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Metabolismo della
bilirubina e gli
itteri:
il
paziente giallo!
cfr anche
il
paziente con ittero
appunti e
riflessioni personali del dott.
Claudio Italiano, epatologo
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Le
notizie contenute nel sito hanno solo valenza di informazioni
scientifiche; nessuno può automedicarsi rifacendosi a
contenuti di questo mio sitoweb. Ciascuno deve rivolgersi al
proprio medico per le cure!
A tutti è capitato di
osservare una persona che improvvisamente ha gli occhi gialli e la cute
giallastra. Si tratta di un sintomo assai importante
che merita subito
l'attenzione del medico curante! Pertanto se avete questi sintomi
rivolgetevi subito al vostro medico di fiducia e chiedete le
indagini del caso confrontano il link appresso riportato sul profilo
epatico, inoltre confrontate anche tutti questi link in tema di
epatopatia, ma non escludete, in caso di ittero, il tumore
del pancreas, che è una causa possibile di ittero
e la calcolosi
della via biliare e, quindi, il suo trattamento
e considerate le malattie del fegato connesse con l'alcool,
come la cirrosi
epatica, le epatiti acute (cfr Le
epatiti autoimmuni Epatite
A Epatite
B Epatite
C) e
la cirrosi
biliare primitiva::
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Links correlati al tema trattato:
colestasi
ascite
ittero
albumina
e impiego in clinica
profilo
epatico
albumina
albumina
e sue funzioni
trattamento
dell'ascite cirrosi,
colangite
sclerosante,
cirrosi
biliare primitiva,
epatite in
gravidanza,
tumore della testa del
pancreas
calcolosi
della via biliare
tumore
della papilla di Vater
La bilirubina è responsabile della
colorazione giallastra (ittero, itterizia) delle mucose e della cute in
caso di:
-
aumento della bilirubina per
sovraccarico di bilirubina da cause extra ed intraglobulari (es.
emolisi dei globuli rossi, cfr anemie)
-
aumento della bilirubina perchè il
fegato non la capta (sindrome di Gilbert e Crigler-Najjar, cfr ittero)
-
aumento della bilirubina per cause
connesse alla sua mancata eliminazione epatica ed accumulo
nell’organismo (per es. epatite virale (cfr Epatite
A Epatite
B Epatite
C ), cirrosi,
colangite
sclerosante, cirrosi
biliare primitiva, epatite in
gravidanza, tumore della testa del
pancreas con ostruzione da compressione sul coledoco, calcolosi
della via biliare, tumore
della papilla di Vater, ecc. ecc.)
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Pertanto la prima cosa da valutare è
quella di capire se la bilirubina è diretta o indiretta:
-
diretta o coniugata se la quota
che è maggiore proviene dal fegato, dove è coniugata con
ac.glicuronico, per una patologia di escrezione del fegato e/o delle
vie biliari ostruite (cfr il
profilo epatico);
-
indiretta o non coniugata, cioè
che deriva dai globuli rossi, dall’emoglobina che si trasforma in
bilirubina, per esempio nelle crisi di anemia
emolitica, oppure perchè il fegato non riesce a captarla ed
eliminarla (ittero).
Struttura della
bilirubina:
E’ un tetrapirrolo lineare, derivante
dall’apertura del tetrapirrolo ciclico della protoporfirina IX
dall’emoglobina, per rottura di un ponte metinico. E’ caratterizzata da
legami intramolecolari H+ tra i gruppi COOH e NH con perdita totale
della solubilità in H2O ed acquisizione di elevata solubilità in
solventi non polari e lipidi. Dopo esposizione alla luce tra 400-500 nm
si determina fotoisomerizzazione, cioè oltre l’isomero normale Z-Z si
creano isomeri Z-E, E-Z, E-E, con diversa configurazione planare degli
H+ dei ponti metinici che uniscono i piroli e perciò più solubilità nei
solventi acquosi (ciò è sfruttato nell’ittero neonatale fisiologico, con
esposizione alla lampada UV). Nel fegato si realizza esterificazione
prevalente con radicali glucuronici a livello dei carbossili delle
catene laterali propioniche con aumento della solubilità in acqua e
riduzione nell’assorbimento intestinale. La bilirubina diffonde invece
facilmente a livello della barriera ematoencefalica, placenta e mucosa
intestinale.
Origine della
bilirubina:
La produzione media giornaliera è di
250-350 mg/24 h e deriva dalla demolizione dell’anello prostetico
dell’emoglobina nel corso del processo di emocateresi a livello del
sistema reticolo istiocitario e del catabolismo delle emoproteine
tissutali, citocromo P450, mioglobine, enzimi con eme.
