Apparato vestibolare e vertigine.

 

Perchè la vertigine? Perchè esiste nel nostro organismo un organo dell'equilibrio che è rappresentato dal sistema vestibolare dell'orecchio interno. Esso è composto da recettori della posizione del corpo nello spazio e recettori per i movimenti. In caso di irritazione per infiammazione o per intossicazione e dismetabolismo, il recettore lancia dei segnali fuorvianti al cervello ed ai nucleo che regolano la posizione degli occhi, generandosi un fastidioso movimento pendolare degli occhi che si definisce "nistagmo". I propriocettori contenuti nell'utricola, nel sacculo, e nei canali semicircolari ricevono stimoli specifici scatenati da movimenti di accelerazione, sia rotatoria che lineare della testa. Questi stimoli contribuiscono al mantenimento del tono muscolare e della corretta posizione degli occhi durante i movimenti della testa. Le alterazioni di queste funzioni si traducono rispettivamente nella vertigine, in turbe dell'equilibrio e nell'instaurarsi di una successione di movimenti dei bulbi oculari definita come «nistagmo vestibolare». La vertigine è la sensazione che consegue alla modificazione dei rapporti del nostro schema corporeo con l'ambiente che ci circonda. La codificazione di questi rapporti, da cui deriva il nostro equilibrio statico e dinamico, è legata a manifestazioni riflesse scatenate dall'integrazione, nel sistema nervoso centrale, di stimoli visivi, propriocettivi muscolo-tendinei ed auricolari a punto di partenza dal labirinto membranoso posteriore (utricolo, sacculo, canali semicircolari). Questa modificazione dei rapporti del nostro schema corporeo con l'ambiente che ci circonda può pertanto rispondere a cause molteplici. La vertigine auricolare o labirintica presenta però carattere nettamente rotatorio, costituito più frequentemente da una sensazione di rotazione degli oggetti circostanti attorno alla propria persona (vertigine oggettiva), oppure meno spesso da una sensazione di rotazione della propria persona rispetto all'ambiente che la circonda (vertigine soggettiva). Essa è accompagnata da manifestazioni vasomotorie e neurovegetative (pallore cutaneo, sudorazione, nausea, vomito, ipotensione, miosi, bradicardia, aumento della peristalsi intestinale), da disturbi dell'equilibrio (caduta, lateropulsione), da acufeni, spesso, ma non sempre, da ipoacusia. Non è mai accompagnata da perdita di conoscenza.

 

 

La frequente associazione della vertigine labirintica con manifestazioni di tipo acustico (acufeni, ipoacusia) dimostra che molto spesso la causa che la provoca agisce su entrambi i settori che compongono l'orecchio interno. I caratteri della vertigine consentono spesso di individuare la sede della lesione che l'ha provocata. Ciò presuppone pertanto la conoscenza delle strutture anatomiche che formano l’apparato vestibolare e della loro funzione.

Apparato vestibolare

L'apparato vestibolare è costituito dai recettori del labirinto membranoso posteriore (utricolo, sacculo, canali semicircolari), dal ramo vestibolare dell'VIII dai nuclei della regione bulbo-protuberenziale in rapporto con esso e dalle vie nervose che collegano questi nuclei con altri centri del sistema nervoso, in particolare con il cervelletto con la sostanza reticolare, con i nuclei oculomotori e con i motoneuroni spinali. Sia dall'utricolo che dal sacculo, formazioni vescicolari contenute nel vestibolo osseo ed immerse nella perilinfa partono due piccoli canali (canale utricolare e canale sacculare) dalla cui unione origina il condotto endolinfatico che si impegna nel canale endolinfatico e che termina con una espansione (sacco endolinfatico), situata sulla faccia posteriore della rocca petrosa, al di sotto della dura madre. La superficie interna dell'utricolo e del sacculo è rivestita da uno strato semplice di cellule epiteliali, che in una particolare zona, detta zona della macula, si ispessisce e si differenzia in cellule di sostegno e cellule sensoriali. Le cellule di sostegno presentano nella parte più superficiale un bordo anulare che, unendosi a quello delle altre cellule dello stesso tipo, disegna un mosaico di spazi nei quali si incastra la parte cuticolare delle cellule sensoriali con il loro pelo acustico: Le cellule sensoriali sono cellule epiteliali differenziate, che posseggono sulla loro superficie libera, una serie di ciglia, rappresentate da un chinociglio e da una serie di 50-100 stereociglia. Il chinociglio, che origina da un corpo basale è situato ad una estremità della superficie cellulare. Le stereociglia hanno altezza inferiore a quella del chinociglio: questa altezza gradualmente diminuisce man mano che dal chinociglio si procede verso l'estremità opposta della superficie libera della cellula. Il chinociglio ha struttura submicroscopica analoga a quella delle ciglia vibratili dell'epitelio respiratorio, struttura costituita da 9 coppie di microtubuli e da 2 filamenti centrali. Le stereociglia sono invece costituite soltanto da una estroflessione della membrana cellulare che contiene citoplasma scarsamente differenzialo. Le estremità del chinociglio e delle stereociglia sono immerse in una massa di sostanza gelatinosa, definita come «membrana otolitica» ricoperta a sua volta da uno strato "di cristalli"di carbonato di calcio detti «otoconi» od «otoliti».   Nelle  macule  esiste  una  striscia centrale “striola» praticamente priva di cellule cigliate. Nella macula dell’utricolo tutte le cellule hanno il chinociglio orientato verso la parte centrale, mentre nella macula del sacculo il chinociglio è orientato verso la parte periferica della macula stessa. I movimenti delle ciglia inducono lo scatenarsi dei fenomeni cellulari che danno origine allo stimolo nervoso. Anche in condizioni di riposo si può osservare l'esistenza di attività elettrica spontanea nel nervo vestibolare. Quando il ripiegamento delle ciglia avviene in direzione del chinociglio, si instaurano fenomeni di depolarizzazione che producono un aumento delle scariche ricavate. Quando invece il ripiegamento avviene in direzione opposta, l’iperpolarizzazione che ne deriva riduce il numero dei potenziali d'azione nervosi in virtù dei fenomeni inibitori che essa scatena. Considerazioni analoghe valgono per le cellule delle creste ampollari.orecchio interno

