Anatomia del fegato

Anatomia del fegato,forma, rapporti

Notizie pratiche e generalità sul fegato

Il fegato è il più grande organo pieno dell'organismo umano, rappresentando nell'adulto dal 2% al 5% circa del peso corporeo. Esso rappresenta è la più grande ghiandola esocrina extraparietale annessa al canale alimentare, precisamente alla seconda porzione duodenale da cui embriologicamente deriva; secerne la bile che, tramite le vie biliari, viene riversata nel duodeno dove svolge importanti funzioni, soprattutto per quanto riguarda la digestione dei grassi.

 

Svolge un ruolo come organo impegnato nel metabolismo dell'organismo per la sua funzione glucogenetica (produzione del glucosio durante il digiuno) e di immagazzinamento del glucosio (funzione glicogenogenetica); produce i fattori della coagulazione vitamina K dipendenti; produce l'albumina; interviene nel metabolismo dei lipidi; svolge azioni di detossificazione dalle sostanze, in primis dalla bilirubina. Si trova interposto fra il circolo portale e quello della vena cava inferiore, ricevendo così il sangue venoso refluo dalla circolazione dello stomaco, dell'intestino tenue e della maggior parte dell'intestino crasso, nonché della milza. Come se avesse delle radici rappresentate dal sistema portale,esso riceve quindi i metaboliti assorbiti a livello intestinale e i prodotti del metabolismo splenico, giocando un ruolo fondamentale nella omeostasi metabolica dell'intero organismo. Quale organo-filtro presenta diversi tipi cellulari interessanti quali anche altri importanti tipi cellulari: i colangiociti, cellule epiteliali che costituiscono la parete delle vie biliari; le cellule endoteliali, che costituiscono la parete dei caratteristici capillari sanguigni del fegato detti sinusoidi; le cellule di Kuppfer e le cellule di Ito o cellule stellate, con funzioni rispettivamente di tipo macrofagico e di periciti; le pit cell, particolare tipo di linfociti natural killer, che si trovano in stretto rapporto con l'endotelio dei sinusoidi.

Forma, posizione e rapporti

Il fegato è situato nella loggia sottofrenica destra e, precisamente, nella parte destra della regione sovramesocolica dello spazio peritoneale della cavità addominale; in proiezione sulla parete anteriore del tronco, il fegato corrisponde all'ipocondrio destro e, in parte, all'epigastrio e all'ipocondrio sinistro. È situato, cioè, tra il diaframma - che lo separa in alto dalle pleure, dai polmoni e dal cuore - e, in basso, lo stomaco e il colon trasverso; posteriormente, si trovano i corpi delle ultime vertebre toraciche. L'aia epatica, ossia la proiezione del fegato sulla parete anteriore del tronco , è di forma grossolanamente triangolare ed è ben delimitabile, all'indagine semeiologica fisica, mediante la percussione (per quanto riguarda il limite superiore dell'organo) e mediante la palpazione (per quanto riguarda il limite inferiore). Il limite superiore dell'organo, che corrisponde alla cupola diaframmatica, è in proiezione definito da una linea che va dal 4° spazio intercostale-5a costa sulla linea emiclaveare di destra al 5° spazio intercostale sulla linea emiclaveare di sinistra. Il margine inferiore inizia a destra a livello della 9a-10a costa sull'emiclaveare, attraversa quindi l'epigastrio, per incrociare l'arcata costale di sinistra a livello della 6a-7a costa sinistra e terminare a livello del 5° spazio intercostale sulla emiclaveare di sinistra.
faccia viscerale del fegato

