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Trattamento
dell'Artrite Reumatoide
appunti
del dott.
Claudio Italiano
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Per prima cosa il paziente deve essere a conoscenza del fatto che la sua
patologia, l'artrite reumatoide, necessita di
cure continue e che egli dovrà impare a convivere con la sua patologia
senza andare in depressione.
Inoltre egli necessita continuamente del supporto di un buon
fisioterapista e di un ortopedico, oltre che della capacità terapeutica
del suo medico reumatologo. Cioè deve seguire un percorso ed essere
"preso in cura", o come dicono gli inglesi, "To take
care".
Terapia
specifica.
b) Trattamento
farmacologico
Consiste essenzialmente in:
-
farmaci
anti-infammatori non steroidei (FANS),
-
farmaci
antireumatici modificanti il decorso della malattia (DMARD) cortisone.
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Fans tradizionali
ed inibitori delle COX-2
I
FANS sono i farmaci antidolorifici che vengono impiegati per
"sfiammare" e ridurre il dolore alle articolazione, ma non
hanno un’azione curativa, nel senso che le lesioni articolari
continuano per il loro verso.
Nel
1971 Vane dimostrò per la prima volta che l'effetto antinfiammatorio e
analgesico dell'acido acetilsalicilico e dei FANS è legato
all'inibizione di un enzima, la cicloossigenasi (COX), che è alla base
della produzione delle prostaglandine, a loro volta implicate nella
genesi del dolore. In seguito si scopri che la cicloossigenasi esiste in
due forme isomorfe:
Da
qui, attraverso studi, si è visto che i primi farmaci, quelli cioè
derivati dall’acido acetilsalilico (aspirina) hanno un’azione
discreta come antiinfiammatori e sono a buon mercato, ma anche lesiva a
livello dello stomaco dove creano un danno alla mucos, essendo assorbiti
attraverso di essa e possono causare ulcere
gastriche, gastriti
acute ed emorragie
Gli
inibitori selettivi della COX-2 possono bloccare la sintesi delle PG nei
siti d'infiammazione senza interferire con la produzione di PG nella
mucosa gastroduodenale e quindi essere più tollerati in questa sede. I
FANS possono essere suddivisa in sottogruppi:
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FANS
ACIDI - ASPIRINOSIMILI
ACIDO
ACETILSALICILICO
DIFLUNISAL
FANS
ACIDI - NON ASPIRINOSIMILI - NON COX2 SELETTIVI
-
IBUPROFENE
-
INDOMETACINA
-
PIROXICAM
-
NAPROSSENE
-
KETOPROFENE
-
DICLOFENAC
FANS
ACIDI - NON ASPIRINOSIMILI - COX2 PREFERENZIALI
-
MELOXICAM
-
LORNOXICAM
-
ACECLOFENAC
-
NIMESULIDE
-
CELECOXIB
Il
Celecoxib è una molecola Cox2 preferenziale che potrebbe modificare
soprattutto il trattamento dell'artrite reumatoide. I risultati degli
studi clinici sono convincenti. Si attendono anche i dati di
farmacoeconomia per poterlo confrontare con le associazioni di FANS +
misoprostolo. Alcuni studi paragonano celecoxib (100 e 200 mg due volte
al giorno) con il placebo e con un FANS di riferimento (naprossene 500
mg o diclofenac 75 mg due volte al giorno) in pazienti con artrite
reumatoide o con artrosi del ginocchio in fase acuta, dimostrando
addirittura per celecoxib un'efficacia pari a quella dei FANS di
riferimento e una tossicità simile a quella del placebo. In sostanza,
quando si prescrive un FANS bisogno considerare se il paziente è:
-
Un
anziano con età > di 75 anni ha rischio maggiore di sviluppare
lesioni gastrointestinali, tanto più se è un ulceroso, e se il
paziente è pure in terapia con cortisone e se il dosaggio è
elevato per avere effetto.
-
Che
il costo di un inibitore della COX2 è 15-20 volte maggiore;
-
Che
è meglio usare un COX2 o FANS non acetilati come il diflunisal
anziché un FANS del primo tipo (cfr tabella) o un corticosteroide a
basso dosaggio se il rischio di ulcera
è elevato. Inoltre è sempre buona norma associare un
gastroprotettore come un inibitore di pompa protonica (es.
omeprazolo e succedanei) o una prostaglandina (OCCHIO ALLE
GRAVIDE!!). SEMPRE TENERE CONTO DI POSSIBILE RISCHIO TROMBOTICO IN
QUESTI PAZIENTI TRATTATI CON COX2 COMPRESO INFARTO.
Terapia con DMARDs
o farmaci antireumatici modificanti il decorso della
malattia
E’la terapia specifica di questi soggetti che ha lo scopo di bloccare
o, quanto meno, rallentare l’evoluzione della patologia. La terapia,
inoltre. È un atto altamente specialistico del medico che vi sta
curando, non va improvvisata "alla cieca", ma tenendo conto,
di determinati "step up" ed associando per esempio anche più
farmaci.
Intanto
si inizia, in genere, a breve termine e nelle acuzie di malattia,
impiegando i corticosteroidi, per la loro capacità anti-infiammatoria,
fondata in particolare sulla rapida inibizione contemporaneamente sia
della produzione di citochine ad azione flogistica, quali Tumor Necrosis
Factor e Interleuchina-1, sia della loro azione. La loro efficacia nel
controllare nel breve termine a attività di malattia è attualmente
largamente condivisa. E’ impiegato il prednisone a bassi dosaggi ma
superiori a 7,5-10 mg al giorno), per interferire con la progressione
dei processi erosivi articolari. Gli effetti collaterali, fra cui l’
osteoporosi, necessario dell'apporto di Calcio e 400-800 UI di
vitamina D al giorno, oltre a considerare la opportunità di terapia con
bifosfonati o, quando indicata, ormonale.
Il
problema sono, però, gli effetti collaterali dei corticosterodi:
-
ipertensione;
-
aumento
di peso;
-
ritenzione
idrica;
-
iperglicemia
e diabete;
-
cataratta;
-
fragilità
cutanea;
-
aterosclerosi.
Questi rischi devono essere discussi in dettaglio con il paziente
(1), prima di iniziare una terapia con corticosteroidi, che sarà
comunque da mantenere ai minimi livelli indispensabili.
I
farmaci antireumatici modificanti il decorso della malattia (DMARDs)
impiegati da soli, comprendono:
- methotrexate e ciclosporina ;
- methotrexate, salazopirina, idrossiclorochina ;
- etanercept e methotrexate .
Infine, l’utilizzo in Italia dei farmaci "biologici" (infliximab,
etanercept e anakirna) è attualmente regolato da disposizioni del
Ministero della Sanità, che ha predisposto un apposito studio
osservazionale
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