Buprenorfina versus metadone, un mio studio

appunti del dott. Claudio Italiano

Introduzione

Scopo del nostro lavoro è stato quello di effettuare una verifica concreta circa i vantaggi offerti dall’impiego di buprenorfina versus metadone in soggetti in trattamento presso il SER.T (Servizio per le Tossicodipendenze), con l’intento di ottenere un quadro clinico-tossicologico della situazione degli ultimi 8 mesi ad oggi, per avere una visione più obiettiva, essendo stata introdotta in terapia la buprenorfina da appena un anno. In sostanza sono stati verificati gli effetti fisiologici e soggettivi di beneficio ed è stato quantizzata in maniera obiettiva la non ricaduta nell’abuso di oppiacei e cocaina per buprenorfina e per metadone. Il lavoro di ricerca è stato condotto su 2 gruppi di soggetti:

  • il gruppo in trattamento con metadone, n. 42 soggetti complessivi;

  • il gruppo in trattamento con buprenorfina, n.25 soggetti complessivi.

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    Obiettivi.

    Lo scopo del lavoro è stato quello di stabilire se il trattamento:

  • riduce od elimina il consumo di droghe, con riguardo ad eroina e cocaina;

  • migliora l’umore, il comportamento e lo stato di salute

  • riduce il craving

  • consente una migliore riabilitazione psico-sociale dell’individuo

  • Metodi.

    I soggetti arruolati per questo studio sono stati scelti fra coloro che seguono di buon grado il programma concordato, e, soprattutto, si sottopongono regolarmente al controllo delle urine per impiego di sostanze stupefacenti e/o psicotrope, con speciale riguardo per l’abuso di eroina e cocaina;

    I soggetti erano così suddivisi:

    -il gruppo in trattamento con metadone, costituito da n. 37 soggetti di sesso maschile e n. 5 di sesso femminile, di età compresa tra 28 e 52 anni (in media anni 36,83+5,65) che rappresentano, per così dire, la "vecchia" utenza, cioè eroinomani ai margini del sociale, con una storia di tossicodipendenza media di almeno 10 anni, con abitudine all’impiego di più sostanze, per es. cocaina, cannabis, alcool e psicofarmaci; essi assumono mediamente ogni girono 65+30,82 mg/die di metadone sciroppo cloridrato per os, in genere, con modalità "a mantenimento" e/o "protratto nel tempo";

    -il gruppo in trattamento con buprenorfina, costituito da n.24 soggetti di sesso maschile ed una femmina, di età tra compresa tra 20 e 40 anni (in media 30,92+5,88, costituiti da soggetti relativamente più giovani, in genere meglio integrati nel sociale e/o nelle loro famiglie, comunque disponibili al colloquio e che o hanno concordato dall’inizio il trattamento con buprenorfina o che hanno scelto di transitare dal trattamento con metadone all’impiego di buprenorfina. I dosaggi assunti di buprenorfina erano mediamente di 9,92+4,44 mg/die.

    -Il gruppo dei 42 soggetti che assumeva, in atto, metadone ha effettuato n. 1214 controlli sulle urine per metaboliti di eroina e cocaina; il gruppo dei 25 soggetti in trattamento con buprenorfina ha effettuato, invece, n. 770 controlli sulle urine.

    Risultati

    Dallo studio è emerso che:
    Il gruppo dei 42 soggetti che è trattato con metadone è risultato positivo per metaboliti urinari di oppiacei nel 23,52% dei casi e per impiego di cocaina nel 7% dei casi;
    Il gruppo dei 25 soggetti che è trattato con buprenorfina è risultato positivo per metaboliti urinari di oppiacei nel 14,77% dei casi e per cocaina nel 4% dei casi;
    Pertanto dai dati in nostro possesso, che sono espressione di 2 gruppi di utenti che rispecchiano uno spaccato della realtà clinico-tossicologica dell’attuale situazione al SERT di Milazzo, si evince che i soggetti che sono trattati con buprenorfina hanno presentato una minore ricaduta nell’abuso di eroina e di cocaina, rispettivamente le positività ai controlli sono state in media il 14,77% ed il 4% versus il gruppo di controllo dei soggetti trattati con metadone, dove la ricaduta nell’impiego di eroina e cocaina (speed-ball) si attesta rispettivamente sul 23,52% dei controlli e sul 7%.
    I soggetti che impiegano buprenorfina, inoltre, riferiscono una notevole riduzione del craving, cioè riferiscono una minore compulsività nell’abuso di eroina, alcool, di cocaina e, comunque, hanno avuto minori effetti collaterali alla sospensione della cura; infine essi si sono dimostrati più disponibili al colloquio, ed hanno presentato una migliore integrazione nel sociale, compreso un tono dell’umore più stabile.
     

    Grafico, soggetti positvi ad eroina e cocaina in 2 gruppi, cfr testo

    di Claudio Italiano