|
|
BIOPSIA
CERVICALE
appunti
del
dott. Claudio Italiano
Se invece l'unico segno della sospetta malignità è la positività
dell'esame citologia ( cfr
Il
pap
test
, classe III, persistente, classe IV o classe V) e sulla
portio non vi è un aspetto chiaramente neoplastico, occorre praticare un
prelievo di tessuto che comprenda tutta la zona cervicale dalla quale
possono essersi sfaldati gli elementi cellulari reperiti nello striscio.
Questa zona ha la forma di un cono e comprende buona parte dell'esocervice
intorno all'orificio uterino esterno e quasi tutto il canale cervicale.
L'asportazione di questo cono di tessuto cervicale prende il nome di
conizzazione.
Se l'aiuto del colposcopio e del test di Schiller ha permesso di
localizzare l'area o le aree, dalle quali sicuramente sono esfogliate le
cellule atipiche, si può fare a meno della conizzazione e, sotto
controllo colposcopia), si eseguirà l'asportazione della zona ove ha
sede la lesione sospetta, praticando una biopsia mirata.
È sempre bene associare alla conizzazione l'esame della cavità uterina
ed alla biopsia mirata l'esame frazionato della cavità uterina e del
canale cervicale onde accertare istologicamente anche lo stato della
mucosa endometriale ed endocervicale.
Tecnica della conizzazione
Si afferra la portio con due pinze a denti, verso le ore 6 e 12.
dopo aver praticato una accurata disinfezione ed il test di Schiller. Si
infigge quindi un bisturi angolato ad un'opportuna distanza
dall'orificio uterino esterno e si incide circolarmente intorno ad esso
asportando un cono di tessuto che deve comprendere tutta l'eventuale
area iodonegativa.
Il tratto di cono che viene asportato deve comprendere nella donna in
età fertile circa 2.5 cm di canale cervicale, mentre nella donna in
menopausa, nella quale la zona della giunzione squamo-colonnare
dell'epitelio risale internamente (detta zona è la più pericolosa) è
bene arrivare sino all'orificio uterino interno.
Si pratica poi una accurata emostasi, di solito collocando due punti in
catgut a tutto spessore per ogni lato del collo.
Si deve sottolineare che la conizzazione rappresenta un piccolo
intervento chirurgico e come tale va considerato, per cui occorrono
esami preoperatori - trattamento preventivo delle infezioni
cervico-vaginali - disinfezione accurata prima di incidere - garanzia ai
sterilità per il materiale usato). Preferibilmente l’ intervento si
esegue in anestesia generale.
La tecnica con la quale viene prelevato il cono deve attuare una
conizzazione completa, asportando cioè tutta l'area potenzialmente
sospetta e pericolosa. Nelle pazienti in età fertile si procede con un
prelievo di tessuto meno esteso.
Una volta ottenuto il pezzo di collo uterino, esso va esaminato allo
scopo di valutare eventuali lesioni. Esse possono essere rappresentate
da:
a) Displasia di basso grado, medio o alto grado (displasia maligna o
benigna)
b) Carcinoma in situ, cioè lesione tumorale che non ha sconfinato, con
prognosi favorevole;
c) Carcinoma in situ ma con eventuale invasione dello stroma
d) Carcinoma microinvasivo
e) Carcinoma invasivo.
Occorre osservare che in gravidanza o sotto terapie ormonali, è facile
imbattersi in striscio che induce in errore per classificazioni al III
grado o addirittura che fanno pensare a cellule cancerose. Per cui la
diagnosi deve essere mirata ed oculata.
oppure cerca altri argomenti a:
index di sessuologia
index dei
tumori |
|