Il ritorno degli angeli (1° Parte)

 

Alexandra (alexandra88@supereva.it)

 

 

 

E' passato molto tempo, circa un mese, ormai dalla morte di Glory, e dalla morte di… Buffy. 
Nell'oscurità del suo antro solitario e silenzioso, Spike sta tormentandosi ancora una volta. -E' stata tutta colpa mia, solo colpa mia, sarei dovuto andare io da Dawn, ora in quella tomba dovrei esserci io e…-.
Qualcuno entrò all'improvviso sbattendo la porta. Spike si voltò di scatto, e sussultò. -… Buffy, se-sei t-tu ? …-. -Spike, che ti prende, sono io, Dawn, non mi riconosci?-. La ragazza richiuse la porta alle sue spalle e si avvicinò lentamente al vampiro. 
- Ho una buona notizia da darti - disse lei, con la voce tremante, scossa da fremiti di felicità, - il signor Giles ha trovato un'antica formula, circa le resurrezioni, e domani la proveremo su Buffy!-.
-Stai dicendo sul serio, briciola? Non mi prendi in giro?-. Nella sua voce c'era un tono incredulo. 
-Certo!-. 
-Ma, non può essere, nessuno si è mai risvegliato dal sonno eterno, tranne noi non-morti!-. - Beh, in tal caso, mia sorella la prima!- disse, e uscì di corsa, senza neanche salutarlo. "Buffy ritornerà in vita", pensò soprapensiero Spike. E un urlo di gioia attraversò il lugubre e solitario cimitero.

Dawn giunse in un lampo a casa di Willow.
-Glielo hai detto?-, chiese la rossa, e la sua voce faceva intendere perfettamente il suo disappunto.
-Certo, era nostro dovere farlo. Dopotutto, dopo quel giorno, è rimasto rintanato in quel buco senza mai uscire, addossandosi la colpa della sua morte!-, disse Dawn alzando la voce.
-Beh, se la metti così, hai ragione tu.-, ammise Will.
-E tu hai avvisato Angel?-. La domanda uscì spontanea alla ragazzina, e subito dopo disse: - Come sta?-. 
-L'ho chiamato poco fa. Aveva la voce stanca, spenta, e sembrava che stesse per scoppiare a piangere. Anche lui è in uno stato miserevole. Comunque ha detto che sarà qui stasera. Speriamo solo che domani l'incantesimo funzioni, altrimenti non ci sono altre speranze…-. 
-E ritornerà come prima? Voglio dire, il corpo di Buffy.-, chiese Dawn speranzosa..
-Se tutto va bene…- annuì Willow. E le due ragazze si diedero appuntamento per il giorno dopo a casa del signor Giles.

CASA DEL SIGNOR GILES. ORE 10:00 DEL GIORNO DOPO
A casa del signor Giles c'erano davvero tutti: Will, Xander, Dawn, Tara, Giles, Spike… Angel, e perfino Cordelia e Oz. Sembrava davvero una riunione di famiglia, una rimpatriata. Al centro della stanza troneggiava una bara, ancora sporca di terra. -Ehm, vedo che ci siamo proprio tutti-, disse il bibliotecario, annuendo a Cordelia, Angel e Oz. -Beh, comunque iniziamo-.
Willow e Tara gli si avvicinarono, formando un triangolo attorno al feretro. Rupert si pulì per l'ennesima volta gli occhiali, poi i tre unirono le mai e cominciarono a cantilenare la formula. Immediatamente si sprigionò un fascio di luce, abbagliante, sconvolgente, caldo, tanto che Spike ed Angel furono costretti a ripararsi con una coperta.
Appena fu pronunciata l'ultima parola della formula, la luce si fece verde smeraldo, poi rossa, ed infine si spense definitivamente.
Fu questione di attimi, attimi in cui ognuno di loro si domandò se l'incantesimo avesse avuto effetto, se sarebbero riusciti ad abbracciare ancora una volta la loro amica.
Attimi che durarono a lungo. 
Sembrava un'eternità!
Ma la loro attesa non fu vana.
Infatti, accompagnata da una densa nuvola di polvere, la bara si aprì, e dal suo interno vi uscì Buffy, la solita Buffy, la ragazza che era stata destinata come cacciatrice, così valorosa e forte, eppure così sensibile e fragile.
L'angelo era tornato!
Dopo un momento di sorpresa, una sorpresa felice, tutti le corsero incontro e la abbracciarono.
Willow, Tara e Dawn piangevano lacrime calde, Xander, Cordelia e Oz erano stupiti, felici, increduli, e anche loro la strinsero calorosamente. Giles la abbracciò forte, come ad una figlia. E quando la lasciarono un po' tranquilla, Buffy notò in fondo alla stanza due figure amate e odiate: Angel e Spike.
Entrambi i vampiri, dal canto loro, erano senza parole, finalmente in pace col mondo per aver ritrovato la persona amata. La cacciatrice li guardava con apprensione, preoccupata di una loro reazione. Ma al contrario di ciò che si aspettava, i due si coprirono meglio che poterono con una coperta ed uscirono, lasciando tutti di stucco!

