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appunti dott.
Claudio Italiano
oppure cfr
Occasionalmente
un ascesso epatico piogenico può costituire la forma di presentazione
di un carcinoma
epatocellulare o carcinoma
della colecisti oppure la complicanza della chemioembolizzazione di
una neoplasia epatica. In circa il 40% dei casi di ascesso epatico
piogenico non può essere identificata una fonte evidente di infezione.
La flora batterica orale è stata proposta come causa potenziale in
questi casi, soprattutto nei pazienti con malattia periodontale severa. Valutazione microbiologica La
maggior parte degli ascessi piogenici è polimicrobica. I microrganismi
batterici che sono stati coltivati a partire da ascessi epatici sono :
Escherichia coli, la Klehsiella, il Proteus, lo Pseudomonas
e le specie di Streptococcus, in particolare lo Streptococcus milleri.
Con il miglioramento dei metodi di coltura e la diagnosi più precoce è
aumentato il numero di casi identificati causati da microrganismi
anaerobi. Le specie anaerobiche più comunemente identificate sono il
Bacteroides fragilis, il Fusobacterium necrophorum e gli streptococchi
anaerobi. Gli ascessi piogenici associati con colangiti piogeniche
ricorrenti possono essere causati dalla Salmonella
typhi; il Clostridium e le specie di Actinomyces
e dalle specie di Listeria. Gli ascessi epatici causati
dall'infezione da Staphylococcus
aureus sono più comuni nei bambini e nei pazienti con
setticemia o diminuita resistenza alle infezioni. Gli ascessi fungini
possono verificarsi nei pazienti immunocompromessi, in particolare in
quelli con neoplasie
ematologiche. In passato i pazienti con ascessi epatici piogenici si presentavano tipicamente con febbri acute a picchi, dolore nel quadrante superiore destro e, in molti casi, shock. Dopo l'introduzione degli antibiotici la presentazione degli ascessi epatici piogenici è diventata meno acuta, spesso insidiosa e caratterizzata da malessere, febbricola, calo ponderale e modesto dolore addominale, talvolta esacerbato dai movimenti. I sintomi possono essere presenti per un mese o più prima che venga effettuata la diagnosi. Gli ascessi multipli sono tipici dei casi in cui la causa è una malattia biliare e sono associati a una presentazione sistemica più acuta, spesso con sepsi e shock, rispetto a quanto accade con gli ascessi isolati. Quando un ascesso è localizzato vicino alla cupola epatica può essere riferito dolore alla spalla destra oppure può essere presente tosse derivante dall'irritazione diaframmatica o da atelettasia. L'esame obiettivo solitamente evidenzia epatomegalia e dolorabilità epatica alla palpazione, che viene accentuata dai movimenti o dalla percussione. La splenomegalia non è comune, tranne che negli ascessi cronici. L'ascite è rara e, in assenza di colangite, l’ittero è presente solo negli stadi tardivi della malattia. L'ipertensione portale può verificarsi dopo la guarigione se si è verificata una trombosi della vena porta. I reperti di laboratorio comprendono l'anemia, la leucocitosi, un'elevata velocità di eritrosedimentazione e dei test di biochimica epatica alterati, in particolare dei livelli elevati di fosfatasi alcalina sierica. I campioni di emocoltura possono identificare il microrganismo in causa nel 50% dei casi." L'ecografia rappresenta la modalità di imaging iniziale di scelta e può aiutare a distinguere le lesioni solide da quelle piene di liquido. E’ economica ed accurata e può guidare all’aspirazione della lesione con ago. I campioni cosi ottenuto del materiale aspirato danno un risultato positivo nel 90% dei casi (sebbene la resa sia probabilmente inferiore se il paziente stava assumendo degli antibiotici). Anche la tomografia computerizzata (TC) è accurata, con una sensibilità prossima al 100%, ma è più costosa dell'ecografia. Gli ascessi epatici sono solitamente ipodensi nelle scansioni TC e possono presentare un "orlo" con maggiore presa di contrasto nel 20% dei casi. La TC rappresenta la procedura di scelta quando è importante determinare la precisa localizzazione di un ascesso e i suoi rapporti con le strutture adiacenti. La colangiopancreatografia retrograda endoscopica è indicata nei pazienti nei quali le tecniche di imaging evidenziano dei calcoli biliari o un'importante colestasi. La risonanza magnetica e l'arteriografia possono rivelarsi utili in situazioni cliniche selezionate. Prevenzione
e trattamento La migliore prevenzione degli ascessi epatici è costituita dall'immediato trattamento delle infezioni acute biliari e addominali e dall'adeguato drenaggio delle raccolte intraddominali infette sotto idonea copertura antibiotica. Il trattamento di un ascesso epatico richiede una terapia antibiotica specifica per il microrganismo/i in causa e, nella maggior parte dei casi, il drenaggio dell'ascesso, solitamente per via percutanea sotto guida radiologica. Può essere necessario il posizionamento nell'ascesso di un catetere di drenaggio a permanenza finché la cavità non si è richiusa. In caso di ascessi multipli può essere necessario aspirare solo il più grande di essi; le lesioni più piccole spesso guariscono con la sola terapia antibiotica, ma in rari casi può essere necessario il drenaggio di ogni lesione. Per un ascesso piccolo può essere sufficiente la sola terapia antibiotica senza drenaggio. La decompressione biliare è fondamentale quando un ascesso epatico è associato ad ostruzione biliare con ittero. La copertura antibiotica iniziale può essere attuata ad ampio spettro, per es. associando ampicillina ad un amino glicoside se si sospetta l’origine biliare, oppure anche va bene una cefalosporina di terza generazione. Talora per gli anaerobi si impiega il metronidazolo, in attesa del risultato colturale. oppure cfr |
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