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La sindrome di Budd-Chiari (BCS)

 

appunti del dott. Claudio Italiano                    oppure cerca all'indice di epatologia

 

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Essa è dovuta all’ostacolo al deflusso epatico per occlusione trombotica o di altra natura.

 

A Classificazione ed eziologia

1 Classificazione in base a:

a durata dei sintomi e dei segni dell'epatopatia:

- acuta

- sub acuta

- cronica

b sede dell'ostruzione:

- piccole vene epatiche. ad esclusione delle venule terminali

- grandi vene epatiche

- vena cava inferiore (lVC)

c causa dell'ostruzione

- rnembrane

- infiltrazione diretta da parte di turnori o metastasi lungo le vene

- trombosi

 

L'ostruzione si può verificare in qualunque punto delle vene sovraepatiche o può originare nella porzione intraepatica della vena cava inferiore. L'ostruzione è in genere causata da trombi e a volte da corde fibrose, briglie o membrane che sono, presumibilmente, il residuo di trombi o un'infiammazione proliferativa. Negli stadi acuti, il fegato si presenta edematoso, aumentato di dimensioni, con superficie liscia e violaceo. Dal punto di vista microscopico c'è un'importante congestione dei sinusoidi e la distruzione degli epatociti nella zona 3. Nei casi cronici, si verificano la fibrosi e la rigenerazione nodulare con la conseguente perdita della normale architettura epatica. L'ipertensione portale può causare la splenomegalia e lo sviluppo di circoli collaterali porto-sistemici. In circa il 20% dei casi si verifica una trombosi secondaria della vena porta. Il lobo caudato è spesso risparmiato, perché dotato di un sistema di drenaggio autonomo nella vena cava inferiore, e aumenta di dimensioni solo più tardi per un meccanismo di compenso.

 

L’occlusione da membrane è la causa più comune nel mondo di BCS. Le altre cause sono:

a)       Disordini ematologici come la policitemia vera

b)       Emoglobinuria parossistica notturna

c)       Disordini mieloproliferativi aspecifici

d)       Sindrome antifosfolipidi

e)       Diatesi trombotica per : carenza di proteina C e proteina S, carenza di antitrombina III, mutazione del fattore V di Leiden

f)        Gravidanza o uso di estrogeni ad alte dosi (contraccettivi orali)

g)       Infezioni croniche

h)       Ascesso amebico

i)         Cisti idatidea

j)         tubercolosi

k)       Tumori come il carcinoma epatocellulare, carcinoma a cellule renali,  leiomiosarcomi

l)         Malattia infiammatoria cronica, malattia di Behçet

m)     Malattia infiammatoria dell’intestino

n)       sarcoidosi

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Entro tre mesi dall’esordio il paziente richiede il consulto medico per una sintomatologia classica caratterizzata dalla triade:

a)       Epatomegalia, a cui può seguire una splenomegalia in circa la metà dei casi. L’edema periferico può suggerire anche la trombosi della vena cava inferiore.

b)       Ascite, con elevata concentrazione di proteine > 2 g/dl, mentre la conta delle cellule bianche è di solito < 500; il rapporto di albumina sierica/albumina nel liquido ascitico  >1.1

c)       Dolore addominale

 

I pazienti possono presentare anche ittero, ma questa evenienza è più rara. Se il paziente non viene trattato la conseguenza è la morte per le complicanze dell’ipertensione portale.

 

Diagnosi

E’ necessario un elevato indice di sospetto per porre diagnosi di BCS in quanto le manifestazioni cliniche ed i risultati di laboratorio sono aspecifici. Le indagini strumentali da attuare sono:

l’ecografia del fegato con la sonda ecocolordoppler per migliorare lo studio delle vene sovra epatiche e studiare il flusso portale, per visualizzare il trombo nell’ambito delle vene epatiche. La sensibilità della tecnica è del 85-90%. Segue la RMN sequenziale che è in grado di visualizzare i trombi e di documentare l’assenza del flusso venoso a livello epatico. Talora si ricorre alla tecnica della “venografia epatica”.

Terapia

Si avvale di farmaci che però non garantiscono un successo completo perché il paziente va comunque a morte nell’85% -90% dei casi. L’anticoagulazione si serve di eparina e di warfarin ma è utile solo per prevenire le ricadute di trombosi portale.

Shunt porto-sistemico. Significa consentire lo scarico del sistema portale verso il sostema cavale attraverso:

a)       Shunt porta-cava latero-laterale

b)       Shunt meso-cavale

c)       Shunt meso-atriale

d)       Shunt porto-cavale latero-laterale con shunt cavo-atriale

Nel caso di mani chirurgiche esperte, la sopravvivenza a 5 anni è del 38-87%, a seconda delle casistiche.

Trapianto di fegato

Shunt peritoneo-venosi, usati per la cura dell’ascite  refrattaria.

Tecniche di radiologia interventistica.

Angioplastica per trattare le membrane

Posizionamento di stent metallici nelle vene epatiche

Posizionamento di stent nella cava

TIPS o shunt portale intraepatico trans giugulare, usato per correggere l’ipertensione portale, con risultati buoni fino a tre anni

 

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