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Il gozzo.
In sintesi avremo: · Ipertrofia dell’intera ghiandola nel suo complesso: gozzo diffuso · Ipertrofia di uno dei due lobi laterali (cfr tiroide) gozzo toto lobare · Ingrossamenti di porzioni limitate o gozzo nodulare, uninodulare o multinodulare
Quando ho una tumefazione della tiroide è imperativo categorico recarsi dal proprio endocrinologo di fiducia subito. Le notizie che qui riportiamo solo solo informazioni e curiosità per i navigatori!
L’ipertrofia della tiroide può essere, infatti, abbastanza evidente anche ad un occhio meno esperto e se interessa tutta la ghiandola sarà mediana, cioè evidente nella parte di mezzo del collo, per capirci dove si reperta “il pomo di adamo”; se invece si sviluppa in una sola porzione laterale della ghiandola, sarà asimmetrica e, dunque, lateralizzata. Il medico che esamina la tiroide si pone dietro al paziente e palpa la ghiandola con le due mani, come in figura. Talora il gozzo è poco evidente, perché scende nel mediastino, come se si calasse dentro scolando e si dice appunto “gozzo immerso nel torace” (plongeant)
-la sede della tumefazione, se essa è mediana, paramediana o soprasternale, eccettuato il gozzo immerso o struma. -la mobilità della ghiandola, cioè la ghiandola è spostabile? Specialmente se si sposta con i movimenti della deglutizione, altrimenti occorre pensare a patologie che abbiano causato sinechie, tragitti fibrosi o al peggio: cancro della tiroide.
-deve saper apprezzare i limiti inferiori della ghiandola, cioè se è scomparsa la fossetta del giugulo e se la ghiandola è scivolata nel mediastino. Deve apprezzare: -la consistenza, se essa è dura, più o meno dura, uniforme, o no; -i limiti della ghiandola, se sono netti -la dolorabilità della ghiandola (pensare a tiroidite o cancro della tiroide) -il grado di mobilità sui piani
Infine è opportuno, per quanto possibile, ma oggi si ricorre all’ecografia tiroidea, e/o alla TAC del collo, è opportuno apprezzare le eventuali adenopatie giugulo-carotidea che si esegue parimenti con entrambi le mani, sempre ponendosi da dietro, e palpando le docce vascolari e le regioni sopraclaveari. Se il gozzo è benigno, non si accompagna ad adenopatie, cioè non si avranno linfonodi sospetti, se è maligno avrà sempre adenopatie o, almeno, nelle fasi in cui ci sono metastasi o ancora può darsi che prima compaia un linfonodo sospetto e che dopo si evidenzi un nodulo o un cancro capsulato nella tiroide, evenienza questa assai augurabile! Le linfoghiandole saranno più o meno dure, mobili, indolenti e scorrono fra le dita. Talora è opportuno valutare anche la compressione sui nervi ricorrenti, a cui abbiamo detto anche a proposito del tumore del polmone, dove è possibile avere una compressione del nervo ricorrente laringeo con disfonia, cioè abbassamento della voce o voce bitonale; per lo scopo o ci si rivolge all’otorinolaringoiatra oppure con un laringoscopio si osservano le corde vocali e si fa pronunciare la lettera “ E” al paziente. In ultimo il soggetto va valutato nel suo complesso. Oggi, grazie Iddio, è impossibile imbattersi in patologie conclamate della tiroide, ma un tempo era possibile valutare casi di :
-ipotiroidismo o gozzo mixedematoso, cioè individui di statura tozza, con edema diffuso a carico della faccia e delle estremità che appaiono fredde e rallentamento ideo-motorio, da cui il termine di cretinismo e di cretino
oppure
cfr
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