1) La prima tappa della formazione
della bilirubina a partenza dalla emoglobina consiste nel distacco dell’eme
dalla globina; quest’ultima andrà incontro ad una progressiva idrolisi
con inserimento dei prodotti derivati nel pool degli aminoacidi; 2) azione dell’emeossigenasi
microsomiale che richiede 3 molecole di O2 per mole di eme degradato e
disponibilità di NADPH-citocromo c-reduttasi microsomiale per cui l’eme
subirà l’apertura dell’anello pirrolico in corrispondenza del ponte
alfa-metinico centrale; si forma un tetrapirrolo centrale con Fe++
(biliverdina-Fe++); da questo dopo il distacco del Ferro deriverà la
biliverdina.
3) azione della biliverdina
NADPH-reduttasi, che determina la riduzione della biliverdina in
bilirubina.
Il sistema eme-ossigenasico è
costituito quindi da tre enzimi distinti: due microsomiali,
eme-ossigenasi e biliverdina-reduttasi. La capacità metabolica di questo
sistema risulta molto elevata ed è ulteriormente esaltata negli stati
iperemolitici. L’attività di questo sistema è modulata da vari ormoni,
in particolare glucagone, catecolamine che agiscono inducendo la
formazione di AMP ciclico nell’epatocita.
Trasporto della
bilirubina.
La bilirubina in circolo si lega
all’albumina ai radicali istidinici, argininici e tirosinici; la quota
legata e la quota libera stabiliscono un equilibrio emodinamico; la
quota libera può penetrare la barriera ematoencefalica nelle prime fasi
della vita, depositandosi nei nuclei della base nelle prime fasi della
vita.
La bilirubina coniugata è anch’essa
veicolata dalla albumina ma con affinità minore tanto che nei capillari
glomerulari diffonde per ritrovarsi nelle urine.
Captazione
epatica
La rimozione dal circolo della
bilirubina è rapida, attraverso un legame dell’albumina a recettori
specifici di membrana situati verso il versante sinusoidale. Il
recettore migra verso la superficie citoplasmatica, questo recettore è
verosimilmente una proteina di membrana di 60.000 daltons. Nel
citoplasma la bilirubina contrae un legame con frazioni proteiche
presenti nel citosol, la ligandina o proteina Y o
glutatione-S-transferasi B, con peso molecolare di 47.000 daltons,
costituita da due subunità A e B di 22.000 e 25.000 daltons, riunite da
due ponti disolfurici e la proteina Z , con peso 11.000; la prima
trasporta la bilirubina ed altri anioni organici; la seconda anche gli
ac.grassi a catena lunga, a quest’ultima il legame della bilirubina è
possibile specialmente in caso di saturazione di Y o per impedire il
reflusso verso il sinusoide della bilirubina.
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fegato.
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Coniugazione
della bilirubina.
Il processo di coniugazione avviene
nel REL e nel REG e consente di ottenere un composto idrosolubile che
può essere escreto nella bile. La modalità prevalente di coniugazione è
con l’acido glicuronico e porta alla formazione di derivati mono e
diglicuronoconiugati. In condizioni normali l’esterificazione del
carbossile propionico avviene con l’ossidrile in posizione 1 dell’acido
glicuronico. Il processo di coniugazione è catalizzato da una
UPD-fosfoglicuronil-transferasi, localizzata a livello della membrana
del reticolo endoplasmatico sia liscio che rugoso. Si attua in 2 tempi:
1) bilirubina monoglucuronide, 2)
bilirubina diglicuronide per esterificazione della seconda catena
propionica centrale, oppure 2 molecole di monoglicuronide si possono
fondere insieme liberando una molecola di bilirubina libera, reazione
catalizzata da una dismutasi,
bilirubina-glicuronoside-glicuroniltransferasi.
La bilirubina coniugata viene poi
escreta al polo biliare dell’epatocita. In condizione di ostacolo
all’escrezione una parte della bilirubina coniugata può anche essere
eliminata attraverso il polo sinusoidale e ritornare al circolo
sistemico per essere eliminata dal rene, per cui le urine assumono, in
tal caso, un colore intenso ("urine marsala" dell’epatite).
.
Escrezione della
bilirubina con la bile.
