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ARITMIE. da appunti personali del dott. Claudio Italiano
Il ritmo è normale o sinusale quando il segnapassi NS genera in maniera fisiologica i suoi potenziali d'azione, facendo da pacemaker principale e depolarizzando i segnapassi più distali; la sua frequenza è in questo caso tra 60-100 b/m; l'aritmia si può definire una alterazione del normale automatismo e/o della normale conduzione dell'attività elettrica agli altri segnapassi. Può accadere che, aseguito di patologie del miocardio, si determini la scarica di altre cellule del miocardio e si avrà perciò un "abnorme automatismo" o sollecitazioni funzionali particolari che esaltino o deprimano l'attività del miocardio specifico, determinando "anormale automatismo". Lo stesso accade quando miocarditi, miocardiosclerosi, intossicazioni da farmaci, ipossia determinano sollecitazioni tali da raggiungere un potenziale soglia che possa scatenare il potenziale d'azione e si avrà, in tal caso, " l'attività innescata". Se invece delle condizioni funzionali o organiche ostacolano e bloccano la conduzione degli impulsi elettrici al miocardio, si avrà "anormalità della conduzione". A tal proposito se un impulso non viene condotto in modo uniforme, perché incontra del tessuto che ne rallenta la progressione anterograda, una volta che lo stesso sia uscito dal periodo refrattario, lo stesso impulso può tornare indietro danno origine al fenomeno del "rientro". Se viceversa prende delle vie accessorie più veloci, es. fascio di Kent, avremo la "preeccitazione". Classificazione dei meccanismi di aritmogenesi: Disordini della formazione dell'impulso
Tipi di aritmia. In basso è raffigurato il grafico del potenziale d'azione cardiaco automatico: fibre di Purkinje, fase 0 depolarizzazione, fase 1 ripolarizzazione rapida precoce, fase 2 plateau, fase 3 completamento della ripolarizzazione, fase 4 diastole:
A livello della giunzione seno-atriale: blocco S.A. di 1°, 2°, 3° grado
ARITMIE IPOCINETICHE. Il blocco di 1° indica ritardo, di 2° interruzione intermittente, di 3° interruzione completa della conduzione+. Il blocco di II grado comprende la suddivisione in I e II tipo a seconda se la conduzione si deteriori progressivamente, prima del blocco o piuttosto si interrompa bruscamente. Il primo tipo realizza il fenomeno di Wenckenbach in cui il blocco dell'impulso è preceduto abitualmente per 3-5 cicli da un progressivo allungamento del tempo di conduzione; nel blocco di 2° grado un impulso può essere bloccato in maniera regolare, ogni impulso, ogni due, ogni tre ecc.
Eziopatogenesi. Cause funzionali possono causare blocco, per es. ipertono vagale, sonno, effetto digitalico, i beta bloccanti, ittero ostruttivo, ipertensione endocranica. Cause organiche: processi sclerodegenerativi, miocarditi, tumori, malattia di Lenègre, malattia di Lev.. Sintomatologia. Il soggetto può avvertire senso di palpitazione, vertigine, angina pectoris, sospensione del respiro, ipossia cerebrale per insufficienza di pompa che va sotto il nome di MAS o sindrome di Morgagni-Adams- Stokes., con sincope improvvisa. Reperti elettrocardiografici. a) Bradicardia simusale, onde P sinusali, ritmiche a frequenza inferiore a 60 b/m; b) Arimia sinusale, onde P sinusali separate da cicli progressivamente più lunghi, influenzata dal tono vagale; c) Arresto sinusale, quando una o più P sinusali manca dal tracciato per un tempo corrispondente al multiplo del ciclo sinusale. d) Blocco Seno-Atriale o BSA, di 1° grado dove manca qualsiasi corrispettivo ovviamente, di 2° grado con fenomeno di Wenckebach: si caratterizza per graduale accorciamento del ciclo delle P, seguita dal QRS, sino ad una pausa in cui non c'è la P atriale. Di 2° grado tipo II, dove esistono pause prive di P e QRS; e) Blocco Atrio-Ventricolare, significa alterata conduzione dell'impulso dagli atri ai ventricoli per rallentamento o blocco a livello del Nodo del seno o NAV, fascio di His, branche del fascio e suddivisioni. Esso può essere di 1°, 2° , 3°. Il BAV di grado 1°, si riconosce all'ECG perché la misura tra l'onda P e Q, cioè il tratto PQ è maggiore di 0,20 sec (>4 quadrati piccoli sull'ECG) ed ha sede al NAV; Il BAV di grado 2° può essere tipo I, cioè con periodismi di Luciani Wenckbach, ossia le P sono sempre costanti ma il tratto PQ si allunga progressivamente fino a quando una o più P non sono seguite da QRS. Il BAV di grado 2° tipo II, si ha quando il ciclo delle P è costante ma ad ogni 2,3, 4 cicli, una P non è seguita dal QRS. Il BAV di grado 3° si ha quando vi è un indipendenza elettrica tra la camera atriale e quella ventricolare, quale che sia il ritmo.
ARITMIE IPERCINETICHE. Vengono classificate a seconda del tipo, della sede, del grado di sincronizzazione e del meccanismo elettrogenetico. La sede può essere sopraventricolare e ventricolare, facendo riferimento alla biforcazione del fascio di His. L'attività elettrica può essere sincronizzata, parzialmente o totalmente desincronizzata. Tachiaritmie sopraventricolari. 1) ad attività elettrica sincronizzata.