sisetma vestibolare

Le cellule sensoriali

Le cellule sensoriali si distinguono in cellule a fiasco e cellule prismatiche. Sia le une che le altre stabiliscono con le fibre nervose contatti sinaptici di tipo afferente e di tipo efferente. La parte di maggior diametro della cellula a fiasco è circondata dall'espansione terminale della fibra nervosa afferente, all’esterno della quale si trovano altre terminazioni nervose, che contengono numerose vescicole, e che rappresentano i bottoni sinaptici delle fibre vestibolari efferenti. Nelle cellule prismatiche invece le terminazioni nervose di tipo efferente giungono direttamente a contatto con la cellula sensoriale. La macula dell'utricolo è posta sulla faccia inferiore ed in parte su quella anteriore della vescicola; la macula del sacculo è posta invece sulla faccia mediale, secondo un piano verticale antero-posteriore. I recettori delle macule dell'utricolo e del sacculo, stimolati per compressione o per trazione della membrana otolitica, informano i centri sulla posizione del campo in rapporto soprattutto alle sollecitazioni legate alla forza di gravità e ad accelerazioni di tipo rettilineo. Essi registrano dunque gli impulsi derivati dalla posizione della membrana in condizioni statiche per effetto della forza di gravità ed in condizioni dinamiche per effetto di accelerazioni rettilinee. Negli spostamenti del capo in senso antero-posteriore, vale a dire nei movimenti di flessione e di estensione del capo, modificano la pressione o la trazione che la membrana otolitica esercita, anche in condizioni statiche, sulle ciglia delle cellule della macula dell'utricolo; gli impulsi che partono da queste cellule influenzano il, tono dei muscoli a funzione estensoria e di quelli a funzione flessoria. Nei movimenti di inclinazione laterale del capo le ciglia delle cellule delle i macule del sacculo, registrano invece le modificazioni della pressione c dello stiramento che la membrana otolitica esercita su di esse anche in condizioni statiche; gli impulsi che partono da questi recettori possono modificare il tono dei muscoli a funzione abduttoria e di quelli a funzione adduttoria. Osservazioni di particolare interesse sulla funzione del sistema vestibolare derivano dai rilievi ottenuti in stato di imponderabilità, quale si verifica nei voli aerospaziali. Nello stato di imponderabilità si osserva in primo luogo una «deafferentazione fisiologica» dell'apparato otolitico, ed in particolare dei recettori della macula dell'utricolo senza effetti corrispondenti sui recettori del sacculo e dei canali semicircolari. I recettori utricolari, come è stato detto in precedenza, sono sensibili allo stimolo costante rappresentato dalla forza di gravità terrestre. Nello stato di imponderabilità questi recettori non sono più sottoposti a questo stimolo, con conseguente scomparsa, come è stato dimostrato in esperimenti eseguiti sulle rane, dell'attività elettrica spontanea di singole fibre nervose in rapporto con i recettori utricolari. Nelle condizioni sopracitate si verificano nell'uomo disturbi dell'orientamento corporeo ed in particolare della posizione corporea verticale, che si traducono nel «fenomeno dell'illusione di inversione», consistente nella sensazione di avere il capo rivolto in basso. All'utricolo fanno capo i tre canali semicircolari membranosi (laterale, posteriore, superiore) immersi nella perilinfa e racchiusi in altrettanti canali ossei, di cui ripetono con esattezza la direzione. Essi contengono endolinfa, hanno calibro pari circa ad 1/4 del canale osseo, al cui margine periferico essi aderiscono per fusione dell’ endostio con il loro involucro connettivale. Sono disposti in tre piani perpendicolari fra di loro. Il piano in cui è posto il canale semicircolare laterale forma un angolo di circa 30° aperto in avanti rispetto al piano orizzontale passa per il processo zigomatico dell'osso temporale. I piani su cui sono posti i canali semicircolari posteriore e superiore formano tra di loro un angolo di 90° aperto in avanti ed in fuori. Il canale superiore di un lato ed il canale posteriore dell'altro lato sono posti all'incirca sullo stesso piano. In ogni canale semicircolare si riconoscono un io semplice ed un braccio ampollare, che si dilata per contenere la cresta ampollare situata in prossimità dello sbocco del canale nell’utricolo. Ogni braccio ampollare sbocca per proprio "conto nel vestibolo; anche il braccio semplice del canale semicircolare laterale sbocca per suo conto nell'utricolo, mentre quelli dei canali po-steriore e superiore, prima di immettersi nell'utricolo, si fondono in un tratto unico detto braccio comune.

 

Per approfondire il tema:

  • La sindrome vertiginosa

  • Il paziente con turbe dell'equilibrio

  • cfr indice ORL