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IL TRAPIANTO DI FEGATO altri link su indice di malattie del fegato
Chi è candidato a trapiantarsi di fegato?
INDICAZIONI I candidati potenziali al trapianto epatico sono i bambini e gli adulti che, in assenza di controindicazioni sono affetti da un'epatopatia grave e irreversibile per la quale sono già state tentate o non sono disponibili terapie mediche o chirurgiche alternative. In genere si interviene più precocemente possibile se:
In ogni caso se migliori sono le condizioni generali del paziente prima del trapianto, maggiore sarà la probabilità di successo del trapianto. La scelta del momento migliore in cui eseguire il trapianto è complicata e richiede una valutazione combinata da parte di epatologi, chirurghi che effettuano il trapianto, anestesisti e specialisti dei servizi di supporto, oltre che il consenso informato del paziente e dei suoi familiari. Trapianto nei bambini Le indicazioni al trapianto epatico nei bambini sono affetti da:
Trapianto nell’adulto. Le indicazioni al trapianto negli adulti sono:
Malattia di Caroli Trombosi delle vene sovraepatiche Epatìte virale cronica
Trapianto negli adulti Il trapianto negli adulti è indicato nei casi di cirrosi da qualunque causa in fase terminale. Nella colangite sclerosante e nella malattia di Caroli (dilatazioni cistiche multiple delle vie biliari intraepatiche), poiché in queste affezioni sono possibili infezioni ricorrenti e sepsi associate a ostruzione infiammato- e fibrotica dell'albero biliare, vi può essere un'indicazione al trapianto. Nei pazienti che vengono sottoposti a trapianto epatico per trombosi delle vene sovraepatiche (sindrome di Budd-Chiari) è essenziale una terapia anticoagulante post-chirurgica e può rendersi necessario il trattamento della malattia mieloproli- ferativa di base, che comunque non costituisce una controindicazione al trapianto epatico. Se è possibile reperire rapidamente un organo, prima della comparsa di gravi complicanze, compreso l'edema cerebrale, anche i pazienti con epatite fulminante sono candidati al trapianto epatico. Più discutibili quali candidati al trapianto epatico sono i pazienti con cirrosi alcolica, epatite virale cronica e neoplasie epatocellulari primitive anche se tutti e tre questi gruppi di pazienti sono considerati ad alto rischio, il trapianto epatico va offerto a pazienti attentamente selezionati. I pazienti con cirrosi alcolica vanno considerati candidati al trapianto se sospendono assolutamente l'assunzione di alcolici. I risultati del trapianto nei pazienti con epatite cronica C sono favorevoli quanto quelli di altri gruppi di pazienti, nonostante che la reinfezione del fegato trapiantato ai venga regolarmente. Nei pazienti, con epatite cronica B il successo del trapianto è ridotto a circa il 10-20%. Comunque, la profilassi con immunoglobuline anti-HBV durante e dopo il trapianto aumenta le possibilità successo del trapianto rispetto a quanto osservato nei pazienti con malattia epatica terminale a eziologia non virale. I problemi legati alla recidiva della malattia sono discussi in dettaglio più avanti. Anche pazienti con neoplasie epatobiliari primitive non metastatiche, come il carcinoma epatocellulare primitivo, il colangiocarcinoma, l’epatoblastoma, l'angiosarcoma, l'emangioendotelioma epitelioide e l'adenomatosi multipla o massiva, sono stati sottoposti a trapianto epatico; tuttavia la sopravvivenza complessiva nel caso delle neoplasie epatobiliari è significativamente più bassa di quella di altri tipi di epatopatie. Alcuni centri, per tentare di ridurre l’ elevata probabilità di recidiva del tumore dopo trapianto, stanno valutando protocolli di chemioterapia sperimentale aggiuntiva. Un'eccellente sopravvivenza a lungo termine senza recidive in pazienti con carcinoma epatocellulare non resecabile con una singola lesione inferiore a 5 cm o con tre lesioni o meno di dimensioni inferiori a 3 cm è stata riportata da alcuni centri. Poiché il colangiocarcinoma recidiva quasi sempre, questo tumore non rappresenta più una indicazione al trapianto.
CONTROINDICAZIONI Le controindicazioni assolute al trapianto comprendono:
CONSIDERAZIONI TECNICHE I donatori di fegato devono essere persone sane, in genere sono soprattutto vittime di traumi cranici. Se sono rispettati i criteri riportati qui di seguito, sono accettabili organi di :
Si procede mantenendo le funzioni cardiovascolare e respiratorie artificialmente sino alla rimozione del fegato. Nella selezione del donatore è importante tenere in considerazione la compatibilità del gruppo sanguigno ABO e le dimensioni dell'organo del donatore e del ricevente; tuttavia, in casi particolari di emergenza o di notevole scarsità di organi, si eseguono anche trapianti ABO-incompatibili e trapianti con dimensioni dell'organo del donatore ridotte. La tipizzazione tissutale per il sistema HLA non è richiesta e la presenza di anticorpi citotossici HLA non preclude il trapianto epatico Dopo la perfusione con una soluzione fredda di elettroliti, il fegato del donatore viene rimosso e conservato in un contenitore contenente ghiaccio. L'uso della soluzione dell'Università del Wisconsin (UW), ricca di lattobionato e raffinosio, ha permesso di allungare il periodo di ischemia fredda sino a 20 ore; tuttavia, il termine di 12 ore rappresenta un limite più ragionevole.
Trapianto di fegato ( cfr l’elenco dei centri per il trapianto italiani ) Tecnica chirurgica La rimozione del fegato nativo è tecnicamente difficile, particolarmente in presenza di ipertensione portale con associata circolazione collaterale e varici estese; l'intervento è ancora più difficile in presenza dì aderenze dovute a precedenti interventi chirurgici addominali. La combinazione di ipertensione portale e coagulopatia (allungamento del tempo di protrombina e trombocitopenia) si traduce in un aumento della richiesta di emotrasfusioni. Dopo la dissezione della vena porta e della vena cava inferiore intraepatica e sovraepatica, si applica un sistema di bypass venovenoso a pompa per ridistribuire il sangue dalla vena porta e dalla vena cava inferiore, al fine di prevenire la congestione degli organi viscerali. Una volta effettuata la dissezione dell'arteria epatica e del coledoco, il fegato nativo viene rimosso e l'organo del donatore inserito. Problemi durante la fase di rimozione del fegato o anepatica i rianimatori devono sopperire e correggere:
Vengono quindi eseguite in successione le anastomosi della vena cava, della vena porta, dell'arteria epatica e dei dotti biliari, quest'ultima per sutura terminoterminale dei dotti biliari del donatore e del ricevente o mediante una coledocodigiunostomia ad ansa Roux-en-Y se il coledoco del ricevente non può essere utilizzato per la ricostruzione (per es., nella colangite sclerosante). Un intervento di trapianto epatico dura di solito 8 ore, con un range di 6-18 ore; a causa dell'eccessivo sanguinamento durante l'intervento chirurgico, può essere necessaria la somministrazione di emoderivati e di espansori del plasma. segue >> trapianto fegato 2 |
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