La bilirubina coniugata viene escreta
attraverso la membrana canalicolare dell’epatocita. Si tratta
verosimilmente di un processo attivo, mediato da carriers di membrana
utilizzati anche da altri anioni quali BSF, verde indocianina, mezzi
contrastografici), meccanismo che richiede consumo di energia. La
bilirubina escreta è quasi sicuramente coniugata a meno dell’1 %. Nel
tratto gastroenterico viene idrolizzata dalla Beta glicuronidasi
batterica presente nell’ileo terminale e nel colon, originando
tetrapirroli indicati col termine di bilinogeni (uro,meso,stercobilinogeno)
che vengono escreti con le feci in quantità di 200-300 mg/die. Gli
urobilinogeni vengono ossidasi a biline ed escreti con le feci; una
parte (20%) viene riassorbita nell’intestino, trasportata a livello
epatico ed escreta con la bile. Una quota che sfugge alla captazione
epatica viene filtrata attraverso il tubulo renale distale ed escreta
con le urine, urobilinogeno pari a 2-4 mg/die. La determinazione della
bilirubina sierica, dei bilinogeni e delle biline urinari permette
un’accurata valutazione del metabolismo della bilirubina.
Se vi è bilirubinuria significa che
bilirubina coniugata è sfuggita al filtro epatico ed è stata superata la
capacità di riassorbimento del tubulo renale (urine "marsala" ).
Urobilinogenourinario : valori
normali: 0,2-0,3% (quota che sfugge al fegato durante il circolo
enteroepatico)
Se questi valori aumentano
significa: 1) aumentata produzione di bilirubina, rallentato transito
intestinale, sovracrescita batterica nel piccolo intestino, ed in tutte
le epatopatie che interferiscono con la normale captazione dell’urobilinogeno
(epatiti acute, cfr Epatite
A Epatite
B Epatite
C , cirrosi,
colestasi
in gravidanza)
Urobilinogeno fecale: normale
100-200 mg/die; aumenta per iperproduzione di bilirubina; si riduce
nelle ostruzioni biliari (feci ipocoliche o acoliche).
Classificazione
degli itteri:
.
-
-Ittero preepatico
-
-Ittero epatocellulare
-
-Ittero post-epatico
Nel primo caso, per gli itteri
preepatici, la causa è prima del fegato, cioè un ecesso di bilirubina
per emolisi, anemia sideroblastiche, talassemia, drepanocitosi
(cfr anemie a) ecc.;
Nel secondo caso, per gli itteri
epatocellulari, avremo:
-
-S. di Gilbert:con bilirubina
indiretta di 1,5 e 6 mg/dl, difetto della glicuroniltransferasi e della
captazione e trasporto della bilirubina. La diagnosi si fa con la prova
del digiuno per 36 ore, ed aumento della bilirubina x 2 volte, e prova
della BSF nella norma, mentre il test da carico con bilirubina non
coniugata è alterato;
-
-S. di Crigler Najjar tipo II e tipo
I, per deficit totale o parziale della glicuroniltransferasi, le urine
non hanno alterazioni cromatiche, ma le feci sono ipocoliche, la
bilirubina di tipo indiretto, tra 15 e 25 mg/dl, e 6-12 mg/dl; il carico
con BSF è normale;
-
-S. di Dubin-Johnson e di Rotor, sono
itteri a bilirubinemia mista; il Dubin Johnson presenta alterazione dei
test da carico di bilirubina non coniugata con rigurgito della
bilirubina coniugata, ed anche del test con la BSF;
-
-S. di Rotor: il test con BSF non
presenta il rigurgito epatico al 90°, anche se è ridotta la captazione
ed il fegato non si visualizza con Tc-HIDA;
-
-S. di SummersKill-Walshe o colestasi
intraepatica ricorrente benigna: sconosciuto il fattore patogenetico, si
caratterizza per tendenza alle sindromi colestatiche scatenate da
fattori diversi: ittero gravidico, estroprogestinici, episodi
primaverili ed autunnali, probabilmente legati a reazioni
antigene-anticorpo ed immunocomplessi.
Nel terzo caso, ittero post-epatitico,
pensiamo ad un difetto ostruttivo, intra o extraepatico, cioè ad una
stasi nell’escrezione. ATTENZIONE! perchè se la bilirubinemia coniugata
si innalza improvvisamente bisognerà porre diagnosi differenziale con
epatite virale acuta cfr Epatite
A Epatite
B Epatite
C ,Epatite
D
Epatite E epatite
da farmaci o ostruzione delle vie biliari in corso di
carcinoma della testa del pancreas, od oddite, papillite, colangite
sclerosante, cirrosi
biliare primitiva, semplice cirrosi
alcolica, calcolosi
della via biliare principale. In questi casi, posta diagnosi, si
dovrà procedere a liberare la via biliare dall'ostruzione (cfr
terapia calcolosi della via biliare) ecc. Utile sarà
in questi casi l’ERCP, ossia la colangiografia retrograda perendoscopica,
con lo studio indiretto del cancro attraverso l’immmagine delle vie
biliari.
