Il problema ambientale di Milazzo

Ambiente, ambiente, ambiente: fortissimamente ambiente

Millefiori appunti del dott. Claudio Italiano

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Ovvero l'interazione tra SOMA-PSICHE-AMBIENTE, principio su cui si basa la "salute" dell'individuo ed il ritorno al passato, per avere un futuro!  Il dott. Claudio Italiano, webmaster del sito cell. 338 327 52 51
Gastroepato aderisce alla protesta dell'associazione Tutela Salute dei Cittadini di Padre Giuseppe Trifirò, che terrà una manifestazione a Palermo il 2 dicembre 2004 per fare il punto sulla questione della salute e dell'ambiente nel comprensorio di Milazzo. Anche noi diciamo . Noi, tuttavia, per ragione del vero, non vogliamo essere solo polemici e distruttivi, ma costruttivi. Milazzo, è vero, è inquinata ma esistono dei luoghi ancora maestosi ed incontaminati che dobbiamo preservare, così come dobbiamo operare un restauro ambientale e con esso ripristinare il buon tempo antico, con i suoi usi e costumi. Vedi a tal proposito la pagina dedicata alla  Riserva di Capo Milazzo.

La campagna di Contura- San Paolino a Milazzo nel 1978

Immagine del 1978 che ritrae le campagne di Milazzo in c/da S. Paolino, coltivate a vigneto (uva Cardinale) ed agrumeti. Oggi le campagne sono smembrate e vi passa l'asse viario, numerosi palazzi sorgono sui terreni, rifornimenti ed un palazzetto dello sport

C'era una volta..

Milazzo, una città felice, dove un tempo la gente aveva vissuto dei proventi del proprio lavoro nei campi, nel mare...

prati di acetosella

Questo era un prato di acetosella gialla o sucameli, del 1978 ,prima della costruzione dell'asse viario

Questa è ormai una foto storica per noi milazzesi: la foto della buonanima della campagna di S. Paolino, una frazione di Milazzo, la foto è stata scattata nell'autunno 1978, ripresa dal terrazzo di casa mia, prima che costruissero l'asse di penetrazione, un simbolo dei nostri tempi scellerati, un'autostrada a 4 corsie che ha finito per smembrare ulteriormente le campagne. S. Paolino era una campagna, una località famosa per le sue acque, che affioravano copiosamente da pozzi freatici, già da 3 mt di profondità. Oggi i pozzi tendono a prosciugarsi e la falda acquifera si assottiglia. Nelle acque, poi, compaiono degli inquinanti, il dono dell'accumulo nell'ambiente dei regali delle nostre industrie pesanti. Spariscono pure le fonti di S. Opolo.

 

 

Prati ed ambiente da rivalutare

L'immagine a seguire rappresenta un ultimo prato di acetosella gialla,   detta volgarmente "erba medica" o definita dai ragazzi degli anni 60,  "sucamele" (cfr fiori di riserva ) ; è un prato del febbraio 1979. Oggi su questo prato sorge un bellissimo rifornimento di carburanti sull'asse viario. Che cosa

c'entra vi chiederete? C'entra perché i bambini dopo la sua distruzione del nostro ambiente se ne stanno in casa, come tanti animali d'appartamento, proprio come bestie nelle gabbie, e diventano sempre più nevrotici! I padri avrebbero dovuto ricordare che Iddio, un tempo, aveva concesso loro di giocare sui prati di "sucameli" ed essi avrebbero dovuto consentire, a loro volta, alle loro creature di godere di questa natura. Ma non è così.

La Baronia dove vorremmo istituire una riserva marina

Tramonto a Capo Milazzo, nei pressi di Punta Messinese, Riserva del Capo

La campagna di Milazzo - dicevamo - dava i suoi frutti e le sue feste, proprio così come Esiodo nel VII sec. a.C. scrive ne "Le opere e i Giorni", dove parla appunto de "La Città Giusta". Essa è governata da buone leggi...."E Milazzo era considerata un tempo una città privilegiata, la terra dove il Dio Sole, pascolava gli armenti, la terra del Gigante Polifemo e di Ulisse(cfr  Milazzo ). Le feste a cui facciamo riferimento erano quella della vendemmia, che si teneva già a Luglio nella frazione di S. Paolino, dove cresceva l'uva "cardinale" e quella della fine di ottobre nelle campagne di contrada

Bozzello, dove ora sorge una nota industria di Milazzo. Era una  festa perché già di primo mattino, le donne anziane che non potevano recarsi in campagna per la raccolta delle uve, si mettevano davanti al calderone per far bollire l'acqua per la pasta e cominciavano a preparare il sugo in un altro pentolone, per dedicarsi poi alla cottura delle carni ed aspettare gli uomini, le donne e tutti coloro, bambini compresi, e me compreso, che tornavano dalla vigna. E così pure, anche la raccolta del pomodoro, per la festa di San Giovanni, era un altro motivo di gioia e di socializzazione.

L'asse viario ha distrutto parte delle campagne di Milazzo in c/da S. Paolino, ecco le prime immagini, una volta costruite le strade..

Scrive Esiodo: "Nella Città giusta, governata da giuste leggi, sia per i cittadini che per gli stranieri, il popolo vive bene, la Città verdeggia, ed in essa la vita fiorisce; si diffonde la pace nutrice di giovani; la Terra produce per essi vitto copioso e le donne partoriscono figli simili ai padri! "

Esiodo vuole significare, cioè, che alla base di una buona società vi stanno giuste leggi, una vita di pace e di prosperità, dove i figli sono simili ai padri, poichè rispettano le tradizioni, la cultura del popolo e non è possibile per essi che i costumi si stravolgano, che i figli devino nella malattia, perchè ciò che è scritto nei geni della gente si perpetua in maniera saggia e giusta, e cioè il modo di essere e di fare.

Ma come in una brutta favola, anche a Milazzo venne l'Orco cattivo, impersonificato da ruspe gigantesche per il movimento terra e da camions  che distrussero in breve quanto l'uomo aveva costruito in sapiente opera di simbiosi con la natura. Furono così distrutte in qualche mese le campagne di Cacciola, di Bozzello ed Olivarella, e fu cementificato anche il Tono ( là dove il Dio Sole, Iperione, pascolava gli armenti ed il Ciclope Polifemo viveva nella sua grotta, sotto il Castello, dove custodiva le sue greggi. Anche  il Re Federico II andava a caccia in queste terre, e precisamente al parco, dove esisteva una Chiesa, la Madonna del Boschetto. Questa che segue appresso è la foto che ritrae la distruzione di alcune campagne,  quella di S.Paolino, con l'asse che ci ha penetrati  e le altre rappresentano l'Area Industriale di Milazzo, con le fabbriche.

Da allora, purtroppo, da quando cioè i milazzesi vengono strappati dalla terra nutrice e dalle loro usanze e costumi di rustiche e salse progenie, solo la pazzia diffonde ed impera tra i Milazzesi e lo stress si abbatte su di loro con tutte le maledizioni degli Dei. Per fortuna non tutto è perduto: restano le terre della Baronia e voi potete ancora vedere le foto di quella che spero diventi la "riserva del Capo".

baia s.antonino milazzo

Baia di S. Antonio in fiore (Chrisantemum Coronarium); siamo ai primi di Maggio e le prime foschie sorgono dal mare..

Possono essere deturpati questi beni che la Natura Provvida ha elargito ai Milazzesi? Ci chiediamo è giusto tutto ciò?

Per info su ambiente ed escursioni alla Riserva del Capo: Pippo Ruggeri di Legambiente del Tirreno +393683412665;

oppure cfr  indice ambiente