Classificazione dei tumori del polmone in tipi istologici

Classificazione dei tumori del polmone: tipi istologici

 

appunti del dott. Claudio Italiano

 

La classificazione istologica utilizzata è quella dell’OMS; tuttavia, la più importante distinzione è quella fra un carcinoma a piccole cellule e un carcinoma non a piccole cellule.

 

Carcinoma squamoso

E' il più frequente.  È la forma più frequentemente che riconosce nel fumo l’eziopatogenesi. Si localizza nei bronchi principali e lobari, è di colorito bianco-grigiastro e cresce all’interno del lume, a crescita esofitica, con placche sulla superficie bronchiale, a massa esofitica endoluminale proliferante,  “a manicotto”, cioè intorno alla parete del lume o con infiltrazione del parenchima circostante,  con tosse ed espettorato emorragico che consente in breve la diagnosi, ma talora è subdolo ed infido, cresce con lentezza e dà segni solo tardivi, non essendo possibile riconoscerlo nemmeno alla TAC.

Carcinoma a piccole cellule

(anche forme combinate), tumore assai complicato da documentare con la diagnostica, associato anch’esso al fumo di sigaretta, assai pericoloso ed aggressivo per le frequenti metastasi che dà. Può dare problemi sistemici come rush cutanei, ormoni, febbricola serotina e risponde meglio alla chemioterapia piuttosto chealla radioterapia o chirurgia. Si presenta a cellule piccole, simili a linfociti anche se sono 3-5 volte più grandi, differenziato con immunoistochimica; si distinguono tre sottotipi:

1) “Oat cell” o cellule piccole a chicco d’avena  (conformazione allungata dei nuclei);

2) Cellule intermedie, più voluminose

3) Misto fra questi primi due (a e b) o ancora associato al carcinoma squamoso

Adenocarcinoma

(acinare, papillare, bronchioalveolare, adenocarcinoma con formazione di mucina,  forme miste con altre varianti) . E’ questa una neoplasia più frequente nelle donne e nei non fumatori (anche se il fumo di sigaretta è un fattore di rischio anche per questo tumore). Sono tumori periferici, mantellari, spesso con cicatrici fibrose; microscopicamente si evidenziano tubuli o papille, conla mucina intracitoplasmatica e materiale PAS positivo nel citoplasma.

L’adenocarcinoma bronchiolo alveolare non è correlato a sesso, fumo o professione ed è anch’esso un tumore della periferia del polmone, altamente differenziato, che cresce lungo i setti alevolari, simulando una polmonite lobare. Distinguiamo il tipo mucinoso, con cellule colonnari, secernenti muco e quello non-mucinoso, a cellule rotondo-cubiche, con   disposizione a bulletta (pneumociti di II tipo o   cellule di Clara).

Carcinoma a grandi cellule ( a cellule chiare e altre varianti), cioè si tratta di un carcinoma non a piccole cellule, in cui non si riconosce una differenziazione in senso squamoso o di adenocarcinoma, quindi nel senso ghiandolare. E’ un tumore molto aggressivo rispetto ai ca. squamosi ed agli adenoca, che non risponde alle cure e recidiva facilmente. Fortunatamente raro. Si tratta di cellule neoplastiche grandi e con  abbondante citoplasma e nuclei irregolari, con molti nuclei ed estese aree di necrosi.

Carcinoma adenosquamoso

•Carcinoma con elementi sarcomatoidi

Carcinoide

Carcinomi non classificati

Sintomi

La sintomatologia può variare a seconda se il tumore interessa le parti centrali ed i grossi bronchi, potendosi avere  bronco-occlusione, ulcerazione della parete del bronco e necrosi centrale. Altre volte il paziente presenta una broncostenosi serrata (cfr auscultazione del torace) e si ascoltano dei rumori secchi sibilanti, mentre il soggetto sforza i muscoli respiratori e li impegna tutti e boccheggia, ha sempre affanno e fame d’aria e chiede un incremento della velocità dell’ossigeno in TAC polmone, a destra polmone con aspetto di adenocarcinoma mucinosomaschera. Le broncostenosi sono causa di atelettasie e di bronchi ectasie ma anche di fatti suppurativi, di polmoniti ed ascessi. Se il bronco è ulcerato, comparirà emottisi, cioè sputo di sangue, che si emette coi colpi di tosse: questo è un segnale molto pericoloso! Altre volte sono le metastasi periferiche a dare i segnali più importanti, come la sindrome di Pancoast, cioè l’infiltrazione del plesso brachiale e della catena simpatica, con ptosi palpebrale, disfonia,  con dolore al braccio ed alla spalla. In sostanza i sintomi sono correlati alla diffusione della neoplasia, se cioè è interessato il bronco principale, allora ci saranno processi broncopneumonici ricorrenti, con espettorazione e tosse; se il mediastino è interessato, i sintomi sono quelli di una invasione mediastinica, con interessamento del nervo laringeo o ricorrente e quadro di disfonia. Se è interessato il nervo frenico si paralizzerà il diaframma, se è invasa la pleura, si potrà avere un quadro di pleurite con versamento pleurico imponente. Si potranno anche avere i segni di diffusione delle metastasi al fegato, in genere con segni di insufficienza epatica, o di colestasi, cioè con ittero ostruttivo nelle fasi terminali e con rialzo delle transaminasi, della gammaGT e della fosfatasi alcalina e bilirubina. Se sono presi i linfonodi ilari, allora si avrà atelettasia, cioè il polmone collasserà, non essendo possibile il passaggio dell’aria negli alveoli.

continua  la cura del tumore del polmone

oppure cfr  indice dei tumori

Link per approfondire il tema del carcinoma polmonare

  • Tumore del polmone

    Speciale tumore del polmone

    Classificazione dei tumori polmonari

    Diagnostica e stadiazione del tumore del polmone

    Novità: noduli polmonari: generalità

    Noduli polmonari: diagnosi di natura

    Mesotelioma

    Il tumore del rene, quali cure nuove? Quali segni?