--> La terapia dell'ictus

 

Terapia avanzata dell'ictus

 

 

appunti del dott. Claudio Italiano,

Il dott. Claudio Italiano cell. 338 327 52 51Link correlati al tema:

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ictus- classificazione

ictus- l'esame del paziente

ictus- la diagnostica

ictus- la cura, oggi             oppure cfr indice di neurologia

 
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La diagnostica strumentale nella valutazione dell’ictus in fase acuta riveste un ruolo fondamentale per un corretto inquadramento sia nosografico che terapeutico. Infatti non sempre i segni che possono sembrare correlati all’ictus sono da correlare ad esse: è la diagnostica per imaging che ci guida.

cfr anche   imaging dell’ictus a cura della dott.ssa A.Garito ).

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Le notizie contenute nel sito sono semplicemente delle informazioni scientifiche che in nessun caso si possono utilizzare per automedicarsi!! La terapia è un atto esclusivamente del medico che ha in cura un paziente!

Alla base dell’ictus numerose problematiche, una di queste la aterotrombosi.

L’endotelio, cioè il rivestimento interno della parete dei vasi sanguigni arteriosi, si riteneva un tempo che fosse sono un semplice rivestimento. Oggi sappiamo che si tratta di un vero e proprio organo che produce una serie di fattori e partecipa a numerosi processi dell’organismo. Tra i fattori ricordiamo:

Ossido nitrico (NO),  Prostaciclina , EDHF (Fattore iperpolarizzante), Endothelina-1, Trombossano A2, Prostaglandina A2 , PAF (Platelet Activating Factor), Anione superossido , ACE (Angiotensin-converting enzyme) , Eparan-solfato , Proteina S, Fattore Von Willebrand , Fattore tessutale (TF), Attivatore tessutale del plasminogeno , PAI (Plasminogen activator inhibitor) , Lipoprotein-lipasi  ,Citochine , PDGF (Platelet-derived growth factor), FGFb (Basic fibroblast growth factor) , IGF  (Fattore di crescita insulino-simile), TGF (Transforming growth factor), CSF (Colony-stimulating factor).

L’endotelio inoltre modula una serie di funzioni:

  • Coagulazione

  • Interazioni endotelio – cellule ematiche

  • Permeabilità vasale

  • Tono vasale

  • Struttura vasale

Se però l’endotelio viene aggredito da noxae patogene l'ipertensione arteriosa, il fumo di sigaretta, la iperlipidemia, certe reazioni immunitarie, difficili da identificare, fattori emodinamici, e anche azioni sull'endotelio da parte di tossine e/o virus) la conseguenza sarà una risposta dell'endotelio a questo qualcosa che lo disturba. Una risposta all'aggressione, risposta che però non è degenerativa come un tempo si pensava, bensì infiammatoria, tanto che il dosaggio della PCR è alla base del monitoraggio delle patologie vascolari ischemiche (vedi infarto). Alla base del processo dell’aterogenesi avremo:

a)      Aumentata permeabilità endoteliale, adesione di leucociti, migrazione e adesione dei monociti

b)      Attivazione dei macrofagi e migrazione di cellule muscolari lisce dalla media all’intima

c)       Questi macrofagi inglobano i lipidi (foam cells)

d)      Via via si forma l’ateroma fibrolipidico, cioè prolifera il muscolo liscio, si depositano collagene e lipidi extracellulari

e)      Quando il rivestimento della capsula si rompe, intervengono le piastrine, che cercano per cosi dire di “stuccare” l’erosione della parete: ne deriva la formazione del trombo.

piastrine che stuccano la parete lesionata!       TERAPIA ANTITROMBOTICA IN FASE ACUTA

Essa si avvale di :

