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Appunti
del dott.
Claudio Italiano oppure cfr
1)
questi
microrganismi sono per la maggior parte innocui commensali; veramente
pochi causano malattia; 2)
per
provocare un'infezione essi devono attraversare le normali barriere
mucose; 3)
Sono
necessarie alcune condizioni favorenti il loro sviluppo, in particolare
un ridotto potenziale di ossidoriduzione, per esempio nei tessuti in
necrosi per un trauma o se vi è una suppurazione. 4)
l'infezione
può essere polimicrobica, con associazioni anche complesse. Per
esempio, si possono isolare da un focolaio suppurativo sino a 12
diverse specie batteriche; 5)
i
batteri anaerobi sono comunemente riscontrati nelle cavità ascessuali
o nei tessuti necrotici. Segni
di infezione da anaerobi. L'esame
diretto di questo cosiddetto "pus sterile", colorato con il
metodo di Gram, spesso permette di osservare numerosi batteri. Un odore
sgradevole del pus suggerisce la presenza di un'infezione da anaerobi.
Sebbene altri microrganismi, come Staphylococcus
aureus, siano in grado di causare ascessi, quelli localizzati in
organi o tessuti profondi devono sempre far pensare a una possibile
eziologia da anaerobi. Alcuni degli anaerobi, per es.il gruppo del B. fragilis, richiedono una terapia specifica. Molte di queste
infezioni sinergiche possono essere curate con antibiotici attivi solo
nei confronti di alcuni microrganismi. La terapia antibiotica, combinata
con lo sbrigliamento chirurgico e il drenaggio del focolaio infettivo,
distrugge l'equilibrio instauratosi tra i vari batteri e alcune specie,
pur resistenti al chemioterapico, non possono sopravvivere senza quei
germi coinfettanti. Le manifestazioni di coagulazione intravascolare
disseminata (cfr CID)
sono inusuali nei pazienti con infezioni da anaerobi. In alcuni centri
gli anaerobi, in particolare B.
fragilis, rappresentano l'8-10% di tutti i batteri isolati da
emocolture. Le
infezioni da batteri anaerobi si verificano di solito in seguito alla
rottura della barriera anatomica e alla successiva invasione da parte
della flora locale di siti precedentemente sterili. Situazioni favorenti
la loro proliferazione sono:
Alcuni
anaerobi con particolari esigenze di crescita non possiedono l'enzima
superossido-dismutasi, che negli altri microrganismi riduce i radicali
superossido, tossici per la cellula, attenuandone così gli effetti
potenzialmente letali. In caso di perforazione intestinale, centinaia di
specie di anaerobi cadono nella cavità peritoneale, ma molti non
riescono a sopravvivere in quanto i tessuti, altamente vascolarizzati,
risultano ricchi di ossigeno, che seleziona fra i microrganismi quelli
aero tolleranti. La
capacità di un microrganismo di aderire ai tessuti dell'ospite è un
fattore importante per il verificarsi dell'infezione. Alcune specie
orali aderiscono all'epitelio sottogengivale. P.
melaninagenica aderisce in genere ad altri microrganismi. P.
gingivalis è comunemente isolata in casi di periodontite. È stato
dimostrato che questi microrganismi possiedono fìmbrie che ne
facilitano l'attacco. Alcuni tipi di Bacteroides non capsulati sembrano forniti di pili e ciò potrebbe
spiegare la loro capacità di adesione. Il
fattore di virulenza più studiato degli anaerobi asporigeni è la
capsula polisaccaridica di B.
fragilis. Questi polisaccaridi possiedono proprietà biologiche
distinte, come quella di favorire la formazione di ascessi nelle
infezioni intraddominali sperimentali indotte nei roditori. L'induzione
di ascessi è un fenomeno dipendente dalle cellule T. L'immunizzazione
con i componenti della capsula è in grado di conferire protezione nei
confronti della formazione di ascessi da B.
fragilis e da altri microrganismi capaci di indurre ascessi.
Questa protezione è mediata da un circuito di cellule T che blocca la
risposta tissutale di formazione dell'ascesso. Benché alcuni clinici
considerino l'ascesso come una risposta dell'ospite per circoscrivere
l'infezione batterica, la formazione di un ascesso in pazienti con
setticemia spesso da origine a una malattia grave e cronica che richiede
l'evacuazione chirurgica unita alla terapia antibiotica. Gli
anaerobi producono un certo numero di esoproteine capaci di aumentare la
loro virulenza; fra questi va ricordata un'eparinasi, elaborata da B.
fragilis, che contribuisce a provocare una coagulazione
intravascolare e ad aumentare il fabbisogno di eparina in pazienti
trattati con questo farmaco. La collagenasi, prodotta da P.
gingivalis, può accentuare la necrosi tissutale. È stata descritta
un'alterazione delle capacità secretorie delle cellule epiteliali
intestinali provocata da un'enterotossina prodotta da B.
fragilis. Sia B. fragilis sia P.
melaninogenica possiedono alcuni lipopolisaccaridi (endotossine) che
non sono biologicamente attivi come quelle dei batteri aerobi
Gram-negativi; questa inattività biologica dell'endotossina può
spiegare la rarità con cui si verificano coagulazione intravascolare
disseminata e porpora in corso di setticemia da Bacteroides,
rispetto alla setticemia da bacilli anaerobi facoltativi e aerobi
Gram-negativi.
oppure
cfr |
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