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Il
trattamento delle infezioni da anaerobi
appunti del
dott.
Claudio Italiano
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indice infettivologia
Le infezioni da batteri anaerobi
Le infezioni da batteri anaerobi, clinica -1
Le infezioni da batteri anaerobi, clinica -2
Terapia con beta-lattamici |
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Centinaia di specie di anaerobi non sporulanti sono parte della
flora normale della cute, della bocca, del tratto intestinale e
della vagina. Se tale relazione di commensalità viene rotta (p.
es., per interventi chirurgici, traumi, scarso apporto
sanguigno, necrosi tissutale), alcune specie di questi germi
possono provocare infezioni con morbosità e mortalità
elevate. L'unico trattamento efficace delle infezioni da
anaerobi è costituito dall'associazione di una terapia
antimicrobica mirata con la resezione chirurgica e il drenaggio
delle raccolte purulente (cfr
Le infezioni da batteri anaerobi, clinica -1
Le infezioni da batteri anaerobi, clinica -2 ).
Il drenaggio delle cavità ascessuali deve essere comunque
eseguito non appena compaiono i segni di localizzazione o di
fluttuazione. Le perforazioni devono essere prontamente
richiuse, i tessuti devitalizzati e i corpi estranei rimossi, le
cavità chiuse drenate, i compartimenti tissutali decompressi; si
deve, infine, assicurare un adeguato apporto di sangue nella
sede d'infezione.
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Non appena compaiono i segni di localizzazione o
di fluttuazione, le cavità ascessuali devono essere drenate. Mentre in
passato era necessario intervenire chirurgicamente per eseguire il
drenaggio, con l'avvento della tomografia computerizzata (TC), della
risonanza magnetica (RM) e dell'ecografia i radiologi sono ora in grado
di drenare un certo numero di ascessi per via percutanea.
I pazienti con infezioni da batteri anaerobi richiedono
un trattamento con antibiotici appropriati. I test di sensibilità
antimicrobica per i batteri anaerobi sono controversi e difficili da
eseguire. A causa della lenta crescita di molti anaerobi, della
mancanza di tecniche standardizzate e di standard di resistenza
correlati con la clinica e i buoni risultati ottenuti con la terapia
empirica, i saggi di sensibilità antimicrobica in vitro sono
raccomandati solo per lo studio degli spettri di resistenza nei centri
regionali o negli ospedali locali, per valutare l'efficacia o meno dei
nuovi antibiotici e per il trattamento di pazienti selezionati. La
terapia antibiotica iniziale deve essere scelta in base alla conoscenza
dei patogeni più probabilmente presenti in una specifica condizione
clinica, oltre che sulla base di quanto osservato alla colorazione di Gram, che può suggerire la presenza di determinate specie batteriche. In
molte infezioni, gli anaerobi sono frammisti a coliformi o altri
microrganismi facoltativi. I regimi terapeutici migliori, quindi, sono
di solito quelli attivi contro i batteri aerobi e anaerobi. E
trattamento antibiotico nei confronti degli anaerobi può essere scelto
quasi sempre su base empirica in maniera appropriata, dal momento che lo
spettro di sensibilità antimicrobico è generalmente prevedibile.
Microrganismi appartenenti al gruppo B. fragilis sono resistenti
alla penicillina. Il trattamento antibiotico dell’infezioni da anaerobi
localizzate in sede sottodiaframmatica deve essere rivolto
essenzialmente verso B. fragilis. Recentemente è stata riportata
la produzione di beta-lattamasi in ceppi che solitamente sono isolati da
infezioni che originano al di sopra del diaframma; il 40-60% degli
isolamenti clinici classificati come Prevotella o
Porphyromonas. specie non B. fragilis di Bacteroides o
specie di Fusobacterium, è stato segnalato come produttore di
beta-lattamasi. Le implicazioni cliniche della resistenza non sono
state completamente chiarite e la maggior parte delle infezioni orali e
delle polmoniti da anaerobi risponde bene alla penicillina. Tuttavia,
la clindamicina sembra essere superiore alla penicillina nel
trattamento degli ascessi polmonari. Sebbene la maggior parte delle
infezioni orali da anaerobi e delle polmoniti da anaerobi si risolva con
la terapia penicillinica, alcune infezioni causate da microrganismi del
cavo orale non rispondono; in questi casi è raccomandato l'uso di un
farmaco efficace nei confronti degli anaerobi resistenti alla
penicillina.
