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MANIFESTAZIONI
CLINICHE Appunti
del dott.
Claudio Italiano oppure cfr
Le modificazioni
batteriche iniziali della placca sopragengivale danno origine a una
risposta infiammatoria a livello gengivale, con sviluppo di edema,
tumefazione e aumento del liquido gengivale, tutti fattori responsabili
dello sviluppo di carie e di infezioni endodontiche (della polpa).
Queste modificazioni contribuiscono anche alle successive alterazioni
della placca sottogengivale, secondarie a scarsa o inadeguata igiene
orale. La
placca sottogengivale si associa a periodontiti e infezioni disseminate
che originano dal cavo orale. I batteri che colonizzano l'area
sottogengivale sono essenzialmente anaerobi e i più importanti sono i
bacilli Gram-negativi pigmentati di nero, principalmente P. gingivalis e P.
melaninogenica. Le infezioni in questa sede sono frequentemente di
tipo misto, causate da batteri sia anaerobi sia aerobi. Dopo che
un'infezione si è instaurata a livello dei canali delle radici o
nella zona periodontale. essa si può estendere alla mandibola
(provocando osteomielite), ai seni mascellari o, ancora, ai tessuti
degli spazi sottomandibolari o sottomentonieri, a seconda dei denti
interessati. La periodontite può anche dar luogo a infezioni che si
diffondono a ossa e tessuti molli adiacenti. Questi
pazienti possono presentare un interessamento sistemico sviluppando
febbre, linfoadenopatia
laterocervicale e leucocitosi. Le lesioni
gangrenose della bocca e delle gengive alla fine guariscono, residuando
tuttavia vaste perdite di tessuto che sfigurano il paziente. L'infezione
insorge per lo più in rapporto a una malattia debilitante o si verifica
in bambini malnutriti che vivono in aree sottosviluppate. Essa può
complicare il decorso di una leucemia o svilupparsi in soggetti con un
deficit genetico di catalasi. Infezioni necrotizzanti acute del faringe Queste
infezioni si verificano in genere in associazione con la gengivite ulcerativa.
I sintomi comprendono un forte mal di gola, con alito fetido e cattivo
sapore in bocca, accompagnati da una sensazione di soffocamento e da
febbre. L'esame della faringe evidenzia pilastri tonsillari tumefatti,
arrossati e ulcerati, coperti da una membrana grigiastra che si asporta
facilmente. Sono comuni linfoadenopatia e leucocitosi. Queste
infezioni originano per diffusione dei microrganismi provenienti dalle
vie aeree superiori agli spazi virtuali formati dai piani fasciali del
capo e del collo. L'infezione dello spazio perimandibolare interessa
con maggiore frequenza gli spazi sottomandibolare, peritonsillare e
parafaringeo. Gli ascessi peritonsillari si associano a faringite e le
infezioni dentali complicate si propagano agli spazi sottomandibolare e
buccale. L'entrata dei microrganismi dall'una o dall'altra delle porte
d'ingresso può dare origine a infezioni dello spazio parafaringeo.
Sebbene siano stati condotti pochi studi ben documentati riguardo la
microbiologia di queste sindromi, in molti casi sono risultati implicati
gli anaerobi della flora orale. Le infezioni da S. aureus
e Streptococcus pyogenes possono derivare da foruncoli o impetigine,
mentre le infezioni da anaerobi localizzate nei vari spazi avvengono o
spontaneamente o a causa di malattie delle mucose o in conseguenza di manipolazioni
dentarie. La diffusione per contiguità delle infezioni sopra descritte
può dar luogo all'insorgenza di osteomieliti del cranio o della
mandibola, oppure allo sviluppo di infezioni intracraniche quali ascessi
cerebrali o empiemi sottodurali. La diffusione verso il basso causa
invece mediastinite o infezioni pleuropolmonari. Le infezioni da
anaerobi del capo e del collo possono poi dar luogo a diffusione
ematogena dei germi e le setticemie, talora polimicrobiche, possono
condurre a endocardite o ad altre infezioni a distanza. Quando il
processo infettivo determina una tromboflebite settica della vena
giugulare interna, si può osservare lo sviluppo di una sindrome
gravissima con febbre persistente, setticemia, embolizzazione settica
ai polmoni e al cervello e focolai infettivi metastatici multipli in
organi periferici. Questa evenienza è stata osservata come complicanza
di setticemie da diverse specie di Fusobacterium,
secondarie a faringiti essudative, ma è diventata eccezionale
dopo l'avvento degli antibiotici. Sinusiti II
ruolo dei batteri anaerobi nelle sinusiti acute può essere sottostimato
a causa della raccolta dei campioni clinici effettuata in modo
inadeguato per lo sviluppo di tali germi. In uno studio sulle sinusiti
croniche, gli anaerobi sono stati isolati dal 52% dei campioni ottenuti
durante gli interventi di frontoetmoidotomia esterna o antrotomia
radicale. Allo stesso modo, gli anaerobi sono molto più spesso
implicati in otiti medie suppurative croniche che non in otiti medie
acute; l'essudato purulento che fuoriesce da condotti auricolari
cronicamente infettati contiene anaerobi, in particolare varie specie di
Bacteroides, fino al 50% dei
casi. In contrasto con quanto si osserva nelle altre infezioni del capo
e del collo, B. fragilis è
stato isolato nel 28% dei soggetti con otite media cronica. Gli
ascessi cerebrali sono frequentemente associati alla presenza di batteri
anaerobi. Le colture di materiale proveniente da queste lesioni
risultano positive per batteri anaerobi sino all'85% dei casi, qualora
vengano impiegate tecniche batteriologiche appropriate. Gli anaerobi
più frequentemente isolati sono i cocchi Gram-positivi, seguiti dai
fusobatteri e dalle diverse specie di Bacteroides.
