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Generalità.
Dopo
il successo che abbiamo avuto in rete con la nostra pagina sulle anemia,
ci sentiamo autorizzati ad andare avanti ed approfondire il tema
delle anemia, parlandovi in particolare delle anemie megaloblastiche.
Intanto spieghiamo velocemente la prima parte dell'emocromo, o almeno le
cose pratiche che dovete sapere quando il medico legge i vostri
risultati delle indagini ematochimiche.
Esempio
di esame emocromocitometrico.
WBC,
che significa globuli bianchi, nel nostro esempio sono 6.080 perchè si
moltiplica il valore x 1000 e nella colonna a fianco leggi i valori
nella norma tra 4000 e 10.000. Poi leggi i Globuli rossi, quindi il
contenuto in emoglobina in grammi per decilitro, qui 13,30 (si tratta di
una mia paziente), l'ematocrito, cioè la quota corpuscolata e quindi il
nostro benedetto MCV, cioè il volume del globulo rosso (vedi anche microcitemie).
Una
delle condizioni anemiche (cfr generalità sulle anemie)
che più di frequente si riscontra in
medicina interna è l’anemia megaloblastica. Come sappiamo, per
parlare di anemia, dobbiamo avere una quantità di emoglobina in grammi
ridotta, in genere sotto 9,5 grammi/dl, e, se andiamo ad
osservare, il volume corpuscolare del globulo rosso o MCV (cfr
immagine dell'emocromo) sapremo distinguere le forme microcitiche da
quelle megaloblastiche, controllando appunto dall'indagine emocromo i
valori in micron cubi delle cellule, che nel nostro caso sono sempre
superiore a 100 micron cubi.
Questa
forma caratterizzata dalla presenza nel midollo ed a volte anche nel
circolo sanguigno, di megaloblasti abnormi, cioè di cellule derivate
dagli eritroblasti, ossia i precursori degli eritrociti che hanno
dimensioni notevole per un difetto che deriva dalla mancanza di vitamina
B12 (introdotta con la dieta
e contenuta nelle proteine animali, nella carne, pesce, uova, latte, e
in piccole quantità con i vegetali. ) e di acido folico, ma queste
ultime forme sono più evidenti nel paziente dedito all’alcool.
Tale vitamina è assorbita nell’ileo terminale, per cui nel morbo
di Crohn si può avere alterazione del suo assorbimento e lo stesso
nella gastrite
atrofica, dove è risaputo che il fattore di Castle è alla base del
suo assorbimento. La cellula, cioè, si accresce senza però dividersi
ed il nucleo assume grandi dimensioni. L’acido folico è essenziale
nella sintesi della metionina, un aminoacido importante per la sintesi
dei globuli rossi e nella gravidanza il suo valore può abbassarsi, e lo
stesso dicasi per la vitamina B12.
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Le alterazioni megaloblastiche sono
dovute quindi ad alterazioni della sintesi del DNA, mentre la sintesi
dell'RNA continua, dando luogo a un aumento della massa e della
maturazione del citoplasma, ma non del nucleo della cellula. Il
megaloblasto resta nel midollo osseo dove si determina una eritropoiesi
inefficace perché la cellula si rompe e muore liberando bilirubina
indiretta ed incrementando la quota di acido urico nel sangue. Ma la
carenza di vitamina B12 è responsabile anche di danneggiamento nella
sintesi di altre linee cellulari del midollo osseo emopoietico, in
particolare della sintesi dei trombociti (trombocitopenia) e dei
leucociti, con leucopenia e modifiche nella segmentazione dei
granulociti neutrofili, che risultano ipersegmentati, sempre per causa
della eritropoiesi inefficace.
Le
anemie megaloblastiche si dividono in:
-
anemie
da carenza di acido folico, ma sarebbe più corretto definirle macrocitiche;
-
anemie
da carenza di vitamina B12, che a loro volta si dividono in anemie
perniciosa ed altre forme di carenza di vitamina B12, in
genere da farmaci che interferiscono nella utilizzazione dell’acido
folico, per esempio i citotossici, antitumorali, analoghi delle
purine e delle pirimidine che costituiscono per così dire i
"mattoni" del DNA o da farmaci immunosoppressori.