          Trombolitici

          Neuroprotettori

          Anticoagulanti

          Antiaggreganti piastrinici

Cominciamo a parlare dei farmaci trombo litici, cioè farmaci che sciolgono il trombo; essi si possono somministrare per via endovenosa sistemica o meglio ancora, intra-arteriosa loco-regionale, cioè previo l’impiego di cateterini che raggiungono l’area di lesione. Il farmaco per eccellenza è l’r-TPA o attivatore tissutale del plasminogeno. E’ un enzima proteolitico che interviene nella fibrinolisi fisiologica. E’ disponibile una forma ottenuta con tecnica ricombinante. L’impiego di tale sostanza trova indicazione ne:

       Deficit neurologico focale a esordio acuto da probabile evento vascolare

       Inizio sintomi entro 3 ore

       TAC negativa o ipodensità < 1/3 del territorio dell’arteria cerebrale media

E’ viceversa sconsigliato il suo uso ne:

CONTROINDICAZIONI  GENERALI (1)

       Diatesi emorragica nota

       Pazienti in terapia con anticoagulanti orali

       Sanguinamento in atto o recente grave

       Storia o sospetto di emorragia intracranica in atto

       ESA sospetta

       Storia di patologie del SNC (neoplasia, aneurisma,

       Intervento chirurgico cerebrale o midollare)

       Retinopatia emorragica

Recenti (< 10 giorni) massaggio cardiaco esterno traumatico, parto, puntura di vaso sanguigno non comprimibile (es. vena succlavia o giugulare

       Endocardite batterica, pericardite

       Pancreatite acuta

       Malattia ulcerosa del tratto gastroenterico (< 3 mesi)

       Aneurisma arterioso, malformazione artero-venosa

       Neoplasia con aumentato rischio emorragica

       Grave epatopatia, compresa insufficienza epatica, cirrosi, ipertensione portale (varici esofagee), epatite attiva

       Intervento chirurgico maggiore o grave trauma (< 3 mesi)

       Insorgenza dell’ictus > 3 ore

       Ora di insorgenza non nota

       Deficit lieve o rapido miglioramento dei sintomi

       Ictus grave clinicamente (es. NIHSS >25) e/o sulla base di adeguate tecniche di neuroimmagini

       Crisi convulsiva all’esordio dell’ictus

       Emorragia intracranica alla TAC cerebrale

       Sospetto clinico di ESA, anche se TAC normale

       Somministrazione di eparina nelle precedenti 48 ore

       PTT eccedente il normale limite superiore del laboratorio  

CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE (4)

       Paziente con storia di ictus e diabete concomitante

       Ictus negli ultimi 3 mesi

       Conta piastrinica < 100.000/mm3

       Ipertensione arteriosa grave non controllata:
               PAS > 185 mmHg o PAD > 110 mmHg

       Terapia aggressiva necessaria per riportare la P.A. entro questi limiti

       Glicemia < 50 o > 400 mg/dl

       Paziente in trattamento con anticoagulanti

POSOLOGIA

       0,9 mg/Kg (max 90 mg)

       il 10% in bolo in 1 minuto

       il resto in infusione in 60 min

       VANTAGGI

       Studio NINDS

       per ogni 1.000 pazienti trattati

       evitano morte o dipendenza a 3 mesi

       140 tra quelli trattati entro 3 h

       57 tra quelli trattati entro 6 h

       77 emorragie (29 fatali)

placca ulcerata nell'endotelioLa terapia intrarteriosa

      r-proUK

       Pazienti non trattabili con trombolisi per via venosa entro 3 ore

       Pazienti abbastanza gravi con occlusione dell’arteria cerebrale media entro 6 ore dall’esordio dei sintomi

       Ischemia dell’arteria basilare

       Pazienti non trattabili con trombolisi ev entro 3 ore

       Pazienti con occlusione della arteria cerebrale media entro 6 ore dall’esordio dei sintomi e mediamente gravi

       Ischemia dell’arteria basilare

       La ricanalizzazione si verifica nel 40-70% dei pazienti

Dei neruprotettori non ne parliamo neppure perché essi non hanno un ruolo terapeutico!

Anticoagulanti.

