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Il
paziente senza movimenti addominali:
un
caso clinico di assenza
di peristalsi o addome silente oppure vai all' all'indice
della visita del paziente indice di
gastroenterologia
appunti e
riflessioni del dott.
Claudio Italiano
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La pancia gonfia
Il vomito
L'addome acuto
Le masse addominali
Gli
enzimi
La pancia piena d'aria
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Una paziente
vascolare (storia di ictus,
di cardiopatia,
fibrillazione
atriale cronica, ateromasia
dei tronchi sovraortici con stenosi serrata, epatite
cronica HCV
correlata, di 80 anni, giunge alla ns attenzione con un’addome globoso
e meteorico, leucocitosi neutrofila (17.000 Globuli bianchi), lieve
rialzo dell’amilasemia.(cfr il paziente con pancia
gonfia approccio
al paziente gastroenterologico). Esegue una diretta addome che
riporta: “ L'esame radiografico diretto dell'addome, viste le
condizioni cliniche del paziente, per altro non collaborante, è stato
integrato da studio TDM, senza somministrazione ev di MdC, mirato alla
valutazione di eventuali livelli idroaerei intestinali o di aria libera
in cavità peritoneale. Nei
limiti intrinseci della metodica in esecuzione, in atto, non si
documentano immagini riferibili a significativa livellazione idroaerea
intestinale, nè segni di aria libera in cavità peritoneale.
Marcati segni di coprostasi a carico del colon ascendente,
discendente e sigma, con discreta sovradistensione gassosa del colon
trasverso. Coesiste minima gastrectasia gastrico e della prima porzione
del duodeno. Non evidenti segni di versamento peritoneale libero o
saccato.”
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La
paziente, allora, pensando alla coprostasi (cfr stipsi),
effettua un clisma evacuativo a bassa pressione con risultato positivo.
Il quadro sembra risolversi, ma ancora, dopo qualche giorno, ricompare
nuovamente lo stesso addome, meteorico globoso, timpanico, alla
percussione; la pz ripete ancora una Rx diretta addome di controllo: “Per
quanto possibile si documenta la notevole distensione delle anse
intestinali, prevalentemente e verosimilmente ileali (diametro massimo
misurabile in circa 8cm) con presenza di alcuni livelli idro-aerei.
Segni di coprostasi colica a destra. Non segni di aria libera in
peritoneo.” Ripete il controllo a breve, dopo qualche giorno ancora:
“ Per quanto possibile si documenta la massiva distensione delle anse
intestinali verosimilmente ileali con segni di livellazione idro-aerea.
In atto non segni di aria libera in peritoneo.
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La
paziente, stavolta, inizia a disperdere potassio nel tubo digerente.
Viene, dunque, lasciata
digiuna, anche per il vomito
che presenta, medicata con soluzioni elettrolito-glucosate; effettua dei
cicli di antibiotico (rifamixina e ceftriaxone) per i fatti batterici
putrefattivi intestinali che concomitano ad una peristalsi torpida in
paziente vascolare e cardiopatica; le
flebo elettroliche sono medicate con fiale di potassio aspartato; si
impiega anche un diuretico risparmiatore di potassio e si somministra
potassio cloruro per os, quando riprende una blanda alimentazione.
Il quadro, grazie a vis sanatrix naturae (!), si risolve in circa
20 giorni di paziente ricovero e di cure affettuose, e la signora viene
congedata, dimessa e riconsegnata nella mani della sua badante e del
medico curante, con prescrizioni e consiglio di monitorare i suoi
parametri.
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Si è
trattato, per la nostra paziente, di un quadro di ileo adinamico,
conseguente ad una sepsi, in una paziente vascolare.
Definizione
di assenza di peristalsi.
Per
assenza di peristalsi si intende una condizione in cui, dopo aver
auscultato con lo stetoscopio, per almeno 5 minuti, i diversi quadranti
addominali, non si percepisce nessun rumore intestinale. La peristalsi
cessa quando si verificano:
a)
un'ostruzione meccanica
b)
una riduzione o blocco del circolo vascolare
dell'intestino
c)
un'inibizione della peristalsi a genesi di tipo neurogena.
Quando
la peristalsi cessa, i gas prodotti dal contenuto intestinale ed i
liquidi secreti dalle pareti intestinali si accumulano e distendono il
lume, favorendo condizioni potenzialmente letali, quali perforazione,
peritonite e sepsi o shock ipovolernico.
Un'ostruzione
meccanica semplice, come quella provocata da aderenze, ernie
o tumori
causa la perdita di liquidi e di elettroliti e de termina uno stato di
disidratazione. L'ostruzione vascolare impedisce l'irrorazione della
parete intestinale, causando ischemia, necrosi e shock. L'inibizione
neurogena, che interessi rami nervosi della parete intestinale, può
essere dovuta a infezioni, distensione intestinale o trauma. Può essere
conseguente anche a un'ostruzione meccanica o vascolare o a disturbi
metabolici, come l'ipopotassiernia.