Sindrome
di Guglielmo, che è considerata una mielodisplasia che muta in
una forma di leucemia
mieloide acuta. Il chiarimento dell'eziologia e della fisiopatologia
è di importanza cruciale nell'anemia megaloblastica.
Anemie
megaloblastiche o Anemie
da deficit di Vit. B12 (cianocobalamina).
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Eziopatogenesi:
a)
insufficiente apporto alimentare, cfr alimenti
contenenti vitamina B12
b) malassorbimento per deficit
del fattore intrinseco gastrico, gastrectomia
c) malattie
dell'ileo terminale, come
ileite, sprue tropicale, resezione
intestinale, carcinomi; o poliposi gastrica, atrofia della mucosa
gastrica per gastrite
cronica,
d) parassitosi,
cestodi
, parassiti del pesce, batteri intestinali e farmaci, ac. paraimmosalicilico.
e)
sono secondarie a
carenza di B12 se la vitamina non viene introdotta con la dieta (anemia
dei vegetariani ed anemia megaloblastica del lattante, |
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Assorbimento
della vitamina B12.
La cobalamina è
situata in un anello tetrapirrolico come l'eme, però non può
essere sintetizzata e si trova nelle carni e nei formaggi. Il
fabbisogno è di 2,5 microgramm/die; durante la digestione vi è
una glicoproteine vettrice R che la veicola nello stomaco; il
fattore intrinseco, prodotto nello stomaco, di peso 50 kDa,
dalle cellule parietali dello stomaco, consente l'assorbimento
della B12 nell'ileo terminale, dove il complesso
F.Intrinseco+Vit.B12 è internalizzato e la vitamina assorbita. Il
ruolo della vit B12 risiede nel suo ruolo di costituzione degli
enzimi cobalaminici che intervengono nel trasferimento di gruppi
metilici al 5 metil tetraidrofolato fino alla formazione di 5,10
metil tetraidrofolato. Per cui nelle terapie prima occorre
somminitrare Vit. B12 e poi anche acido folico; infatti entrambe
le due vitamine intervengono in reazioni enzimatiche per la
sintesi degli acidi nucleici (DNA), e quindi per il ricambio dei
tessuti, ripristino delle strutture del Sistema Nervoso Centrale. |
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Anemia
perniciosa o M. di Addison-Biermer, dovuta appunto alla carenza
del cosiddetto fattore intrinseco, prodotto a livello antrale che
consente l’assorbimento della vitamina. Esso è deficitario
nella gastrite
cronica atrofica.Compare astenia, senso
di peso epigastrico (dolore)
post-prandiale, saltuaria diarrea, sensazioni
urenti alla lingua (glossite di Hunter), disturbi
neurologici dovuti a demielinizzazione con degenerazione assonica
; i disturbi vanno dalle parestesie, difficoltà ad afferrare gli oggetti o a
camminare o psichici come apatia, diminuizione della memoria, depressione, demenza e psicosi. |
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Diagnosi
dell'anemia megaloblastica. a)
controllare l'emocromo, i valori del contenuto di emoglobina in
g/dl ed il valore di MCbV.
b)
dosare i valori della
cobalamina vanno nel siero tra 200 -900 pg/ml; valori inferiori a
100 pg/ml indicano deficienze degne di nota e dell'acido folico; |
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c)
Test di Schilling: si
effettua per studiare la patogenesi; si somministra una dose di
cobalamina radioattiva per os e si ricerca la quota di
radioattività escreta con le urine delle 24 ore; se c'è stato
malassorbimento nelle urine non si trova radioattività; si
aggiunge a questo punto il Fattore intrinseco+ vit. B12 e si
ripete l'operazione; in questo caso o l'assorbimento è avvenuto e
dunque la ragione della carenza di Vit. B12 risiedeva nella
carenza di Fattore intrinseco, oppure l'assorbimento non è
avvenuto per altre cause che vanno individuate per es. nella
sindrome dell'ansa stagnante, nella contaminazione batterica. |
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Anemie macrocitiche da carenze di
folati. |
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Deficit
di folati.
