S.Domenico

SAN DOMENICO

La presenza dei domenicani a Monopoli risale al XIII sec., periodo in cui costoro fondarono extra moenia la chiesa di Santa Maria Nova. Essa fu però distrutta dai padri stessi nel 1529 durante le guerre Franco-spagnole, per evitare che divenisse luogo di saccheggi. Poi a partire dal 1561 i frati si adoperarono nella costruzione di una chiesa e di un convento entro le mura, che dedicarono a S. Domenico. Dall’antico luogo di culto i domenicani portarono con sé la statua di S. Domenico, la Madonna in trono con bambino e il Cristo ornato di spine, opere di Stefano da Putignano, collocate sulla facciata della chiesa, sulla quale spicca il meraviglioso rosone. Dalla distruzione fu salvata anche la tavola veneta del Giambellino, ora conservata nella Pinacoteca di Bari. La chiesa ospita dal 1881 la confraternita di S. Cataldo, aggiungendo così ai santi domenicani la venerazione dei Santi Medici: Cosmo e Damiano. La chiesa è scandita in tre navate; gli altari della navatella sinistra sono in barocco leccese, mentre quelli di destra in barocco napoletano, tranne la prima cappella, anch’essa di scuola leccese. La cappella viene rappresentata con un dipinto della Madonna del Rosario o della consegna del rosario a S.Domenico. La sua bellezza si nota dal tipo di lavorazione con cui è stato lavorato il tufo come dalle statue che vanno in gemello con le altre dell’ultima cappella. E’ la più grande all’interno della chiesa e sembra quasi occupare tutti gli spazi possibili fino al bellissimo soffitto stellare, un vero e proprio capolavoro di architettura murale. Il pavimento è importante perché è Maiolica napoletana, un lavoro molto pregevole ed è stato preso da un altro punto della chiesa e collocato lì.La chiesa è scampata miracolosamente, perché sulla cappella destra dove è rappresentato S.Vincenzo, dall’ovale sulla parte in alto, entrò una bomba e si fermò per terra senza esplodere.Il crocifisso sull’altare è recente, degli anni settanta e dipinto da Michele Depalma.Altri quadri appartengono a Jacopo Palma il giovane.