La diagnostica funzionale va intesa
come diagnosi delle patologie. Poter valutare la funzionalità epatica è
difficile date le molteplici funzioni epatiche ed occorrono un numero
elevato di indagini; si è arrivati a definire le sindrome
clinico-bioumorali, cioè quadri clinici associati ad esami di
laboratorio: esse sono 5:
-
- La sindrome da ritenzione biliare;
-
- la s. da insufficienza
epatocellulare;
-
- la s. da necrosi epatocitaria;
-
- la s. da flogosi acuta
-
- la s. da infiammazione subacuta
cronica con infiltrato mesenchimale.
Pertanto un epatopaziente dovrà
presentare uno o più esami di laboratorio alterati per essere inquadrato
in tali sindromi.
La sindrome da ritenzione biliare
si caratterizza per aumento della bilirubina glicuronata, colalemia con
bilirubinuria ed aumento della F.A., se essa è insorta da poco tempo il
parenchima è risparmiato;
La sindrome da insufficienza
epatocitaria è caratterizzata da una riduzione delle funzioni
metaboliche del fegato con riduzione dell’albumina, del fibrinogeno,
perchè queste sostanze sono create dal fegato ecc.
La sindrome da necrosi è data
dalla distruzione delle cellule con morte delle cellule e notevole
rialzo delle transaminasi ed altri enzimi come
l’Ornitilcarbamiltransferasi, OCT, sorbitolo deidrogenasi SDH dentro le
cellule;
La sindrome da flogosi acuta
con aumento della VES e della frazione gamma, delle delle IgG;
La sindrome da flogosi subacuta con
attivazione mesenchimale ed aumento delle gammaglobuline,
soprattutto le IgG.
Lo specialista deve utilizzare gli
esami più utili per giungere alla definizione della sindrome bioumorale.
STUDIO DELLA
FUNZIONE PROTIDOMETABOLICA.
Comprende il dosaggio delle proteine
totali e frazionate; una cosa importante è che le albumine sono di
esclusiva pertinenza epatica mentre gli anticorpi hanno una diversa
origine; L’ipoalbuminemia (cfr albumina,
profilo
epatico) può dipendere da: 1) ridotta sintesi epatica o
2) aumentata perdita col rene; nel cirrotico si perdono per stasi
attraverso l’apparato digerente; nell’epatite cronica è ridotta
l’albumina ed il grado di ipoalbuminemia cresce con la patologia. Anche
le gammaglobuline aumentano nelle affezioni croniche per attivazione
mesenchimale ed aumento degli autoanticorpi, con aumento delle
gammaglobuline delle varie classi, M A e G; però nelle fasi iniziali
l’aumento è a carico delle IgM quindi delle IgG; nella cirrosi aumentano
le IgA, per cui è possibile dire se l’epatopatia ha origine recente (IgM)
o di insorgenza cronica (IgA ed IgG) ; si possono inoltre ricercare gli
autoanticorpi ANA, SMA o antimuscolo liscio, ANCA o anticitoplasma.
Altri esami comprendono il dosaggio dell’aptoglobina, il cui dosaggio è
compreso tra 0.5 ed 1 mg e si riduce fino a scomparire in relazione al
danno epatico. Un aumento delle IgG può correlarsi all’aumento degli
autoanticorpi.
Altra indagine è lo studio dell’ammoniemia
perchè occorrono tempi rapidi di esecuzione; l’NH3 è un prodotto di
degradazione delle proteine e l’eliminazione è epatica ed anche l’ammoniemia
è indice di funzionalità.
La cosa più importante è il complesso
protrombinico e può dipendere dalla Vit. K, per cui valutando il tempo
di protrombina , che dipende dal fattore V, X ed VII che sono vit. K
dipendenti si può stabilire se il difetto è epatico o da carenza
alimentare; per cui si procede somministrando Vit. K ma nell’epatopaziente
la sintesi resta sempre bassa.
STUDIO DELLA
FUNZIONE GLICOMETABOLICA DEL FEGATO
Il fegato è il magazzino per il
glucoso che è immagazzinato come glicogeno. Si è visto che nelle
epatopatie croniche si ha una maggiore dismissione del glucoso con
aumento della glicemia, per cui gli epatopazienti sono diabetici. Esiste
una prova da carico con galattosio o di Bauer che si fa in vena e si
cerca nelle urine per vedere se il fegato può inglobare galattosio; per
cui se il quantitativo è maggiore del 5% vuol dire che c’è difetto
epatico ad immagazzinare. Metabolismo lipidico: dosaggio della
colesterolemia frazionata, cioè la frazione esterificata perchè è il
fegato che esterifica.
index
indice epatologia
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