ischemico, cioè dipende dalla mancata perfusione ematica dei tessuti e si associa ad un’area ischemica infartuale centrale con aree di edema perilesionale. In genera alla sua genesi concorrono le placche presenti nei tronchi sovraaotici, cioè i vasi che hanno origine dall’arco dell’aorta, che a mò di manico di ombrello, parte dal ventricolo sinistro ed, appunto, dalla sua curvatura da origine ai vasi che irrorano il cervello. Ebbene, accade che nelle zone dove i vasi sono soggetti ad insulto pressorio e a danneggiamento di parete si formino le placche e gli ateromi (cfr sviluppo di una placca, la cui genesi è simile anche per le arterie coronarie). A tale scopo le linee guida spread 2007 consigliano di: • definire il più accuratamente possibile (approssimazione ±30 min) l'ora di esordio dei sintomi; • definire che la causa del deficit neurologico sia di natura vascolare; misurare la gravità del quadro clinico (mediante l'uso di scale neurologiche quali la National Institutes of Health Stroke Scale o la Scandinavian Stroke Scale) a fini prognostici e del monitoraggio clinico successivo Ai fini dell’inquadramento clinico di un ictus è fondamentale conoscere i segni; vediamoli: Diagnosi sindromica dell'ictus ischemico secondo l'OCSP Sindromi lacunari :
Sindromi del circolo posteriore.
Sindrome completa del circolo anteriore
Sindrome parziale del circolo anteriore
I Criteri dello studio TOAST ai fini fiso patogenetici di un ictus prevedono di ricercarne la causa in:
Le sedi di lesione sono a partenza dall’atrio di sinistra che nella fibrillazione atriale è luogo di partenza degli emboli, cioè dei coaguli che passano nel ventricolo corrispondente e vengono “catapultati” dalla corrente ematica nei tronchi sovraortici. Ancora le carotidi stesse sono, come avevamo detto poc’anzi, sede di stenosi importanti e di placche ateroma siche, che ulcerandosi diventano “instabili”, cioè si rompono ed inviano materiale trombotico in circolo.
• La TC cerebrale senza contrasto è indicata in urgenza è indicata il più presto possibile dopo l’arrivo in PS (e comunque non oltre le 24 ore dall’esordio clinico) per: – la diagnosi differenziale fra ictus ischemico ed emorragico ed altre patologie non cerebrovascolari; – l’identificazione di eventuali segni precoci di sofferenza ischemica encefalica. – La ripetizione della TC senza contrasto è consigliabile entro 48 ore e comunque non oltre 7 giorni dall’esordio, ed è sempre indicata nel caso di ictus grave, progressivo e qualora si ritenga necessario un chiarimento diagnostico-prognostico. • Alla TAC encefalo oggi si associa la Risonanza Magnetica Nucleare, una tecnica che se affidata a mani esperte può portare molto frutto ai fini diagnostici, per esempio per discernere se una lesione è perfusionale e, dunque, trattabile con terapia fibrinolitica o diffusionale. • La RMN con sequenze pesate in diffusione e perfusione o la TC perfusionale consentono un più accurato inquadramento patogenetico e prognostico ed una migliore selezione dei pazienti per terapie specifiche della fase acuta. • L’ideale sarebbe, ma sono solo sogni, almeno per le realtà che vivono i medici di trincea, avere uno stroke unit a disposizione, insomma una sorta di struttura simile alle emodinamiche cardiologiche dove i soggetti con ictus possano essere trattati repentinamente, nell’arco delle fatidiche 3 ore e con mezzi adeguati al caso. Si tratta di unità con 4-16 posti letto, attrezzate ad hoc, con personale addestrato ed infermieri che seduta stante eseguono indagini del caso di primo livello e tracciato ecg, In particolare l’infermiere della Stroke Unit si deve occupare, secondo le linee guida, di: • Segni vitali (PA, respiro, temperatura) • Accesso venoso e prelievo (emocromo, elettroliti, coagulazione) • Glucostix: per trattare eventuale ipo/iperglicemia • ECG (eventuale aritmia) • Prevenzione complicanze • piaghe da decubito, • disfagia con ab ingestis, • infezioni, • disfunzioni vescicali. Per approfondire il tema dello stroke: Il paziente con encefalopatia multinfartuale Il paziente vascolare con ictus ischemico o emorragico il paziente con stenosi della carotide: che fare e perchè e con La chirurgia vascolare ed il suo ruolo nell'ischemia cerebrale Intervento di endoarteriectomia L'ictus emorragico, segni e sintomi vs ictus ischemico
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