Terapia
Le infezioni orofaringee da
anaerobi devono essere trattate con la penicillina G. Di rado le
infezioni orali non rispondono e devono essere trattate con un farmaco
efficace nei confronti degli anaerobi penicillino-resistenti . Gli
ascessi polmonari devono essere trattati con clindamicina o con una
combinazione di un beta-lattamico con una beta-lattamasi. Nei pazienti
allergici alle penicilline, risultano utili la clindamicina o il
metronidazolo (associati a un farmaco attivo contro gli aerobi).
Le infezioni pericolose per la vita
coinvolgenti la flora anaerobica della bocca, come quelle localizzate
alla testa e al collo, devono essere trattate in maniera empirica come
se fossero causate da anaerobi resistenti alla penicilina. Le infezioni
meno gravi causate dalla microflora orale possono essere trattate
solamente con la penicillina; se il paziente risponde poco alla terapia
può essere aggiunto il metronidazolo (o la clindamicina). Se viene
utilizzato il metronidazolo quale terapia per un'infezione mista da
aerobi e anaerobi, è necessario associare altri antibiotici. Nelle
infezioni miste da germi anaerobi e aerobi è imperativa l'associazione
di altri antibiotici al metronidazolo. Il metronidazolo è inefficace
contro i germi aerobi,
Actinomyces e Propionibacterium. La
sensibilità dei peptostreptococchi al metronidazolo non è prevedibile e
il trattamento della sepsi intraddominale deve comprendere tarmaci
attivi contro la flora batterica intestinale.
L'associazione antibiotica usata nelle infezioni miste di origine orale
comprende antibiotici attivi contro la flora batterica aerobica orale.
Terapia antibatterica per le infezioni da bacilli
Gram-negativi anaerobi più frequentemente isolati
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Gruppo 1 (resistenza
<1%) |
Gruppo 2 (resistenza < 15%) |
Gruppo 3 (resistenza variabile) |
Gruppo 4 (resistenti) |
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Metronidazolo* Ampicillina/sul-bactam
Ticarcillina/acido clavulanico Piperacillina/ta-zobactam
Imipenem Meropenem Cloramfenicolo** |
Clindamicina Cefoxitina Alte dosi di penicilline
anti-Pseudomonas |
Penicillina Cefalosporine Tetraciclina
Vancomicina Eritromicina |
Aminoglicosidi Chinoloni Monobactamici |
* Deve essere somministrato, di solito, in associazione
con antibiotici attivi nei confronti dei batteri aerobi. Per le
infezioni che originano al di sotto del diaframma è essenziale una
copertura antibiotica verso i germi Gram-negativi aerobi. Per le
infezioni che originano dal cavo orale vanno aggiunti antibiotici attivi
verso i batteri Gram-positivi aerobi. Inoltre, il metronidazolo non è
efficace nei confronti di Actinomyces e di Propionibacterium
ed è poco affidabile nei confronti dei peptostreptococchi.
** II cloramfenicolo probabilmente non ha la stessa
efficacia degli altri antibiotici del gruppo 1 nei confronti delle
infezioni da anaerobi.
Frequenza di resistenza alla penicillina tra i bacilli
Gram-negativi anaerobi più frequentemente isolati
Microrganismo
Frequenza di resistenza alla penicillina*
Bacteroides fragilis Alta
Bacteroides thetaiotaom/cron Alta
Bacteroides ovatus Alta
Bacteroides distasonis Alta
Bacteroides vulgatus
Alta
Bacteroides gracilis Alta
Bilophila wadsworthia
Alta
Fusobacterium nucleatum
Bassa
Fusobacterium necrophorum
Bassa
Fusobacterium mortiferum Bassa
Fusobacterium varium Bassa
Prevotella
spp. Moderata
Porphyromonas
spp. Bassa
"Alta: >90% dei ceppi; moderata: dal 5 al 90% dei ceppi;
bassa: <5% dei ceppi.
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