2) ad attività elettrica parzialemente desincronizzata
3) ad attività totalmente desincronizzata
Tachiaritmie ventricolari. 1) ad attività elettrica sincronizzata
2) ad attività parzialemnte desincronizzata
3) ad attività elettrica totalmente desincronizzata Eziopatogenesi. In genere le aritmie ipercinetiche originano per fenomeni di rientro di minuscole porzioni di tessuti, microcircuiti oppure possono essere interessate intere camere cardiache, come macrocircuiti di rientro. La presenza di numerosi e piccoli circuiti di rientro esista in attività totalmente desincronizzata, per es. la fibrillazione atriale. Situazioni che possono scatenare queste aritmie sono l'uso di caffè, il fumo, lo stress (state calmi e prendetevi la vita con filosofia!). Sintomatologia. Può variare dalla sensazione di palpitazione, come di frullio d'ali nel petto, alla dispnea ed alla sensazione di nodo alla gola, fino alla costrizione retrosternale dell'angina, accompagnandosi queste forme a poliuria, cioè emissione di urine pallide, abbondanti e diluite.
Reperti elettrocardiografici. Tachiaritmie sopraventricolari. a) tachicardia sinusale, cioè esaltazione dell'automatismo del NS, con frequenze di 100-130 b/m; cioè seguenze di P seguite da QRS stretti, talora con BAV di 2° di tipo I; può dipendere da stress, emozioni, farmaci, febbre, ipossiemia. b) ritmo idiogiunzionale, si caratterizza per onde P retrograde cioè negative in D2, D3 AVF e QRS uguali; c) tachicardia atriale, cioè automatismo abnorme, a livello del miocardio atriale, quindi P ectopiche e blocco di 2° 2:1, 2:3; si diversifica dal flutter per la frequenza minore delle onde atriali; d) tachicardie parossistiche
e) flutter atriale, espressione di macro-rientro che coinvolge gli atri, dunque onde F a "denti di sega", evidenti come oscillazioni "seghettate" in D2-D3 aVF; compare BAV 2° 1:1 o 2:1 f) fibrillazione atriale, classica aritmia assai frequente nell'anziano; può essere in forma cronica stabilizzata o parossistica, la perdita della efficace contrazione atriale può determinare problemi se sussistono condizioni associate di stenosi mitralica, insufficienza mitralica, ipertrofia del miocardio. Si caratterizza per complessi QRS desincronizzati ed onde atriali "f" piccole di fibrillazione, con scomparsa delle onde P sinusali e BAV 2°, i QRS sono stretti, irregolarmente spaziati; g) fibrillo-flutter, è pressocchè simile alla fibrillazione atriale dalla quale si differenzia per le onde f più regolari; h) sindrome di Wolf-Parkinson-White, si caratterizza per la presenza di vie di conduzione accessorie, rappresentate da fascicoli di tessuto simile al miocardio ordinario o alle fibre di Purkinje, detti fasci di Kent; all'ecg si avrà una preeccitazione dei ventricoli espressa da un PQ corto ed un'onda Delta davanti al QRS, con QRS largo ed aberrante. Tachiaritmie ventricolari (TV). Si tratta di alterazioni del ritmo che insorgono distalmente alla biforcazione del fascio di His, per disordine dell'automatismo di conduzione, o per ritmo idioventricolare accelerato o per circuiti di rientro; possono essere "non sostenute" se il fenomeno dura 15-60 sec, o "sostenute" per episodi più lunghi; possono insorgere in corso di infarto del miocardio, per esiti di infarto in corso di aneurisma ventricolare di sinistra, miocarditi ecc. Possiamo avere TV benigne, la TV lenta o la iterativa e TV maligne, infauste, per esempio la TV comune, il flutter ventricolare, la Fibrillazione ventricolare, che rappresenta praticamente l'arresto dell'attività cardiaca. Reperti elettrocardiografici. a) TV comune, a prognosi infausta perché si associa a fibrillazione ventricolare. a frequenza 150-250 b/m; b) TV iterativa, benigna con episodi non sostenuti, a frequenza inferiore a 150 b/m; c) TV lenta, o ritmo idioventricolare acceleratoa frequenza di 50-110; d) torsione di punta, per l'aspetto caratteristico ecg, bizzarro, con apici dei ventricologrammi a "torsione di punta"come se si invertisse la polarità; e) tachicardia ventricolare bidirezionale, con complessi a polarità opposta; f) flutter ventricolare, a ventricologrammi ad oscillazioni ampie e regolari, anche a frequenza di 250 b/m; g) fibrillazione ventricolare, a prognosi infausta, che è espressione di disionia, ischemia, con ecg ad oscillazioni ampie, irregolari, aberranti, quindi instabilità elettrica estrema.
Terapia. E' altamente specialistica; all'uomo comune che si imbatte nel soggetto con aritmie gravi o in arresto cardiaco, si impone la conoscenza delle manovre di rianimazione; Essa consiste nel:
Per approfondire il tema delle aritmie:
La malattia del nodo del seno, aritmie ipocinetiche Le aritmie da causa extracardiaca Extrasistoli ventricolari, pericolose aritmie La fibrillazione atriale, una aritmia stupida e pericolosa. La fibrillazione atriale, tipi e terapia
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