Spesso in corso di infezioni miste e di ascessi cerebrali sono
isolabili anche streptococchi facoltativi o microae-rofili e batteri
coliformi. Le
infezioni pleuropolmonari da anaerobi sono secondarie all'aspirazione
del contenuto orofaringeo, solitamente associata ad alterazioni dello
stato di coscienza o ad assenza del riflesso faringeo. Si distinguono
quattro sindromi cliniche legate a questo tipo di patogenesi: la
polmonite da aspirazione semplice, la polmonite necrotizzante, l'ascesso
polmonare e l'empiema. La
polmonite da aspirazione deve essere distinta da altre due sindromi
cliniche associate all'aspirazione, ma non causate da batteri. Una
sindrome consegue all'aspirazione di solidi, generalmente cibo.
L'ostruzione delle vie aeree principali comporta, tipicamente, un'atelettasia
e un'infiammazione aspecifica di grado moderato. La terapia consiste
nella rimozione del corpo estraneo. La
seconda sindrome da aspirazione, definita sindrome di Mendelson, è più
facilmente confusa con la forma batterica. Questa
sindrome consegue all'aspirazione di materiale chimico, generalmente
succo gastrico, rigurgitato dallo stomaco. Ne deriva una condizione di
flogosi polmonare con distruzione del fattore surfattante alveolare e
rapida trasudazione di liquidi negli alveoli. Questa sindrome, che si
verifica in genere a poche ore da un'anestesia, quando il riflesso
faringeo è ancora alterato, da luogo a tachipnea, ipossia e febbre. La
conta leucocitaria può aumentare e il quadro radiologico del torace può
evolvere da una situazione di normalità a un'opacizzazione bilaterale
diffusa in un periodo variabile dalle 8 alle 24 ore. L'espettorazione è
scarsa. I sintomi e i segni polmonari possono andare rapidamente
incontro a risoluzione grazie alla terapia sintomatica, oppure evolvere
in insufficienza respiratoria con successivo sviluppo, entro pochi
giorni, di sovrainfezioni batteriche documentate dalla comparsa di
espettorato, febbre persistente, leucocitosi e segni di setticemia. La
terapia antibiotica non è indicata in questa sindrome, a meno che non
vi siano segni clinici di infezione batterica. A
differenza di queste sindromi, la polmonite batterica da aspirazione
si sviluppa più lentamente. Viene osservata nei pazienti
ospedalizzati con depressione del riflesso faringeo, con alterazioni
della deglutizione, con intubazione tracheale o con sondino nasogastrico;
si può, inoltre, osservare nei pazienti anziani e nei pazienti con
alterazione transitoria dello stato di coscienza, come si verifica in
seguito a crisi epilettiche, eventi vascolari cerebrali e abuso
alcolico. I pazienti che vengono ricoverati con questa sindrome sono
di solito ammalati da alcuni giorni e lamentano una febbre modesta,
malessere e tosse produttiva. L'anamnesi mette in evidenza fattori
predisponenti, come per esempio l'abuso di alcol o la residenza in un
ospizio. L'espettorato non è di solito maleodorante (a meno che il
processo patologico sia iniziato da oltre una settimana) e la colorazione
di Gram evidenzia una flora batterica mista con abbondanza di
polimorfonucleati. Colture affidabili si possono ottenere solo
evitando la contaminazione da parte della flora orale normale, cioè
tramite aspirazione transtracheale. Generalmente questa metodica non è
indicata per la valutazione di questi pazienti. Gli anaerobi più
spesso isolati in queste infezioni sono le specie di Prevotella, pigmentale e non pigmentale, il Fusobacterium nucleatum e le specie di Peptostreptococcus e di Bacteroides.