Faccia viscerale del fegato

Durante l'inspirazione il margine inferiore del fegato si abbassa di circa 1-2 cm. La forma dell'organo è stata classicamente paragonata a quella di un ovoide che abbia subito l'asportazione della sua porzione inferiore sinistra secondo un piano obliquo dall'alto in basso, da sinistra a destra, dall'avanti all'indietro; in proiezione anteriore, l'area sulla superficie del tronco appare grossolanamente triangolare. I principali diametri misurano circa 26-28 cm per il diametro trasverso, 16-17 cm per quello anteroposteriore, mentre il diametro verticale massimo è di circa 8 cm a livello del lobo destro. Nel vivente, il fegato ha un peso medio di circa 1900-2300 g nel maschio e 1800-2100 g nella femmina; di tali pesi, circa 400-800 g sono dovuti al sangue circolante che perfonde l'organo.La superficie del fegato, rivestita da una capsula connettivale (capsula di Glisson) e in gran parte dal peritoneo, è liscia e presenta due facce: una faccia diaframmatica o faccia anterosuperiore, una faccia viscerale o posteroinferiore. Presenta quindi due margini: un margine anteroinferiore libero, o margine acuto, e un margine posteriore arrotondato, o margine ottuso, da alcuni considerato come una vera e propria terza faccia (faccia posteriore). La faccia diaframmatica  o anterosuperiore è rivolta in alto e in avanti ed è delimitata anteriormente e in basso dal suo margine anteroinferiore e posteriormente dalla riflessione del peritoneo che forma il foglietto superiore del legamento coronario. Questa faccia è liscia e convessa e presenta all'osservazione un lungo solco, solco sagittale superiore, che si estende dal margine epatico anteriore a quello posteriore, decorrendo dal basso in alto e leggermente inclinato da sinistra verso destra. Il solco sagittale superiore divide la faccia diaframmatica in due parti o lobi: il lobo destro e il lobo sinistro. A livello del solco sagittale, i foglietti peritoneali che rivestono il lobo destro e quello sinistro si uniscono, andando a costituire il legamento falciforme, che si dirige verso la parete interna anteriore dell'addome: il solco corrisponde all'origine epatica del legamento falciforme e quindi al margine inferiore di questo. La faccia superiore del lobo destro è estesa e più convessa e presenta, soprattutto superiormente, solchi della lunghezza di 4-6 cm, di profondità variabile, orientati in senso anteroposteriore: le impressioni diaframmatiche, generalmente dirette in senso anteroposteriore.

