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Trapianto
cardiaco, nozioni.
appunti
del dott.
Claudio Italiano
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Il
primo trapianto di cuore al mondo fu eseguito il 3/12/1967 dal
chirurgo sudafricano Christiaan
Barnard all'ospedale Groote Schuur di Città del Capo, su Louis
Washkansky di 55 anni, che morì 18 giorni dopo. La donatrice fu una
ragazza di 25 anni, Denise Darvall, morta in seguito a un incidente
stradale. Il 2/01/1968 lo stesso professor Barnard eseguì il secondo
trapianto cardiaco, sul dentista Philip Bleiberg che visse con il cuore
nuovo per 19 mesi.Nel 2005 è ventesimo
anniversario del primo trapianto cardiaco in Italia. Esso rappresenta la
terapia consolidata per le cardiopatie avanzate/terminali che non sono
altrimenti trattabili con altri mezzi. La sopravvivenza si attesta
intorno al 90% nel post-operatorio ed è del 60 e 70% a 5 anni, contro
una mortalità che si valuta nel 20-40% per i cardiopatici in lista d’attesa
per il trapianto. I trapianti sono in atto circa 300 per anno in Italia
ed i risultati sono oggi soddisfacenti grazie ai nuovi farmaci
impiegati. E’ chiaro che occorre selezionare bene i donatori ed anche
i riceventi che non devono avere altre alternative terapeutiche. Inoltre
occorre che la gestione del paziente sia affidata a mani esperte di
centri all’avanguardia, come si evince dalla letteratura e come per
altro è ricavabile dai dati del Registro della International Society
for Heart and Lung Transplantation.
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Indicazioni
al trapianto.
L’obiettivo che ci si
prefigge è quello di migliorare l’aspettativa di vita dei pazienti
con cardiopatia avanzata in classe NYHA IV e III (cfr scompenso)
di qualunque eziologia è alla base del trapianto di cuore. Altre
indicazioni possono essere l’ischemia
ricorrente e non trattabile con qualunque
procedura di rivascolarizzazione, con risentimento emodinamico e le
aritmie minacciose e refrattarie a tutti i trattamenti. L'indicazione
clinica è rappresentata dalla cardiopatia scompensata (cfr scompenso
cardiaco) allo stadio terminale con
scadente qualità di vita, limitata sopravvivenza e refrattarietà alla
terapia medica massimale ed alla chirurgia conservativa.
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Le indicazioni in sintesi
sono rappresentate da tutte quelle patologie cardiache che compromettono
la funzione di pompa e che sono irreversibili, ma senza attendere che un
paziente vado incontro alla cachessia cardiaca.
Esse sono:
-
cardiopatie primitive (cardiopatia dilatativa,
restrittiva o ipertrofica
aritmogenica)
-
cardiomiopatie
secondarie (ischemia del miocardio, malattie valvolari con
coinvolgimento della funzionalità contrattile, neoplastica senza
metastasi, post-chemioterapica)
-
cardiomiopatie
congenite complesse (caratterizzate da ipertrofia e fenomeni
disritmici)
Indicazioni emodinamiche
Le indicazioni emodinamiche
rappresentano i parametri emodinamici presenti senza supporto
farmacologico/emodinamico necessari per valutare la compromissione dei
circoli.
L'indice cardiaco
indica la portata in riferimento al tempo ed alla superficie corporea
(Q/superficie corporea). Valore normale: 3,1 ml/min/m2. Valore
patologico: < 2,5 l/min/m2.
La frazione di eiezione
è un indice della contrattilità e si può valutare con ecocardiografia,
scintigrafia
e ventricolografia.
Valore normale: 50-60&. Valore patologico: <25%.
La pressione di
incuneamento polmonare (WP, Widge Pressure) rappresenta la pressione
capillare polmonare espressione della pressione in atrio sinistro o
pressione telediastolica ventricolare (PTDV). Valore normale: 12 mmHg.
Valore patologico: >25 mmHg.
