--> L'approccio al paziente

 

 

Il dott. Claudio Italiano cell. 338 327 52 51 riceve in Milazzo MessinaL'APPROCCIO AL PAZIENTE.

a cura del dott. Claudio Italiano                     oppure vai all'indice della visita medica del paziente

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 Dottore, quali analisi devo fare e perché?

Prima di andare dal vostro medico a richiedere indagini di laboratorio inutili, magari senza sapere per quale ragione,  oppure vi chiedete perchè il medico che vi ha in cura sulla base del riscontro dei segni clinici, vi abbia prescritto determinate indagini,  vediamo più da vicino quali sono gli esami che routinariamente si effettuano per un controllo clinico e per quale ragione. In questo sitoweb, in modo pratico, cercheremo appunto di spiegare come approcciare un paziente.

Vigilare sulla propria salute è dovere di ciascuno di noi: riteniamo che le analisi di laboratorio siano un momento fondamentalei per una migliore conoscenza del proprio corpo e quindi per uno screening che possa prevenire ed allontanare le malattie, prolungando in noi un periodo di benessere. Uno screening può infatti fornire idee ben precise circa lo stato di salute di un individuo; se poi alle indagini del sangue  chimico-fisiche, si associano quelle strumentali, allora le informazioni sono più adeguate e complete.

Le indagini di routine, cioè quelle che usualmente un medico richiede sono le seguenti:

  • Esame emocromocitometrico, per valutare la crasi ematica, lo stato di anemia o di poliglobulia (cioè se il quantitativo in g/dl di emoglobina è adeguato, ridotto o aumentato, come nelle poliglobulie. In genere preoccupa un contenuto inferiore a 10 g/dl, che s ritiene critico se il valore del tasso emoglobinico scende ad 8 g/dl, soglia al di sotto del quale può essere indicata la trasfusione. Per le cause si rimanda al link sulle anemie. In caso di poliglobulia, pensiamo invece ad una malattia emoproliferativa (policitemia rubra) oppure ad un paziente broncopatico da salassare. Per esperienza chi vi scrive ne vede anche con 19 g/dl di emoglobina! Le piastrine devono essere 200.000/ml; in caso di incremento pensiamo a fatti flogistici o alle piastrinosi, in caso opposto alle piastrinopenie.

  • Azotemia, creatinina, sodio e potassio, sono espressione del buon funzionamento del rene. Questi esami vanno integrati con la proteinuria, cioè con la perdita di proteine nelle urine, se pensiamo che il rene è malato ed il filtro renale alterato e la microalbuminuria diventa la spia del danno iniziale nella nefropatia diabetica, ma anche espressione di rischio di malattia cardiovascolare. Infine nel paziente con scompenso cardiocircolatorio dove la terapia dello scompenso prevede i diuretici dell'ansa ed il canrenoato di potassio e gli antialdosteronici, serve per monitorare elettroliti e valori di azotemia e creatinina, espressione questi di disidratazione, specie nell'anziano. Ancora il controllo del gruppo renale è fondamentale nel cirrotico e nel paziente con ritenzione idrica in generale.

  • AST, ALT, Fosfatasi alcalina, gamma GT, sono gli esami del profilo epatico, che vanno associati anche al dosaggio della bilirubina  per escludere ittero. Le transaminasi possono essere alterate, cioè aumentate se vi è citolisi (infarto, epatopatia, miolisi); la fosfatasi alcalina aumenta nelle sindromi colestatiche, cioè quando c'è stasi della bile nelle vie biliari, indotta dalla pressione endocanalicolare. Lo stesso dicasi per la gamma GT che però è aumentatata anche nell’alcolista.

  • Protidogramma: è l’esame che ci dà l’idea delle proteine nel sangue e dosa le albumine e le gammaglobuline.  L’albumina può essere ridotta nel paziente con insufficienza renale e nel paziente con epatopatia.

  • Assetto coagulativo: qui vi rimando ai molteplici link su questo sito. Si richiede per avere un'idea della capacità protidosintetica del fegato nel paziente cirrotico, dove l'attività protrombinica si riduce oppure si dosa l'INR nei pazienti in terapia con anticoagulanti orali per dosare il farmaco.

  • Bilirubina totale e diretta: espressione della capacità del fegato di liberarsi dei prodotti di rifiuto dell’ emoglobina e dell’eritrocita. La bilirubina indiretta è espressione della lisi dei globuli rossi ed aumenta nella malattia di Gilbert e nelle anemie emolitiche in genere o nelle macrocitiche-megaloblastiche carenziali per eritropoiesi inefficace.

  • Esame urine: valutare se c’è sangue nell'urina o ematuria (eritrociti nel sedimento, batteri, cellule di sfaldamento, il Ph che è alcalino nelle infezioni batteriche, la proteinuria, la glicemia.)

  • Colesterolo, HDL: colesterolo cattivo e colesterolo buono : se è > 220 mg%, occhio! E se HDL è < 48 mg/dl anche; Trigliceridi:  vedi problema della dieta con olii polinsaturi.

  • TSH: per capire se la tiroide ha problemi, se c’è un ipertiroidismo il TSH è "bloccato", cioè tende a 0,1 o gli ipotiroidismi se è elevato e la tiroide nonostante lo stimolo del TSH ha bassi valori degli ormoni FT3 ed FT4. 

  • indici di flogosi: PCR, ossia proteina C reattiva, VES, ossia velocità di eritrosedimentazione; la prima sale e s'impenna nelle flogosi, per esempio nelle sepsi, nelle malattie infiammatorie intestinali e nelle infezioni in genere; l'altra si impenna nelle infiammazioni, nell'anemia, poichè il sangue è più fluido e meno corpuscolato e precipitano prima i globuli rossi. Utile è chiedere anche altri indici, quelli reumatici: TAS,  streptozyme, espressione di infezione da streptococco haemoliticus di gruppo A di Lancefield, per capire se c'è una malattia reumatica in corso da infezione tonsillare, per esempio da streptococco. 

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RX torace di un paziente con versamento pleurico, lesione all'ilo di destra di n.d.d. scarsa espasnione delle basi. Poi completare lo screening con un RX del torace, un ECG ed un'ecoaddome,

Se adesso avrete le idee più chiare, sarò molto contento per voi, anche  perché le mie sono ben confuse!

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