

| Il Go (o Igo in giapponese, Wei Chi in cinese e Baduk in coreano) è uno dei grandi giochi tradizionali dell'umanità: pur avendo una storia di ben 4000 anni alle spalle, il Go è tutt'ora giocato nella sua forma originale. Nato in Cina, divenne popolare tra la nobiltà e i letterati come gioco di strategia e raffinata metafora dell'equilibrio delle forze naturali. Intorno al 740 d.C. si diffuse in Giappone dove raggiunse il suo massimo splendore. Inizialmente noto solo a ristretti circoli della corte imperiale, divenne via via fonte di interesse per il clero buddista e scintoista e soprattutto per la casta dei samurai. Diffusosi poi in Corea e nel resto dell'estremo oriente come gioco prima elitario e poi di massa, proprio grazie ai crescenti contatti commerciali, il Go nell'800 iniziò ad essere conosciuto anche in occidente. L'influsso nipponico è però tuttora molto forte e si riflette nella terminologia del gioco: le parole giapponesi che un po' in tutto il mondo sono usate per designare particolari mosse o momenti della partita, sono una specie di lingua franca che aiuta i goisti a capirsi tra di loro. Negli ultimi decenni il Go ha messo solide radici in Europa, nelle Americhe e in Oceania. Nell'estremo oriente il Go è praticato da milioni di persone e fonte di guadagno per alcune centinaia di giocatori professionisti, che si affrontano in tornei sponsorizzati da televisioni, quotidiani, banche e assicurazioni. In Europa il Go è soprattutto un movimento amatoriale anche se da anni ci sono dei circuiti di tornei semi professionistici. Oggi come oggi i professionisti asiatici sono ancora superiori agli occidentali per numero e bravura, ma il Go sta acquisendo la dimensione planetaria che gli compete: ad una recente edizione dei campionati mondiali hanno ad esempio partecipato i rappresentanti di circa 60 nazioni ed è in corso un'iniziativa per farlo diventare sport olimpico. Il Go è un gioco per due giocatori, bianco e nero, caratterizzato da regole molto semplici ma che danno origine ad una strategia sorprendentemente complessa. La tavola da gioco (detta goban) è un reticolo di 19 righe orizzontali e 19 righe verticali, che si intersecano in 361 incroci. In una visione poetica talvolta si immagina la tavola come una rappresentazione del mondo circondato dall'oceano: come il mondo all'inizio dei tempi, la partita comincia col goban vuoto. I due giocatori depongono a turno le loro pedine (dette pietre) su un qualsiasi incrocio libero del reticolo, dando il via alla corsa alla colonizzazione del mondo: le pietre sono i posti di frontiera e non possono più essere mosse una volta collocate. Le pietre di uno stesso giocatore collaborano a formare i confini dei territori in cui alla fine sarà diviso il goban. | ![]() |
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Nonostante la staticità delle pietre, il Go è un gioco molto dinamico e le fasi della partita rispecchiano l'andamento di un combattimento su larga scala (in passato è stato spesso utilizzato con fini didattici per condottieri di eserciti e la classificazione dei suoi praticanti in gradi kyu e dan ne fanno una vera e propria arte marziale). Si parte con il consolidamento delle basi per poi espandersi, ci sono battaglie, accerchiamenti e catture, scambi di territorio, invasioni e ritirate, astuzie tattiche e decisioni strategiche, fino al consolidamento finale dei territori. Il vincitore non è chi ha annientato l'avversario, come invece accade in altri giochi. Semplicemente, vince chi è riuscito a formare territori più ampi. Il Go è infatti un gioco che premia l'equilibrio e chi si sbilancia cercando la pura distruzione dell'avversario o chi pretende troppo da una posizione, dovrà poi pagare un prezzo più alto in altre zone del goban, compromettendo la partita. |
| Il Go è un
gioco di abilità analitica, come gli scacchi, ma spesso
si dice che se gli scacchi rappresentano una
battaglia, il Go è una guerra intera! Inoltre
nel Go esiste ancora un certo spazio lasciato
all'intuizione del giocatore oltre che al calcolo. Questo
è solo uno dei tanti motivi per cui il Go è al contempo
un gioco antichissimo e una delle più affascinanti
frontiere per i ricercatori che si occupano di
intelligenza artificiale, in quanto, a differenza degli
scacchi, ancora oggi non esiste computer in grado
di giocare meglio di un discreto dilettante. Le regole sono poche e semplici, ma per giocare bene occorre uno studio approfondito dei principi che sottostanno al gioco: bastano pochi minuti per imparare a giocare a Go, ma si può continuare a migliorare per tutta la vita. Il Go può anche essere vissuto come una vera e propria filosofia: non a caso esiste un gran numero di antichi proverbi ad esso legati che possono essere letti in chiave militare così come applicati alla vita quotidiana. |
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La
rete è estremamente ricca di risorse sul Go, ma
il miglior punto di partenza in italiano è, secondo me,
senza dubbio il sito delle
Federazione Italiano Giuoco Go , dove si possono trovare corsi online,
libri scaricabili, ma soprattutto gli indirizzi dove
incontrare dal vivo altri giocatori di tutta Italia e i
link a programmi gratuiti per provare a muovere i primi
passi contro il proprio PC di casa. Una fonte
inesauribile di informazioni su tutti gli aspetti del Go,
da quelli più profondamente tecnici a quelli più
squisitamente interdisciplinari è Sensei's Library : un enorme database
quotidianamente ampliato da appassionati di tutto il
mondo. Ricco di spunti, articoli e classifiche
internazionali aggiornate è anche il sito GoBase, così come il sito ufficiale
dell'associazione goistica giapponese, la Nihon Ki-in. Una visita vale la pena di farla
anche all'American Go
Association. Per
chi già conosce le regole e vuole provare a confrontarsi
con i sempre didatticamente utili problemi di Go (in cui
analogamente a quanto avviene negli scacchi si deve
raggiungere un certo scopo partendo da una data
posizione) esiste l'ottimo GoProblems. Per chi poi vuole sfidare un
avversario vero e proprio, ma in una partita "per
corrispondenza", in cui cioè si può scegliere
quando effettivamente effettuare la propria mossa e
inviarla all'avversario, entro un lasso di tempo
decisamente più lungo di quello di una partita a
tavolino, c'è It's Your Turn. Se invece si desidera giocare
una partita "in diretta" via internet (dopo
aver scaricato l'opportuno client), a qualunque ora del
giorno troverete avversari disponibili e un'ottima
grafica su Kiseido Go
Server: ve lo
consiglio vivamente! Essendo sponsorizzato da un
fornitore di libri e accessori per il Go, vi troverete
anche link molto interessanti per questo genere di
acquisti, in alternativa c'è Het Paard. Per chi fosse appassionato di manga e anime, segnalo l'esistenza di Hikaru no Go, un fumetto incentrato ovviamente sul Go, che alla sua pubblicazione ha dato un forte impulso alla diffusione del gioco anche tra i più giovani. |
| Anche per quanto
riguarda il libri, oltre a quelli prettamente tecnici,
esistono interessanti connubi con l'antico gioco.
Immancabile è sicuramente "Il maestro
di Go" ,
stupendo racconto del premio
Nobel per la letteratura 1968 Yasunari Kawabata, ma da
segnalare sono senza dubbio anche i più recenti "La
giocatrice di Go"
e l'interessante "Gli scacchi
di Mao".
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| EL
GO Hoy, nueve de setiembre de 1978, |
IL
GO Oggi, 9 settembre 1978, Jorge Luis Borges |
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| Publicado originalmente
en el libro LA CIFRA de Jorge Luis Borges. |
