La dismenorrea e la sua cura

La dismenorrea, cioè i dolori mestruali

 

da appunti personali del dott. Claudio Italiano

Quali farmaci assumere in quei giorni per il dolore mestruale?

Si parla di dismenorrea quando i dolori mestruali diventano particolarmente fastidiosi e ricorrenti; in genere compaiono nell’età fertile col menarca e si accentuano fino a 20-30 anni, per poi ridursi, talora addirittura dopo il primo parto. Sono dolori che cominciano poche ore prima del ciclo e persistono per due giorni, cosa assai frequente nella dismenorrea idiopatica o primaria (leggi dopo); viceversa possono addirittura interessare la fase follicolare.

Essi si manifestano come:

  • Dolore alla schiena e lombalgia
  •  Nervosismo e sbalzi d’umore con depressione

  • diarrea, dolore addominale

  • Dolori al basso ventre
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    Cause di dismenorrea

    Si parla di dismenorrea primaria quando il medico non trova la causa dei dolori mestruali e secondaria quando sono la conseguenza di anomalie o alterazioni dei genitali interni, come l'endometriosi, la stenosi della cervice uterina, l'adenomiosi, la malattia infiammatoria pelvica e neoplasie uterine benigne o maligne.  La spiegazione del dolore risiede nel fatto che durante il ciclo la muscolatura uterina si contrae per espellere la mucosa endometriale in disfacimento, quella ch enel disegno presenta delle arteriole spiraliformi, ossia il rivestimento interno dell’utero che si era preparato ad accogliere il prodotto del concepimento senza successo. Alcuni sostanze a funzione ormonale, le prostaglandine sono coinvolti nella risposta flogistica e nei sintomi dolorosi ed altre molecole pro-infiammatiorie, amplificano le contrazioni uterine; per questo motivo, un alto livello di prostaglandine è associato ad un aumento dei dolori mestruali. Sembrerebbe le prostaglandine possano addirittura bloccare o ridurre il flusso ematico uterino e causare la desquamazione dell’endometrio, causando  la genesi del flusso mestruale.

    Come trattare la dismenorrea?

    Nel ricordarvi che i farmaci antidolorifici possono dare sanguinamento gastrointestinale e gastrite acuta da fans, per cui è sempre opportuno assumere il farmaco per os a stomaco pieno o usare antiacidi e gastroprotettori, vediamo qui quali farmaci vengono impiegati. Intanto cominciamo a parlare della vecchia e semplice aspirina, per seguire con naproxene, l’ibuprofene, l’acido mefenamico. Vediamone pregi e difetti.

    Aspirina, paracetamolo ed analgesici vari

    L'aspirina è significativamente più efficace del placebo nella riduzione del dolore, ma è meno efficace del naproxene e dell'ibuprofene. Il coproxamolo riduce in maniera significativa il dolore rispetto al placebo, ma è significativamente meno efficace e associato a maggiori effetti avversi rispetto al naproxene. La revisione ha anche rilevato che il coproxamolo è significativamente meno efficace dell’acido mefenamico nel ridurre i sintomi di dismenorrea.

    Paracetamolovs placebo: uno non ha rilevato differenze significative nella riduzione del dolore tra paracetamolo (500 mg 4 volte al giorno) e placebo (35 donne; rischio relativo 1,0, limiti di confidenza al 95% da 0,3 a 3,6). Coproxamolo vs placebo: Uno studio incluso nella revisione ha trovato che il coproxamolo  era significativamente più efficace del placebo nell'ottenere una riduzione marcata o moderata del dolore (72 donne; 650 mg/65 mg 4 volte al giorno.
    Paracetamolo vs aspirina: uno studio (35 studentesse di medicina, farmacia od odontoiatria) incluso nella revisione, che ha confrontato aspirina (500 mg 4 volte al giorno) e paracetamolo (500 mg 4 volte al giorno), non ha rilevato differenze significative nel sollievo dal dolore valutato con una scala analogica visiva  di 10 cm

    Aspirina o paracetamolo vs farmaci antinfiammatori non steroidei: La revisione ha identificato 6 studi randomizzati che hanno confrontato aspirina o paracetamolo con farmaci antinfiammatori non steroidei (313 donne). L'aspirina (650 mg 4 volte al giorno) riduceva il dolore in misura significativamente minore rispetto sia al naproxene (275 mg 4 volte al giorno,  sia all'ibuprofene (400 mg 4 volte al giorno. Non vi sono differenze significative nella riduzione del dolore tra paracetamolo (1.000 mg 3 volte al giorno) e ibuprofene (400 mg 3 volte al giorno. Coproxamolo vs farmaci antinfiammatori non steroidei: La revisione ha identificato 3 studi randomizzati. Uno degli studi, che ha confrontato coproxamolo (650 mg/65 mg 3 volte al giorno) e acido mefenamico (500 mg 3 volte al giorno), ha trovato che il coproxamolo era significativamente meno efficace nel ridurre i sintomi correlati alla dismenorrea (P<0,01). Il coproxamolo aumentava anche la necessità del ricorso a ulteriori farmaci (numero medio di compresse di altri farmaci 2,6 con acido mefenamico vs 6,8 con coproxamolo; valore di P non riportato). E’ stato riscontrato che coproxamolo (650 mg/65 mg 3 volte al giorno) e naproxene (275 mg 3 volte al giorno non hanno rilevato differenze significative nel controlo dell’intensità del dolore (P>0,05), ma il naproxene otteneva un controllo migliore del dolore in alcuni dei giorni valutati (P<0,05). Ancora gli studi di revisione hanno confermato che naproxene, ibuprofene e acido mefenamico sono significativamente più efficaci del placebo nella riduzione del dolore. La revisione ha individuato prove di un aumento degli effetti avversi con il naproxene. Tutti gli studi inclusi nella revisione hanno utilizzato trattamenti per bocca. I farmaci antinfiammatori non steroidei possono essere somministrati anche come supposte, che sembrano avere pari efficacia sulla riduzione globale del dolore ma che rispetto al trattamento per bocca risultano meno efficaci nel dolore spasmodico (P<0,05). La maggior parte degli studi inclusi nella revisione hanno utilizzato un disegno crossover senza un periodo di interruzione ed erano di breve durata (di solito un solo ciclo mestruale per trattamento). Nove studi erano in singolo cieco. Diversi studi erano sponsorizzati da industrie farmaceutiche. I dati sulla riduzione del dolore sono stati ottenuti in studi che includevano donne con sola dismenorrea primaria, mentre quelli che si riferiscono all’uso di farmaci aggiuntivi sono stati in parte ottenuti in donne con dismenorrea non definita. E' in corso una revisione sistematica con criteri di inclusione e di valutazione della qualità metodologica più rigidi.

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