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Genetica
La W.D. è una malattia
autosomica recessiva con una frequenza dello 0,3-0,7%, responsabile
di una percentuale di carrier eterozigote di oltre 1 su cento;
significa che ogni persona può avere 1 probabili su 100 di
incontrare un’altra persona portatrice del gene disvitale. Tale gene
come si è detto è sul cromosono 13, esattamente il locus è il
13q14-q21; il prodotto del gene è una proteina contenente 1411
aminoacidi, un membro della sottofamiglia delle ATPasi del tipo
catione-P trasportante ed è altamente omologo al prodotto del gene
di Menke (ATP7A) ed alla ATPasi che trasporta il rame.
Patogenesi
La tossicità del rame gioca un ruolo essenziale nella patogenesi di
questo disordine poiché i soggetti colpiti presentano un aumento del
suo contenuto ed una riduzione consente un miglioramento del quadro
clinico.
L’escrezione
biliare del rame è ridotta nel WD e ciò sembra dovuto al difetto
dell’incamerazione del rame nei lisosomi e quindi nella bile. Ma si
ritiene che anche l’incamerazione del rame nel Golgi sia essenziale
per l’escrezione di tale metallo. Anche la carenza di ceruloplasmina
plasmatica inverosimilmente esplica un ruolo nella patogenesi. Il
rame inglobato nell’organismo è tossico poiche si formano dei
radicali liberi i quali determinano perossidazione dei lipidi,
deplezione degli antiossidanti e polimerizzazione del Cu-tioneina. A
sostegno del ruolo del rame quale pro-ossidante si dimostra la
riduzione degli antiossidanti epatici e cioè del glutatione, della
vitamina E, l’aumento dei livelli dei perossidi lipidici
circolanti. La deposizione nel cervello e nel nucleo caudato e nel
putamen determina manifestazioni neurologiche e psichiatriche,
mentre una deposizione eccessiva nella membrana di Descemet della
cornea dà origine agli anelli di Kayser-Fleischer.
Clinica.
La clinica, cioè i segni che il malato presenta, sono osservabili
dopo almeno 5 anni di deposito essi sono:
Nel 42% dei casi epatici
Nel 34% neurologici
Nel 10% psichiatrici
Nel 12% ematologici
Meno comuni altri segni renali, scheletrici,
oftalmologici ed
endocrinologici
Manifestazioni epatiche.
Le
manifestazioni epatiche sono legate alla sofferenza del fegato e si
manifestano in media in 8-12 anni. Si possono avere un quadro di
cirrosi ad esordio precoce con risultati pressocchè normali
della funzionalità epatica, in seguito però compaiono astenia,
anorressia,
ittero,
ascite e sanguinamento delle varici. Altre volte il quadro è di
epatite cronica, che si manifesta in soggetti giovani di età
inferiore ai 35 anni ed il 5-30% dei soggetti affetti da W.D. si
stima manifesti i segni dell’epatite cronica, con aumento dei
livelli sierici di
AST
ed ALT in presenza di severa necrosi ed infiammazione
epatocellulare; inoltre presentano nel 50% dei casi gli anelli
corneali di Kayser-Fleischer.Infine esiste un gruppo consistente di
soggetti che hanno un’età molto giovane e presentano il quadro di
una necrosi massiva del fegato indotta da epatite virale, ed a hanno
segni di splenomegalia, anello corneale, segni di grave colestasi,
basso livello di fosfatasi alcalina e segni di anemia emolitica. La
concentrazione sierica della ceruloplasmina può rientrare nel range
normale
Manifestazioni neurologiche.
Si manifestano ai 20-30anni; gli anelli corneali di Kayser-Fleischer
sono presenti ed all’inizio i segni sono disartria, maldestrezza,
tremore, ptialismo, disturbi dell’andatura e facies a maschera; la
rigidità con caratteristiche parkinsoniane conclamate, contratture
in flessione, convulsioni e stato di grande male. Talora
tremori ed atassia e ridotta capacità funzionale ed
encefalopatia.
Manifestazioni psichiatriche.
Disturbi del tono dell’umore,
depressione, basso rendimento scolastico, comportamento
impulsivo ed antisociale, ideazione suicida e mania sessuale.
Manifestazioni somatiche.
Acidosi tubulare, ematuria, proteinuria, sindrome nefrosica,;
manifestazioni scheletriche: osteopenia, osteoporosi; manifestazioni
varie: emolisi intravasale, ipertrofia cardiaca, sottoslivellamento
di ST, lunule delle unghie azzurre, calcoli biliari .
Diagnosi.
1. Ceruloplasmina ridotta nel siero dai valori normali di 20-40
mg/dl;
2. Escrezione di rame nelle urine ridotta < 40 microgrammi nelle 24
ore
3. Anello di Kayser-Fleischer
4. Rame sierico libero, non ceruloplasminico elevato
5. Biopsia epatica: necrosi epatica submassiva e corpi di Mallory
associati a
cirrosi. Concentrazione di rame epatica superiore a 250 microgrammi
/grammo
tessuto.
6. Diagnosi genetica
Terapia
Dieta senza rame, cioè senza fegato di animale, cioccolata, noci,
funghi,
legumi e crostacei; bere solo acqua deionizzata o distillata.
Terapia con BAL (British anti-lewsite)
Alfa penicillamina, a ose iniziale di 250-500 microgrammi
aumentandola gradualmente a 1.0- 1,5 grammi, dose di solito
mecessaria per raggiungere il livello desiderato di escrezione del
rame. Allo scopo di evitare la sindrome di Goodpasture o sopprimere
il midollo osseo è indicato eseguire indagini sul rene e sull’emocromo.
Il mantenimento della penicillamina è al dosaggio di 0.75 – 1.25 g/die.
Anche in gravidanza si deve continuare la cura, compresa la
trientina o lo zinco che sembrano essere sicuri in gravidanza, ma
sempre a giudizio del vostro medico!!
trientina
zinco, riduce l’assorbimento del rame incrementando la formazione
di Cu-metallotioneina nelle cellule dell’epitelio dell’intestino;
l’aumento della cu-metallotioneina sembra avere effetto protettivo.
Trapianto epatico secondo la tabella dell’indice prognostico,
i soggetti con punteggi > 7
sono candidati al trapianto:
| PUNTEGGIO |
0 |
1 |
2 |
3 |
4 |
| bilirubina on mg |
<10 |
10-15 |
15-20 |
20-30 |
>30 |
| AST |
<100 |
100-150 |
151-200 |
201-300 |
>300 |
| prolungamento PT sec |
<4 |
4-8 |
9-12 |
13-20 |
>30 |
oppure cfr
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