La resistenza vascolare
polmonare (RVP) è l'altro parametro di cui bisogna tener conto in
quanto, se il paziente che deve essere trapiantato presenta elevata RVP,
il lavoro del suo ventricolo destro è ostacolato (con facile scompenso
del ventricolo destro).
Valutazione
dei fattori di rischio e delle controindicazioni.
-
Età dei pazienti
perché essa è direttamente correlata con la mortalità precocem
per cui si preferisce operare pazienti fino a 65 anni, anche se con
criteri elastici;
-
Profilo emodinamico
che, come dicevamo tiene conto dell’ipertensione polmonare, cioè
da quella condizione in cui le resistenze del circolo polmonare si
accrescono e diventano elevate > 2,5 unità Wood, con PAP >
12-15 mmHg, non responsiva a trattamento farmacologico
-
Profilo psico-sociale,
cioè pazienti che abbiamo un supporto sociale e familiare, la
capacità cioè di comprendere l’importanza e di riconoscere i
problemi connessi con la gestione del familiare trapiantato,
impegnandosi nel follow-up del paziente.
AIDS
(consentito il trapianto solo nell’ambito di protocolli di
studio), l’epatite cronica da virus HBV (cfr epatite
B) o da HCV (cfr epatite
C) o alcune patologie severe quali la
broncopneumopatia cronica ostruttiva (cfr Speciale
Bronchite cronica1 Speciale
Bronchite cronica2 Speciale
Bronchite cronica3 Speciale
Bronchite cronica4 fibrosi
polmonare La
fame d'aria, il paziente affannato Bronchite
cronica e riacutizzazioni) oppure il
diabete mellito scompensato e difficilmente controllabile con la
terapia (cfr Il
diabete Il
diabete: la cura La
terapia con insulina, quando, come e perchè proprio io);
Ulcera peptica sanguinante
che deve essere trattata prima del trapianto (cfr L'ulcera
dello stomaco benigna)
-
I pazienti neoplastici
sono in genere accettati ma solo dopo un periodo di follow-up libero
da recidive, perdurato almento 3-5 anni;
-
La miocardite acuta
poiché si associa a maggior rischio di rigetto nel post-trapianto;
-
L’insufficienza
renale grave, non secondaria ad insufficienza cardiaca, cioè quando
la malattia non dipende dallo scompenso di pompa (ricordiamoci che
la filtrazione renale dipende dalla "spinta" del cuore!)
-
I pazienti che
necessitano di ventilazione meccanica o ultrafiltrazione
-
I pazienti con
infezioni in genere, durante una sepsi, con eccezioni per quelli per
i quali il trapianto s’impone in estrema urgenza e che sono
apiretici da almeno 48 ore.
Valutazione
del donatore.
Deve essere un soggetto di
età inferiore ai 40 anni, ideale tra 16 e 30 anni, con successo ad un
anno del 90% dei casi, precedentemente sano, senza fattori di rischio
cardiovascolare (cfr rischio
cardiovascolare), morti per trauma cranico
puro, emodinamicamente stabile senza supporto inotropo o con la sola
dopamina, con ecg
normale, con tempo di trasporto < a 4 ore, con taglia inferiore
rispetto al ricevente, specie nei riceventi che abbiamo ipertensione
polmonare. Meglio donatore donna a ricevente maschio, forse per
undersizing o per ridotta incidenza di coronaropatie nelle donne.
Nel
post-trapianto.
Occorre una buona
profilassi dalle infezioni ed il paziente va tenuto in isolamento
stretto, in box con filtro; le visite sono sconsigliate o ridotte ad un
solo familiare per 1-2 volte/die; la mobilizzazione del paziente avviene
precocemente e la profilassi delle infezioni avviene con norme
igienico-sanitarie accurate e previo impiego di antibiotico: in genere
cefazolina 4g/die. Dopo il trapianto occorre supportate il tessuto
miocardico trapiantato che ha subito uno shock ischemico e deve vincere
le resistenze polmonari con farmaci a base di nitrossido, inoltropo e
vasodilatatori, diuretici (dopamina, furosemide acido etacrinico,
adrenalina, dobutamina, mirinone.
Una
volta a casa il paziente deve chiamare il centro trapianti in caso di:
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