-E' tornata!- disse Spike con un filo di voce.
Angel annuì, poi disse:- E' bella come al solito!-.
-Sì-, concordò Spike, -ma ora che intenzioni hai con lei? Cioè, come pensi di comportarti? Non puoi sempre entrare e uscire dalla sua vita come se fosse una bambola!-, disse il biondo adirato. 
-Beh, ora come ora voglio solo starle accanto, non mi importa come. E tu? Anche tu la ami, giusto?-. 
-Sì. Beh, io mi comporterò come al solito, cioè, sarò diretto come sempre, e se lei accetterà il mio amore, sarò l'uomo, ops… il vampiro, più felice della terra.-. -Mhm-, fece Angel, e senza parlare, si allontanò verso il deposito abbandonato, che era diventato la sua casa a Sunnydayle.

Intanto, a casa del signor Giles, Buffy era molto curiosa di sapere tutto ciò che era successo quel mese. 
Fu Xander il primo a parlare dicendo: -Beh, forse non ti interessa, ma io e Anya tra qualche mese ci sposeremo.-. 
Buffy li fissò entrambi incredula e meravigliata. -Ragazzi, è fantastico. Sono così felice per voi… e quando lo avete deciso?-. 
-Beh, qualche giorno prima della battaglia con Glory.-. 
-Fantastico! Davvero stupendo! E voi altri cosa mi raccontate? Dawn, come va la scuola?-. 
-Oh, bene, molto bene-. 
-Perfetto, e tu, Will, come vanno i tuoi studi? E anche tu, Tara che mi dici?-. 
-Siamo le migliori del corso-, rispose per entrambe Willow. 
-E, posso, chiedervi qualcosa di Angel e Spike?-. 
-Beh, dalla tua morte, Spike si è chiuso nella sua cripta, e non accennava a voler uscire. Solo quando gli ho parlato di oggi ha accondisceso a venire.- rispose Dawn mestamente. 
-E Angel-, intervenne Cordelia, -non se l'è passata meglio, anzi, ha scaricato tutta la sua tristezza e la sua frustrazione sui demoni di Los Angeles, rischiando più volte la vita. Ma come hai potuto vedere, è ancora vivo-. 
Ci fu un lungo silenzio. Fu Willow a interromperlo: -Cosa pensi di fare con quei due?-. 
-Non lo so, ma prima voglio parlare con loro. Vi dispiace se vado?-, e senza nemmeno aspettare la risposta, uscì di corsa dalla casa e si diresse verso il cimitero. 
Nel suo mausoleo, Spike camminava pensieroso avanti e indietro, ma fu interrotto da Buffy, che come faceva al solito, entrò sbattendo la porta, che si richiuse da sola alle sue spalle. -Ehm, come va Spike?- lo interpellò un po' intimidita. 
-Beh, da quando non ci sei più, pupa, è finito tutto il divertimento, ma ora che sei tornata, tutto sarà come prima, anzi, meglio. Senti, Buffy, tu-tu conosci i sentimenti che provo per te, e molte volte ti ho dimostrato che sono autentici, reali. Tu mi hai sempre rifiutato, ma io non ho mai perso la speranze-. 
-Mhm, lo so… Spike, lo so, ma vedi, in questo sono molto confusa…-. 
-Beh, almeno, mi basterebbe sapere che un giorno, anche lontano, ci sarà una possibilità per noi.-. 
-Dopo… dopo tutto quello che hai fatto per me e Dawn, quella possibilità esiste. Ma non ora. Ora devo concentrarmi su me stessa.-. 
-Grazie di tutto, Buffy!-, Spike le urlò mentre la ragazza stava per uscire. 
-Grazie a te, Spike!-, gli urlò la cacciatrice di rimando, e uscì dalla cripta. 

