

Il termine Aikido
può essere tradotto come
la via per apprendere ad armonizzare lenergia
vitale, sebbene così facendo si perda tutto
quellinsieme di diverse sfumature di significato che i tre
ideogrammi che lo compongono (Ki in particolare) possono
assumere. Pur essendo di relativamente recente fondazione,
lAikido rappresenta unintelligente ed accurata
sintesi di svariate scuole di arti marziali tradizionali legate
al Budo classico, tanto a mani nude (principalmente di Kito
Ryu e Daito Ryu Aikijutsu , oltre che di altre scuole di Jujutsu
), quanto armate (scuole di Kenjutsu in particolare,
principalmente Kashima Shinto Ryu e Katori Shinto Ryu). Se a ciò sommiamo una ben precisa
filosofia di fondo che lo contraddistingue, otteniamo una
disciplina raffinata e complessa, che, unica tra le arti marziali,
non prevede linsegnamento di nessuna tecnica offensiva, ma
solo di quelle che consentono di rispondere nella migliore delle
maniere ad uneventuale aggressione. Il motivo è presto
spiegato.
Per quanto sia arduo cercare di definire in poche righe le
caratteristiche peculiari dellAikido, si deve sicuramente
iniziare da quello che ne è il principio portante: scopo
dellAikido è riuscire a neutralizzare laggressore,
cercando, nei limiti della propria sicurezza e valutando
opportunamente la situazione, di arrecargli il minor danno
possibile e per raggiungere questo risultato si segue il
principio di controllare lattacco guidandolo.
Il praticante di Aikido, infatti, non cerca mai di opporsi ad un
colpo, evita ogni urto, ogni contrasto, ma al contrario cerca di incanalare
(facendo per altro uno sforzo minimo da parte sua)
lirruenza, linerzia, lenergia cinetica
dellattaccante stesso in una serie di movimenti
circolari di cui lui è il centro stabile, fino a quando
laggressore, ormai completamente sbilanciato, sarà
sottoposto alla tecnica (leve articolari o proiezioni)
più adatta al tipo di attacco compiuto e così reso inoffensivo.
Inutile nascondere che, al di là della teoria sopra esposta, l'efficacia dell'Aikido in qualità di forma di autodifesa da mettere in atto in una situazione reale di pericolo è decisamente limitata o, quanto meno, richieda molti
più anni di allenamento e dedizione che in tutte le altre arti marziali. Tuttavia per
delineare ulteriormente il quadro di tale disciplina ed
evidenziarne ancora la completezza didattica, occorre ricordare
come ne facciano parte anche la pratica con la spada di legno (il
bokken) e il bastone corto (il jo).
Per quanto riguarda quest'ultimo in particolare si veda
quest'ottima pagina che descrive una versione dei kata di jo praticati nell'Aikido con il supporto di foto e video e questo
interessante articolo (in inglese) che approfondisce il legame tra le
diverse scuole di jo.