Escludere innanzitutto il deficit della Vit B12
perchè la somministrazione di folati può peggiorare il
quadro!.
Una dieta normale contenente acido folico non può causare questa
affezione che, invece, è propria dell’alcolista, del
morbo
celiaco, nella steatorrea idiopatica, nell’emodializzato, nelle
anemie emolitiche croniche.
Cause
dell'anemia macrocitica :
a) insufficiente apporto
alimentare che però è raro perchè la vitamina è contenuta negli
ortaggi;
b) etilismo
c) aumentato fabbisogno: gravidanza,
allattamento, accrescimento, neoplasie, malattie croniche
desquamanti della cute, emodialisi;
d) sindromi da
malassorbimento,
sprue tropicale e non tropicale
e) farmaci, barbiturici, etanolo,
metotrexato, azatioprina, idrossiure. |
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I folati intervengono
quali coenzimi nel trasferimento di unità di carbonio sotto forma
di gruppi metilici, la cui fonte è la serina. Esempio: la sintesi
delle purine, |
4) Anemie da insufficienza midollare.
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Anemia
aplastica o arigenerativa, si caratterizza per pancitopenia o
depressione della serie rossa e/o bianca e/o piastrinica. Può
verificarsi quale reazione tossica a diverse sostanze chimiche, a
medicamenti (benzoli, arsenobenzoli, anticonvulsivanti, chinino,
piramidone, coloranti per capelli, chemioterapici ed antiblastici,
radiazioni ionizzanti, raggi X).Laboratorio: emazie <1.000.000,
globuli bianchi sotto 2000/mmcubo, neutropenia e linfocitosi
relativa; compaiono febbre, e fatti settici concomitanti. |
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Aplasia
pura della serie rossa. Si associa a tumori timici nel 30-50%
degli adulti. Sono stati descritti anticorpi anti-precursori dei
globuli rossi. |
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Anemie
mielodisplastiche. Le anemie mielodisplastiche dette anemie
refrattaria con eccesso di blasti, preleucemia, sindrome
dismielopoietica o mielosi eritremica cronica, hanno in comune una
primitiva anormalità del midollo con disordine e maturazione ed
insufficienza a produrre un adeguato numero di globuli rossi
maturi. |
Diagnosi di
laboratorio delle anemie in genere.
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emocromocitometrico
completo della formula di Arneth:
(per valutare l’ematocrito
Hct ossia la % tra la componente corpuscolata e quella liquida, il
numero dei globuli rossi, dei globuli bianchi e le percentuali di
distribuzione tra granulociti, linfociti, monociti, eosinofili,il
tasso di Hb in grammi, l’ VMC o MCV e la MCHC, vedi sopra ecc). L’emocromocitometrico
consente di avere la conta dei globuli bianchi o leucociti; gli
elementi che li compongono sono rappresentati dai granulociti o
polimorfonucleati (suddivisi in basofili, eosinofili), dai
linfociti e dai monociti; essi sono mediamente 5.000-9.000 per l’uomo
e 4.000-7.500 per la donna e determinano la formula leucocitaria
così costituita: |
-granulociti neutrofili 55-70%
-granulociti eosinofili 1-4%
-granulociti basofili 0,1 -1%
-monociti 2-8%
L’aumento dei neutrofili, può aversi nelle
malattie dovute ad infezioni batteriche da gram positivi, nelle
suppurazioni (carie dentarie, tonsilliti ecc.), nelle neoplasie (!!!),
nell’infarto del miocardio, nelle ustioni, nelle affezioni del
polmone; un calo leucopenia, si può avere nel Kala-azar,
tubercolosi, malattie infettive come tifo, paratifo, melitense,
influenza, LES, ipersplenismo, radiazioni, shock, ipotiroidismo,
iposurrenalismo)
Un aumento della componente eosinofila si avrà
nelle anemie perniciose, leucemia eosinofila,
morbo di HodgKing, dermatopatie,
psoriasi, infestazioni da
parassiti, allergopatie,
gastroenterite eosinofila.