Il sole caldo e cocente di mezzogiorno illuminava Sunnydayle e il volto di Buffy. La ragazza, confusa, ma non amareggiata o pentita di quello che aveva appena detto, si diresse con calma verso il nascondiglio di Angel. 
Doveva pensare. 
Pensare a cosa dirgli, pensare ai suoi sentimenti, e al suo futuro. 
Ma non fece in tempo, che subito si ritrovò al vecchio palazzo. 
Entrò, rimase immobile qualche secondo per abituarsi al buio, e poi si incamminò verso l'interno. 
Quanti ricordi la assalirono, ma non era il momento dei ricordi! 
Trovò Angel, seduto, che fissava il camino spento con lo sguardo altrove. Probabilmente non l'aveva sentita arrivare, perché quando Buffy lo chiamò sussultò lievemente.
-Ciao!- Buffy gli rivolse un'occhiata piena di interrogativi. 
-Ciao!-, fu la risposta di Angel. 
Entrambi, imbarazzati, non sapevano cosa dire. 
-Ehm, com'è stato il risveglio?- fece Angel timidamente, ma subito disse: -Lo so, è una domanda cretina, ma non riesco a pensare a niente di meglio, in questo momento da dirti!-. 
Buffy riflettè un attimo, poi, con molta calma, rispose: -E' una sensazione strana, anche tu l'hai provata, no?! Sì, beh, comunque, come va a Los Angeles? A parte demoni e vampiri, intendo. Hai trovato qualche ragazza carina?-. 
-Uh, beh, sì. Si chiama Kate, ed è una poliziotta. Sarei felice di fartela conoscere-. 
-E' una cosa seria?- chiese piano Buffy. 
Angel la guardò con la sua solita aria enigmatica. -Perché, ti interessa?-. 
Buffy si mise sulla difensiva e prontamente rispose: -Volevo solo saperlo, ma se non mi riguarda, non importa-. 
-Sai, non so se sia una cosa seria o meno. Sono, sono felice con lei, ma non la amo quanto amavo te-. 
-Non puoi saperlo!- nella voce di Buffy c'era un tono amaro. 
-E invece lo so, perché…-. 
-… siete andati a letto insieme, vero?- ora Buffy sembrava quantomeno sconcertata. 
-Sì, ma come puoi vedere, non è successo niente, ho ancora l'anima-. 
Ci fu un momento in cui ad Angel sembrò che Buffy stesse per piangere, ma non accadde. 
-Non mi dire che sei arrabbiata perché ora ho una ragazza?-. 
Lo sguardo della cacciatrice, più che arrabbiato, era furioso. -Non mi importa niente che tu abbia una ragazza o meno. E' giusto così. D'altronde, anch'io ho avuto Riley, ma non l'ho saputo amare abbastanza, e ora lui è disperso chissà dove-. 
-E di Spike, invece che mi dici?-. La voce del vampiro era tagliente, sembrava quella di Angelus. 
Lei rispose: -Cosa vuoi sapere di preciso? Se io e lui stiamo insieme? Beh, non è così, ma poco fa gli ho detto che una speranza per noi c'è, e neanche troppo lontana!-. Buffy sentì il cuore stringersi in una morsa, ma cercò di non far notare il suo dolore. Non le piaceva mentire, anche se la bugia rasentava la realtà. -Saresti felice se io e lui ci mettessimo insieme, Angel?-. 
Anche il cuore del vampiro cominciò ad andare in frantumi. Il suo sguardo passò dal volto di Buffy al camino, e viceversa. Riflettè, e poi disse: -Beh, non ho mai pensato a te e Spike insieme. E' un pensiero nuovo, strano, non è una sensazione piacevole, anzi. Spike ormai ha preso il mio posto nel gruppo, e forse anche nel tuo cuore… ma rispetto le tue decisioni, e stasera stessa ripartirò per Los Sngeles!-. 
Buffy gli diede le spalle, e le guance le cominciarono a rigarsi di lacrime, ma non gli chiese di restare. Non era giusto! -Allora, addio, Angel!-. 
Il vampiro si alzò in piedi e l'abbracciò. -Questo non è un addio, e tu lo sai!-. 
Come era bello stare tra le braccia di Angel! 
Ma non era questa la realtà! 
Buffy si staccò rapidamente da quel dolce abbraccio, e senza mai voltarsi, corse via. 
Angel non tentò di fermarla. Sapeva che stava facendo la cosa giusta. D'altronde, stava correndo via per lo stesso motivo per cui lui l'aveva lasciata scappando a Los Angeles. 
Tornò a sedersi, col cuore in gola e il solito sguardo perso, pensando a ciò che lasciava e a ciò a cui andava incontro.

 

TO BE CONTINUED...

 

 

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