Le animazioni qui riportate illustrano in maniera assai semplice qualche esempio di quanto sopra descritto in relazione ai principi di base dell'Aikido, ma nelle sezioni multimediali di alcuni dei link sotto riportati si trovano parecchi video esplicativi.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Per chi fosse interessato a cominciare ad approfondire la conoscenza dellAikido, mi permetto di suggerire la lettura di alcuni libri. Se in particolare la mia breve introduzione vi ha incuriosito, dovete assolutamente leggere "Aikido e la Sfera Dinamica", primo libro sull'argomento tradotto in italiano e a tutt'oggi uno dei migliori: probabilmente ne esistono ormai di molto più precisi e completi per quanto riguarda la descrizione delle tecniche, ma è parere diffuso (da me condiviso) che nessuno illustri meglio le strategie e i principi di fondo che costituiscono la base di questa disciplina. Per chi vuole attingere il sapere direttamente dalla fonte e non teme una moderata quantità di inglese (in questo caso l'elemento principale sono le numerose fotografie) consiglio invece "Best Aikido: The Fundamentals" e "Best Aikido 2: The Aikido Master Course" (il nome non inganni: si tratta del necessario proseguimento del primo volume e non si rivolge ad un pubblico di soli maestri), scritti dall'erede diretto del fondatore dell'Aikido e unici testi del genere ufficialmente approvati dall'associazione internazionale da lui stesso creata al fine di preservarne e diffonderne nel mondo l'insegnamento. Ultimamente è stato anche pubblicato, sempre dallo stesso autore, quello che sembra quasi essere un terzo volume di questa serie: "Progressive Aikido: The Essential Elements", ma che, tutto sommato, non pare aggiungere molto di realmente significativo a quanto già illustrato nei primi due eccellenti libri, a parte forse una certa attenzione a posizioni e movimenti di base. Il fondatore stesso, Ueshiba Morihei, ci ha anche lasciato molti scritti, in particolare concernenti la filosofia e soprattutto l'etica dell'Aikido, così come suo figlio Ueshiba Kisshomaru. Per chi fosse interessato ad approfondire gli aspetti relativi agli effetti fisiologici (con argomentazioni scientifiche di alto livello, ma non dimenticando di evidenziare i legami con la medicina tradizionale cinese) e psichici della pratica dell'Aikido, in particolare per chi subisce la tecnica, quasi fosse, per chi viene reso soggetto alle leve o proiezioni, una sorta di estremamente salutare yoga dinamico, consiglio le opere di André Cognard (nel complesso comunque di lettura non sempre facile). Per quanto riguarda il jo, un libro ad esso interamente dedicato è questo "Jo: The Art of the Japanese Short Staff". Relativamente al Daito Ryu Aikijujutsu invece è stato di recente pubblicato finalmente anche in italiano l'ottimo testo "Le radici nascoste dell'Aikido. Aiki Jujutsu Daitoryu", oltre all'interessantissimo "Dayto-ryu Aikibudo. Storia e tecnica" del maestro Certa. E' del resto piuttosto probabile che, a voler investigare ancora più in profondità sulle origini delle tecniche di Aikido, si arrivi (come spesso accade in fondo parlando di cultura giapponese) all'antica tradizione cinese e in particolare, in questo caso, alla misteriosa arte del Chin Na (o Qin Na, Qinna, a seconda della trascrizione), il cui nome può essere tradotto come "l'arte di afferrare e controllare" o "l'arte delle prese e dei blocchi" e che in effetti, quanto meno nelle sue forme di base, ricorda molto da vicino l'Aikido, sebbene poi il suo insegnamento prosegua nello studio delle tecniche di pressione sui punti vitali della medicina tradizionale cinese, usate per paralizzare gli arti dellavversario o procurargli la perdita della coscienza. Per eventuali approfondimenti consiglio questo libro in italiano e questi in inglese. Si può poi dire che se il Dayto-ryu è il padre dell'Aikido, l'Hapkido coreano ne è per così dire il cugino, poichè innumerevoli sono i punti in comune tra le due arti, tanto nella pratica quanto nella filosofia, sebbene ad esempio l'Hapkido comprenda, tra le altre, anche tecniche di pugno e calcio (per approfondimenti consiglio questo libro introduttivo). Un discorso a parte merita infine "Aikido in everyday life. Giving in to get your way", splendido testo di uno dei pochissimi occidentali allievi di O Sensei, che, senza illustrare nessuna vera e propria tecnica di Aikido in quanto tale, spiega come applicarne i principi di base nel campo della risoluzione non violenta dei conflitti (non fisici, ma dialettici, verbali) che tutti i giorni ci troviamo ad affrontare (per un ottimo sunto degli argomenti trattati nel libro si veda qui). Per molti aspetti simile, se non altro per la volontà di portare l'Aikido al di là della pratica sul tatami, è anche l'ebook Aikido secrets to calm success scaricabile gratuitamente.
![]() |
Per chi poi
volesse veramente comprendere lessenza
dellAikido, non cè altra via che iniziare a praticarlo.