L'improvvisa cessazione della peristalsi, se accompagnata da dolore,
rigidità e distensione addominale, è indice di un evento
potenzialmente letale, che richiede un immediato intervento (cfr addome
acuto chirurgico). L'assenza della peristalsi dopo un periodo di
iperperistaltismo è un evento altrettanto minaccioso e può indicare lo
strozzamento di un'ansa meccanicamente ostruita.
Che
cosa fare subito?
Subito
mettere il paziente digiuno e somministrare liquidi. Intanto indagare ed
eseguire gli esami giusti (cfr approccio
al paziente), cominciando da un prelievo del sangue, seguito dalla
banale indagine radiologica della diretta addome, che è un esame
importante perché fornisce informazioni utili, per esempio se ci sono
segni di “aria libera in addome “ o “livellazioni”, segni questi
di pertinenza chirurgica, che già orientano verso l’intervento
operatorio urgente. Se il
paziente ha notevole distensione gassosa, si può dare beneficio
posizionando un sondino naso-gastrico, manovra questa che consente la
fuoriuscita di gas intestinali e da sollievo immediato. Dopo
l'inserimento del sondino nasogastrico o intestinale, la testata dei
letto va alzata di almeno 30 gradi e il paziente va girato per
facilitare il passaggio del sondino lungo il tubo digerente. Ricordarsi
di non fissare il sondino intestinale a1 viso del paziente. Assicurarsi
della pervietà del sondino, controllando che dreni e funzioni
correttamente quando collegato a un aspiratore e detergerli se
necessario. I pazienti
anziani con un'ostruzione intestinale che non risponde alla
decompressione sono candidati all'intervento chirurgico d'urgenza per
evitare il rischio di un infarto intestinale. Continuare
la somministrazione endovenosa di liquidi ed elettroliti e controllare
il livello sierico degli elettroliti quotidianamente. Invece
usare farmaci antidolorifici o, peggio, oppiacei, può essere rischioso
perché si maschera il quadro clinico addominale e si rischia di
aggravarlo. Indagare
su pancreatiti
acute, diverticoliti
o infezioni ginecologiche, che potrebbero aver causato infezioni
intraddominali e disfunzioni intestinali. Chiedere di eventuali
precedenti condizioni tossiche, come uremia e pregresse lesioni spinali,
che possono causare ileo paralitico. Solo dopo aver
escluso l'ostruzione meccanica e la sepsi addominale come cause
dell'assenza di peristalsi, si possono somministrare farmaci
antidolorifici e procinetici.
Anamnesi
del paziente.
Raccogliere
le idee e fare delle ipotesi di lavoro.
Se il dolore
non è grave o associato a
condizioni potenzialmente letali, si può raccogliere una dettagliata
anamnesi medico-chirurgica ed eseguire un esame obiettivo completo,
seguito da una valutazione addominale e pelvica. Iniziare l'esame obiettivo ispezionando il profilo addominale. Chinarsi sul
paziente coricato prima di lato e poi ai piedi del suo letto per
rilevare una distensione addominale localizzata o generalizzata.
Percuotere e palpare l'addome delicatamente. Valutare l'ottusità delle
zone dove è presente liquido e il timpanismo delle zone dove sono
presenti gas intestinali. Palpare per evidenziare l'eventuale presenza
di rigidità e di reazione di difesa addorninale, che suggeriscono
un'irritazione peritoneale maggiore, che può causare un ileo
paralitico.
Cause
mediche
-
Ostruzione intestinale meccanica completa. In questa condizione,
potenzialmente letale, l'assenza di peristalsi segue un periodo d'iperperistaltismo.
Un’assenza della peristalsi si associa a un dolore acuto, tipo colica
addominale, che origina nel quadrante dell'ostruzione e può irradiarsi
al fianco o alle regioni lombari. I segni e sintomi associati
comprendono la distensione e il gonfiore addominale, la stipsi, nausea e
vomito (tanto più alto è il livello dell'ostruzione, tanto più
precoce e grave è il
vomito). Nelle fasi avanzate, possono comparire
segni dello shock, con febbre,
dolorabilità di rimbalzo (segno di Blumberg) e rigidità addominale.
-Occlusione
dell'arteria mesenterica. In questa condizione potenzialmente letale, la
peristalsi scompare dopo un breve periodo d'iperperistaltismo. Subito
dopo compare un grave dolore, epigastrico o periombelicale, cui seguono
distensione addominale e talvolta soffi, vomito,
stipsi
e segni dello shock. La febbre è frequente. La rigidità addominale può
comparire tardivamente.
-Ileo
paralitico (adinamico). Il segno principale è l'assenza della
peristalsi. Oltre alla distensione addominale, i segni e sintomi
associati all'ileo paralitico includono una dolenzia generalizzata e la
chiusura dell'alvo alle feci o l'emissione di feci liquide in piccole
quantità . Se l'ileo paralitico è dovuto a un'infezione addominale
acuta, il paziente può avere anche febbre e dolore addominale.
Altre
cause
-Chirurgia
addominale. La peristalsi è normalmente assente dopo un intervento di
chirurgia addominale per effetto dell'anestesia e della manipolazione
chirurgica.
indice di
gastroenterologia
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