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Un
caso clinico di annegamento in acqua dolce:
appunti
del dott.
Claudio Italiano
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Un
giovane paziente giunge alla nostra attenzione proveniendo dalla
rianimazione.
Si è immerso in piscina a lungo, una piscina ovviamente che
conteneva acqua dolce clorata ed, insieme ad un gruppo di amici,
non sapendo nuotare, facendo il bagno di notte, è stato colto
da malessere, ed è rimasto senza coscienza per una manciata
infinita di secondi, e l’acqua dolce ha cominciato ad entrare
nei polmoni. Si è, dunque, verificato un annegamento da acqua dolce. Quando
il paziente giunge al Pronto soccorso, la sua emogas documenta
grave ipossemia (pO2 48.1 mmHg
, pCO2 38.4 pH 7.342 K+ 2.95 mmol/L . ) Si
procede ad intubazione orotracheale e prima viene effettuata una
toilette delle vie respiratorie che evidenzia la essudazione di
liquido siero-ematico in copiosa quantità. L’emocromo
evidenzia leucocitosi neutrofila. Il paziente viene trattato con
Ventilazione assistita meccanica, si stabilizza l’emodinamica,
si prescrive antibiotico (sulbactam ed ampicillina, gentamicina,
si somministrano potassio 30 mEq e bicarbonati). In terza
giornata transita in reparto di medicina, per proseguo cure ed
osservazione, una volta estubato. In reparto fu evidenziata una
emolisi massiva, che
causò rialzo dei valori della bilirubina
indiretta per circa una settimana.
Annegamento
da acqua dolce e da acqua salata.
E’
importante questa distinzione, perché non si tratta della
stessa evenienza. Nel primo caso,
l'acqua dolce che,
come sappiamo, non essendo carica di Sali, è
ipotonica rispetto al sangue, che ha una sua osmolarità di
circa 300 milliosmoli e, pertanto, entrata negli alveoli, passa
per il principio della osmosi, a diluire il sangue, essendo
viene rapidamente assorbita dal sistema dei capillari alveolari
polmonari. Una volta in circolo il danno diventa evidente: |
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a)
il
volume del sangue si in crementa (ipervolemia)
b)
il
sangue si diluisce e la sua osmolarità (emodiluizione) si
riduce
c)
i
globuli rossi che non trovano il loro ambiente
“fisiologico”, vanno incontro ad emolisi (distruzione dei
globuli rossi), perché le loro pompe ioniche non riescono a
bilanciare la perdita di soluti,
d)
la
rotture dei globuli libera potassio in circolo e ne deriva
iperpotassiemia ed anemia.
e)
Il
cuore sia per l’ischemia, sia per le alterazioni del circolo (iperpotassemia
improvvisa )e lo stress subito, subisce un danno col il rischio
di fibrillazione ventricolare a cui fa seguito il rapido arresto
del cuore. |
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Nell’annegamento
da acqua salata, essendo l'acqua di mare ricca di sali,
cioè ipertonica, il meccanismo è all’inverso rispetto al
precedente. Infatti l’acqua salata negli alveoli provoca il
passaggio di liquidi (plasma e di proteine) dai capillari
sanguigni verso gli alveoli. Ciò provoca:
a)
per
perdita del volume di sangue circolante
b)
Anossia
per il fatto ostruttivo causato dalla presenza di acqua nelle
vie respiratorie ( cfr apparato_respiratorio
),
c)
emoconcentrazione
in assenza di emolisi e quindi senza alterazioni della
potassiemia,
d)
non
fibrillazione
ventricolare,
ma una graduale diminuzione della forza contrattile cardiaca con
collasso
cardiovascolare
e asistolia irreversibile. |
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Nell’annegamento
avremo una serie di momenti di cui la durata complessiva varia, se
questo avviene in acqua dolce o salata infatti la durata è di 3-5
minuti nell'annegamento in acqua dolce e di 6-7 minuti nell'annegamento
in acqua di mare. Le fasi sono:
a)
fase
della sorpresa
in cui il soggetto compie il primo atto di respiro e poi si blocca
b)
fase
della resistenza,
in cui si blocca la glottide ed impedisce il passaggio di acqua.
c)
Fase
della dispnea respiratoria,
con ipercapnia e respiri affannosi anche sott’acqua
d)
Fase
apnoica
con perdita di coscienza
e)
Fase
terminale
con gasping (boccheggiamento)
Cosa
fare in caso di un annegamento?
Il
paziente va rianimato ma prima viene posizionato in posizione
laterale di sicurezza.
(cfr
: Il
primo soccorso rianimazione
)
In
sostanza si mette di fianco per consentire che smaltisca quando
ingurgitato e si effettuano manovre per aiutarlo in tal senso, cioè a
liberare le vie respiratorie e a non fare inalare acqua o rigurgiti.
A
questo punto, valutate le sue funzioni vitali (BSL), battito cardiaco
compreso, si attuerà la respirazione bocca a bocca. Di tanto in tanto
si provvederà ad attuare la cosiddetta pratica del G.A.S, cioè
guardare, ascoltare e sentitre se riparte il cuore ed il respiro, magari
con colpi di tosse, mentre si chiama il 118 in Italia ed il 112
all’estero per ottenere i soccorsi specifici.
Talora può essere indicata la manovra
di Heimlich,
per
consentire la liberazione delle vie respiratorie dall’acqua. Il
soccorritore si pone alle spalle dell'infortunato e lo cinge ponendo il
pugno chiuso alla bocca dello stomaco, tra lo sterno e l'ombelico. A
questo punto preme in modo rapido, forte e ripetuto il pugno verso la
testa dell'infortunato facendo contemporaneamente anche pressione
sull'addome. L'infortunato dovrebbe rigettare immediatamente l'oggetto
che gli ha ostruito le vie aeree. Una volta che l'acqua è defluita
possiamo stendere l'annegato in posizione supina e procedere con la
respirazione artificiale. Nel caso che anche il battito cardiaco sia
assente bisogna attuare oltre alla respirazione artificiale anche il
massaggio cardiaco.
indice
della visita del paziente
index |
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