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reticolocitemia:
per valutare la presenza di reticolociti in circolo, espressione
di fatti emolitici e di rigenerazione dei globuli rossi dopo un
fatto emorragico se l'organismo è in grado di ripristinare la
massa circolante degli eritrociti; di norma i reticolociti
sono il 2%, ma possono accrescersi se vi è emolisi, per es. (aa.
normo-ipo-iperrigenerative); |
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resistenze
osmotiche: In condizioni normali essa oscilla tra 0,45 e 0,35
per le soluzioni sodio-cloruro, cioè il g.r. mantiene la sua
integrità in queste situazioni limite, grazie ai sistemi di pompa
di cui è dotato. Tuttavia la resistenza osmotica aumenta
nelle sindromi talassemiche, nelle anemie drepanocitiche. Si
riduce: nelle anemie emolitiche acquisite, secondarie ad
epatopatie, nelle neoplasie, nell’anemia perniciosa. |
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VES
: (velocità di eritrosedimentazione, espressione della velocità
con la quale le emazie sedimentano, espressione del contenuto di
diversi componenti del plasma:alfa e beta globuline, fibrinogeno e
parte corpuscolata. L’indice di Katz è uguale ad un rapporto
tra a+b/2 suddiviso ancora per 2, dove a= valore in mm di
sedimentazione alla 1° ora e b= valore in mm di sedimentazione
alla 2° ora; il tutto è espressione della capacità delle
componenenti del sangue (falso colloide) a stare in sospensione.
La VES aumenta: nelle anemie, nelle infezioni, nelle leucosi
acute, nelle epatopatie per ipoalbuminemia, nei tumori (!!!), dopo
interventi chirurgici, durante la febbre, ; la VES si riduce:
nelle poliglobulie (infatti il sangue sedimenta male per pletore
di g.r.!), nel morbo di Vaquez, nelle epatopatie, nelle
iperalbuminemie |
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bilirubina
indiretta: espressione se aumentata di emolisi in quanto è
prodotta dal
catabolismo della
bilirubina
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sideremia:
espressione del ferro sierico che di norma è di 65-185 microgrammi%,
meno nella donna ,per ciclo e gravidanze. Condizioni di iposideremia
sono: insufficiente apporto con la dieta (vegetariani), disturbo
dell’assorbimento, splenectomia, malattie infettive, epatopatie,
emorragie acute e croniche; condizioni di ipersideremie sono l’emocromatosi,
anemia perniciosa, cirrosi epatica, sindromi emolitiche congenite, ipotiroidismo. |
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transferrina:
è un parametro che indica l’avidità con cui la trasnsferrina
capta il ferro, e si incrementa nelle forme insature nelle anemie
sideropeniche); rappresenta la quota di ferro nel plasma; |
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ferritinemia:
rappresenta le forme di deposito del ferro. |
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aptoglobina:
si incrementa nelle forme emolitiche. |
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tests
di Coombs diretto ed indiretto: valuta eventuali anticorpi nelle
forme emolitiche autoanticorpali , vedi sopra. |
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dosaggio
della Vit. B12 e dell’acido folico: utile nelle forme
macrocitiche. |
CENNI DI TERAPIA.
E’ sempre demandata allo specialista ematologo,
specie nelle forme gravi! Non esiste una terapia unica per tutte le
anemie! Essa può andare dalla somministrazione di ferro per os o in
vena, nelle forme con malassorbimento ma bisogna prima escludere le
perdite ematiche e, di conseguenza, di ferro! Nelle forme macrocitiche
e/o megaloblastiche si somministrano Vit B12 ( 1000 gamma/die per
brevi periodi) ed acido folico (1-5 mg/die) . Il ferro è
sconsigliato nelle forme emolitiche ( ! );
IN OGNI CASO LA TERAPIA E’ UN ATTO STRETTAMENTE MEDICO E, TALORA,
ALTAMENTE SPECIALISTICO.
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ematologia
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