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Trapianto cardiaco, nozioni. appunti del dott. Claudio Italiano
Nel 2005 è ventesimo anniversario del primo trapianto cardiaco in Italia. Esso rappresenta la terapia consolidata per le cardiopatie avanzate/terminali che non sono altrimenti trattabili con altri mezzi. La sopravvivenza si attesta intorno al 90% nel post-operatorio ed è del 60 e 70% a 5 anni, contro una mortalità che si valuta nel 20-40% per i cardiopatici in lista d’attesa per il trapianto. I trapianti sono in atto circa 300 per anno in Italia ed i risultati sono oggi soddisfacenti grazie ai nuovi farmaci impiegati. E’ chiaro che occorre selezionare bene i donatori ed anche i riceventi che non devono avere altre alternative terapeutiche. Inoltre occorre che la gestione del paziente sia affidata a mani esperte di centri all’avanguardia, come si evince dalla letteratura e come per altro è ricavabile dai dati del Registro della International Society for Heart and Lung Transplantation. Indicazioni al trapianto. L’obiettivo che ci si prefigge è quello di migliorare l’aspettativa di vita dei pazienti con cardiopatia avanzata in classe NYHA IV e III (cfr scompenso) di qualunque eziologia è alla base del trapianto di cuore. Altre indicazioni possono essere l’ischemia ricorrente e non trattabile con qualunque procedura di rivascolarizzazione, con risentimento emodinamico e le aritmie minacciose e refrattarie a tutti i trattamenti. L'indicazione clinica è rappresentata dalla cardiopatia scompensata (cfr scompenso cardiaco) allo stadio terminale con scadente qualità di vita, limitata sopravvivenza e refrattarietà alla terapia medica massimale ed alla chirurgia conservativa.Le indicazioni in sintesi sono rappresentate da tutte quelle patologie cardiache che compromettono la funzione di pompa e che sono irreversibili, ma senza attendere che un paziente vado incontro alla cachessia cardiaca. Esse sono:
Indicazioni emodinamicheLe indicazioni emodinamiche rappresentano i parametri emodinamici presenti senza supporto farmacologico/emodinamico necessari per valutare la compromissione dei circoli. L'indice cardiaco indica la portata in riferimento al tempo ed alla superficie corporea (Q/superficie corporea). Valore normale: 3,1 ml/min/m2. Valore patologico: < 2,5 l/min/m2. La frazione di eiezione è un indice della contrattilità e si può valutare con ecocardiografia, scintigrafia e ventricolografia. Valore normale: 50-60&. Valore patologico: <25%.La pressione di incuneamento polmonare (WP, Widge Pressure) rappresenta la pressione capillare polmonare espressione della pressione in atrio sinistro o pressione telediastolica ventricolare (PTDV). Valore normale: 12 mmHg. Valore patologico: >25 mmHg. La resistenza vascolare polmonare (RVP) è l'altro parametro di cui bisogna tener conto in quanto, se il paziente che deve essere trapiantato presenta elevata RVP, il lavoro del suo ventricolo destro è ostacolato (con facile scompenso del ventricolo destro). Valutazione dei fattori di rischio e delle controindicazioni.
Ulcera peptica sanguinante che deve essere trattata prima del trapianto (cfr L'ulcera dello stomaco benigna)
Valutazione del donatore. Deve essere un soggetto di età inferiore ai 40 anni, ideale tra 16 e 30 anni, con successo ad un anno del 90% dei casi, precedentemente sano, senza fattori di rischio cardiovascolare (cfr rischio cardiovascolare), morti per trauma cranico puro, emodinamicamente stabile senza supporto inotropo o con la sola dopamina, con ecg normale, con tempo di trasporto < a 4 ore, con taglia inferiore rispetto al ricevente, specie nei riceventi che abbiamo ipertensione polmonare. Meglio donatore donna a ricevente maschio, forse per undersizing o per ridotta incidenza di coronaropatie nelle donne. Nel post-trapianto.
Una volta a casa il paziente deve chiamare il centro trapianti in caso di:
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