A questo proposito vi segnalo i siti delle principali
associazioni che si occupano della sua diffusione in
Italia. In primo luogo dunque l'Aikikai d'Italia, "filiale" nel nostro
paese della sopra citata organizzazione
fondata da O Sensei (appellativo a cui spesso si ricorre nel
riferirsi a Ueshiba Morihei, significa "il grande
maestro"), nella quale i suoi insegnamenti originari
sono stati rielaborati dai suoi discendenti diretti, a
cominciare dal figlio Kisshomaru, e che si contraddistingue per un
Aikido in cui l'attenzione è posta principalmente sulla
forma, sulla precisione ed eleganza del movimento,
sull'armonia del gesto, a sicuro discapito della
marzialità e del realismo delle tecniche. L'altra
organizzazione che vi segnalo è lAssociazione Italiana Aikido, che segue in particolare gli insegnamenti
di Hirokazu Kobayashi, allievo diretto di Morihei
Ueshiba, e ha il suo referente tecnico in Giampietro Savegnago, che è indubbiamente il maestro di Aikido
di nazionalità italiana più noto a livello
internazionale. L' Aikido insegnato in A.I.A.K.R. è a
prima vista meno rigoroso nella forma, decisamente meno
incentrato sull'estetica, ma caratterizzato da movimenti
più brevi e diretti e molto più orientato alla
concretezza e all'efficacia marziale. Citerei infine l'A.D.O.
U.I.S.P. Settore Aikido, che segue la metodologia didattica di Christian Tissier, uno dei più rappresentativi
maestri occidentali di questa disciplina, a sua volta
comunque 7° Dan dell'Aikikai di Tokyo. Tra i link
offerti dai siti, non mancano ovviamente gli elenchi di
tutti i centri italiani legati alle rispettive scuole. Numerose sono le risorse sullAikido offerte dalla rete. Comincerei di sicuro con il segnalare The Aikido FAQ, sito senza tanti fronzoli estetici, ma estremamente ricco di materiale di ogni sorta sull'Aikido, a mio parere il migliore online (sebbene non aggiornato da tempo). A me piacciono in particolare le sezioni dedicate agli aneddoti sulle esperienze della sua applicazione nella vita di tutti i giorni, ma in generale tutte le sue pagine sono complete e ben curate. Altro sito di riferimento è Aikiweb, interessante anche per la presenza di un forum di discussione specifico. |
Un forum dedicato all'Aikido è presente anche su Martial Arts Planet, ma personalmente lo ritengo un po' troppo improntato ad un confronto superficiale con le altre arti marziali. Se cercate qualcosa di analogo in italiano, potete cominciare dalla sezione Aikido del forum di questo sito.
Impostati più secondo la logica dell'online magazine sono poi Aikido World Journal, di cui è interessante come idea, ma per il momento non troppo convincente come risultato, la sezione Technical Tips, e Aikido Today Magazine, ma certamente in questo ambito il sito a mio avviso migliore (per varietà degli argomenti trattati, nonché per imparzialità e qualità degli articoli) è italiano e si chiama Aikime.
Sempre per quanto concerne i siti in italiano vi consiglio senza dubbio Aikido e dintorni, completo, multidisciplinare, ben fatto e ben tenuto.
Per eventuali acquisti online di uniformi o materiale di altro genere, vi segnalo e consiglio poi la JUTE Sport.
| Per quanto l'argomento risulti assai poco apprezzato dai puristi, è indubbio che parte dell'attuale fama di cui gode l'Aikido sia anche merito dell'attore Steven Seagal, che è maestro di quest'arte (7° dan, sebbene si raccontino diverse storie su come questo alto grado sia stato acquisito...) e, per lo meno nei primi film della sua carriera ("Nico" in particolare, poi "Duro da uccidere" e "Programmato per uccidere"), lo dimostra nelle scene di combattimento, in cui ai soliti pugni e calci dei "duri" americani sostituisce eleganti ed efficaci tecniche di Aikido. |
|
Infine, a titolo di curiosità, vi riporto il link di un sito dove si sta pubblicando a puntate un fumetto sull'Aikido e uno di un sito che propone un metodo fin troppo all'avanguardia per l'insegnamento dell'Aikido, basato su un software di animazione tridimensionale.
Riporto inoltre il link all'interessante e spiritoso blog di un mio amico, che ha seguito una sorta di lungo stage di Aikido direttamente presso la sede dell'Hombu Dojo a Tokyo.