La radiografia del torace mostra un addensamento nei segmenti
polmonari declivi: se il paziente aspira mentre è in piedi o seduto
sono interessati i segmenti basali dei lobi inferiori; se invece il
paziente aspira mentre è in posizione supina, allora sono colpiti o il
segmento posteriore del lobo superiore (di solito a destra) o il
segmento superiore del lobo inferiore. I microrganismi isolati
riflettono la composizione della flora faringea, essendo P.
melaninogenica, le specie di Fusobacterium
e i cocchi anaerobi i germi di più comune identificazione. I pazienti
che vanno incontro ad aspirazione durante un ricovero ospedaliero
possono avere un'infezione mista che coinvolge en-terobatteri
Gram-negativi. Per
molti anni la penicillina è stata considerata il farmaco di elezione
per la cura degli ascessi polmonari, ma recenti studi clinici hanno
dimostrato che la clindamicina da
risultati migliori, presubilmente perché possiede uno spettro
d'azione più ampio per gli anaerobi orali. La penicillina, in
associazione con il metronidazolo o con altri antibiotici che abbiano
una azione verso gli anaerobi e gli aerobi orali, da probabilmente
risultati validi quanto quelli ottenuti con la clindamicina. La
chirurgia non è quasi mai indicata perché rischia di favorire la disseminazione
del contenuto ascessuale nei polmoni. L'empiema
è una complicanza di un'infezione polmonare da anaerobi che dura da
lungo tempo. La presentazione clinica ricorda altre infezioni da
anaerobi, manifestandosi con un espettorato fetido. Può essere
presente un dolore di tipo pleurico con notevole dolorabilità della
parete toracica. Infezioni
intraddominali B. fragilis entero-tossigeno è
stato associato a casi di diarrea acquosa in alcuni bambini
piccoli e adulti. In studi caso-controllo di bambini con malattia
diarroica non diagnosticata, B.
fragilis enterotossigeno è stato isolato in circa il 20% dei
bambini con diarrea e in meno del 5% dei controlli. Il ruolo di questa
enterotossina e di B. fragilis enterotossigeno nella malattia diarroica è ancora da
chiarire. Infezioni
pelviche La
vagina di una donna in condizioni normali costituisce uno dei
principali serbatoi di batteri aerobi e anaerobi. Nella flora normale
del tratto genitale femminile gli anaerobi sopravanzano gli aerobi con
un rapporto di circa 10:1 e comprendono cocchi Gram-positivi e diverse
specie di Bacteroides. I
batteri anaerobi sono isolati dalla maggior parte delle pazienti con
infezioni del tratto genitale quando queste ultime non sono causate da
patogeni a trasmissione sessuale. I principali patogeni anaerobi sono B.
fragilis, P. bivia, P. disiens, P. melaninagenica, cocchi anaerobi e
diverse specie di clostridi. Sebbene queste infezioni abbiano
frequentemente un carattere misto, coinvolgendo sia gli anaerobi sia i
coliformi, le infezioni pure da anaerobi senza coliformi risultano più
frequenti in corso di ascessi pelvici che non di quelli addominali.
Queste infezioni sono caratterizzate dalla presenza di un essudato
maleodorante a carattere purulento o ematico proveniente dall'utero,
con dolorabilità generalizzata dell'utero o locale della pelvi,
associata a febbre continua e brividi; questa patologia può complicarsi
con la comparsa di una tromboflebite settica e con l'eventuale
sviluppo di embolie polmonari. Si suppone che i germi anaerobi siano la
causa delle vaginiti batteriche. Questa sindrome è caratterizzata da
abbondanti secrezioni maleodoranti e dalla presenza di numerosi batteri
in vagina, compresi Gardnerella vaginalis, Prevotella spp. e Mobiluncus spp., i peptostreptococchi e i miceti del tratto
genitale. Si ritiene che i batteri anaerobi abbiano un ruolo
nell'eziologia della malattia infiammatoria pelvica e diversi
ricercatori hanno rilevato un'associazione tra vaginosi batterica e
sviluppo di malattia infiammatoria pelvica.
oppure
cfr |
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