       Si dividono nei diretti,  eparina ed indiretti, anticoagulanti orali (tao), indicate in genere nell’ Ictus cardio-embolico ad alto rischio di recidiva, Stenosi sub-occlusive carotidee o vertebrali, Stenosi carotidee o vertebrali instabili, condizioni con Deficit di proteina C, Deficit di proteina S, Resistenza alla proteina C attivata (cfr trombofilie).

 

Ø  Eparina sodica :

Ø   Somministrazione per via venosa

Ø  Bolo iniziale: 5.000 unità

Ø  Dose totale nelle 24 h:  20.000 - 40.000 unità in funzione del PTT che deve essere 1,5-2 volte il valore basale

Eparina calcica

Ø  Somministrazione per via sottocutanea

Ø  12.500 unità x 2

 

          Eparina a basso peso molecolare: Dalteparina ,Enoxaparina , Nadroparina ,Parnaparina

          4.000-6.000 unità sottocute (specifico per ogni molecola)

          Monosomministrazione

          Non occorre monitorare il PTT

ANTICOAGULANTI ORALI (tao) NON esiste alcuna indicazione all’uso sistematico degli anticoagulanti nella fase acuta dell’ictus

Si impiegano solo secondariamente per:

          Blocco della propagazione del trombo

          Prevenzione delle recidive emboliche

          Migliore scorrimento del sangue per facilitazione del flusso nei circoli collaterali

          Indicati solo nell’ ictus cardio-embolico ad alto rischio di recidiva, Protesi valvolare, Fibrillazione atriale, IMA con trombo murale, Trombosi in atrio sinistro

 

Antiaggreganti piastrinici.

La dose che raccomanda spread 2007 in acuto è di 300 mg/die di acido acetilsalicilico

Nella prevenzione del rischio trombo embolico, si impiegano:

          Anticoagulanti orali, Antagonizzano l’azione della Vitamina K (indispensabile per l’attivazione dei fattori II, VII, IX, X della coagulazione). Probabilmente è la terapia antitrombotica più efficace L’assunzione si effettua in unica somministrazione ed alla stessa ora La dose è personalizzata (regolando l’INR tra 2 e 3). INDICAZIONI (prevenzione dell’ischemia cerebrale a genesi cardio-embolica) . Fibrillazione atriale non valvolare, Stenosi mitralica, Protesi valvolari (biologiche o meccaniche), Dissecazione arteriosa, Pervietà del forame ovale, Cardiomiopatia dilatativa

          Antiaggreganti piastrini nella terapia di prevenzione a lungo termine.

MECCANISMO D’AZIONE

          Aspirina a dosaggio di 100 mg/die, inibisce la ciclossigenasi piastrinica, enzima che trasforma l’acido arachidonico in trombossano A2

          Dipiridamolo, Inibisce la fosfodiesterasi piastrinica, enzima che catabolizza l’AMP ciclico e la captazione di adenosina, sostanza che stimola la produzione di AMP ciclico da parte dei globuli rossi

          Asa+dipiridamolo (aggregox), una cpr x due/die ma problema della cefalea nel 20% dei soggetti

          Ticlopidina dose 250x due/die, Inibisce la risposta piastrinica all’ADP, inibendo la sua interazione con lo specifico recettore

          Clopidogrel 75 mg/die (plavix), meccanismo azione come per la ticlopidina

          INIBITORI RECETTORI PIASTRINICI IIa/IIIb ,     Abciximab, Efibatite , Tirofiban pocp usati

 

Raccomandazioni (Consensus Paper Cerebrovascular Disease) Guidelines for management of ischaemic stroke and transient Ischaemic Attack 2008- Antithrombotic Therapy

          It is recommended that patients receive antithrombotic therapy (Class I, Level A)

          It is recommended that patients not requiring anticoagulation should receive antiplatelet therapy (Class I, Level A).

          Where possible, combined aspirin and dipyridamole, or clopidogrel alone, should be given.

      

 

 

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