faccia posteriore del fegato

Faccia posteriore del fegato

Anteriormente a queste e più in basso si può trovare un altro solco diretto dall'indietro in avanti e in basso, che è l'impronta determinata dal margine libero dell'arcata costale. Al di sopra del solco costale si possono trovare altri solchi minori, sempre lasciati dalle coste. La faccia viscerale, o posteroinferiore, è rivolta in dietro e in basso verso sinistra. La sua superficie è generalmente concava e irregolare, e presenta tre solchi: i solchi sagittali destro e sinistro e il solco trasverso, che costituisce l'ilo epatico (porta del fegato). I solchi sagittali individuano nella faccia viscerale tre zone: la zona destra, quella media e quella sinistra. Il solco trasverso, inoltre, divide la zona media in una parte anteriore e una posteriore, che corrispondono rispettivamente ai due lobi quadrato e caudato, non osservabili sulla superficie diaframmatica del fegato. Il solco sagittale destro, ampio e largo, presenta una parte anteriore e una posteriore. La parte anteriore, o fossa cistica, accoglie la cistifellea e si presenta ampia; essa raggiunge il margine anteriore del fegato che intacca a livello dell'incisura cistica. La parte posteriore, o fossa della vena cava, accoglie la vena cava inferiore e si estende sino al margine posteriore. La fossa cistica è separata dalla fossa della vena cava da un tratto di parenchima, il tubercolo caudato, che è un prolungamento del lobo caudato (di Spigelio). Il solco sagittale sinistro, profondo e più sottile, è anch'esso diviso in due parti. La parte anteriore contiene il legamento rotondo del fegato, residuo della vena ombelicale, che raggiunge il margine anteriore ove determina una incisura. La parte posteriore è occupata dal legamento venoso, residuo del condotto venoso (di Aranzio) presente nel feto. Il solco trasverso, che corrisponde all'ilo del fegato, è situato in posizione più prossima al margine posteriore che a quello anteriore. Esso misura 6-7 cm di lunghezza e 1 cm circa di larghezza e accoglie le formazioni del peduncolo epatico: dall'indietro in avanti, i rami di divisione della vena porta e dell'arteria epatica, i dotti epatici destro e sinistro, i linfatici del fegato e i rami nervosi del plesso epatico e del plesso biliare. I due solchi sagittali e quello trasverso delimitano sulla faccia viscerale del fegato quattro lobi: il lobo destro, situato a destra del solco sagittale destro; il lobo sinistro, situato a sinistra del solco sagittale sinistro; il lobo quadrato, situato tra i due solchi sagittali e davanti al solco trasverso, e il lobo caudato, situato tra i due solchi sagittali, ma al di dietro del solco trasverso.  La faccia viscerale del lobo destro presenta numerose depressioni (impronte) dovute ai rapporti con gli organi sottostanti, sui quali si appoggia: anteriormente, l'impronta colica dovuta alla flessura colica destra o epatica; posteriormente, le impronte del rene e del surrene di destra; quindi, quella duodenale situata fra le due precedenti, e lasciata dal rapporto con il tratto sovramesocolico della seconda porzione (discendente) del duodeno. La faccia viscerale del lobo sinistro è invece caratterizzata in primo luogo dall'ampia impronta gastrica, dovuta allo stretto rapporto con la piccola curvatura dello stomaco; dietro all'impronta gastrica, è presente un rilievo, il tubercolo omentale, e una depressione, l'impronta esofagea, dovuta allo stretto rapporto con la porzione addominale dell'esofago. Il lobo quadrato presenta sulla sua superficie, pressoché piana, le impronte dovute al rapporto con la faccia anteriore della parte pilorica dello stomaco e con la prima porzione del duodeno. Il lobo caudato (di Spigelio), situato posteriomente all'ilo e alla inserzione del piccolo omento, quindi all'interno della retrocavità degli epiploon, ha a sua volta rapporti con il pilastro destro del diaframma e con la vena cava inferiore. L'estremità anteriore del lobo caudato presenta due processi allungati: il processo papillare, tondeggiante, a sinistra e sporgente nel solco trasverso, e il processo caudato, a destra, che divide in due parti il solco sagittale destro.

Il margine ottuso (posterosuperiore o faccia posteriore) del fegato, convesso in senso orizzontale, è in rapporto con il diaframma; presenta una profonda incisura, o incisura vertebrale, dovuta al rapporto con la 9a-10a e 1 la vertebra toracica. Il margine (o faccia) posteriore del fegato è in rapporto con le formazioni che attraversano il diaframma, ossia con la vena cava inferiore, con l'aorta, con l'esofago e con i nervi vaghi; presenta inoltre, a destra della vena cava, l'im-pronta della ghiandola surrenale destra, mentre, a sinistra della vena cava, si trova l'estremità posteriore del processo caudato. Il margine (o faccia) posteriore pre-senta infine le due linee di riflessione peritoneale che costituiscono i due foglietti del legamento coronario, abbastanza distanziati fra loro, cosicché risulta in buona parte privo del rivestimento peritoneale (area nuda del fegato) e quindi a diretto contatto con il diaframma. Ai margini estremi, i due foglietti peritoneali costituenti il legamento coronario si avvicinano progressivamente, andando a formare, a destra e a sinistra, i due legamenti triangolari. Il margine anteroinferiore, più sottile e ad angolo acuto (margine acuto o tagliente), decorre da sinistra a destra e dall'alto in basso; mostra due incisure, la incisura ombelicale o del legamento rotondo e la più ampia incisura cistica, che corrispondono rispettivamente all'estremità anteriore del solco sagittale sinistro e all'estremità anteriore del solco sagittale destro.

segue anatomia funzionale del fegato

 

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