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Il cancro del colon-retto
e dello stomaco da appunti personali del dott.
Claudio Italiano, gastroenterologo
Speciale
oncologia sul mio sito : Gastroepato
Eziopatogenesi del
cancro del retto.
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E’ la più comune neoplasia dei paesi
sviluppati ed è responsabile di circa il 10% dei decessi per tumore maligno.
Si manifesta a tutte le età, ma è più colpita la sesta e la settima decade.
Colpisce i due sessi quasi con la medesima frequenza, ma è più comune nel maschio.
Nel 2000 in Italia 37.733 nuovi casi di cui 20.457 maschi e 17.276 donne. E'
stato responsabile di 16.646 morti; per il 73% dei casi il cancro si è avuto
nel colon e nel 27% nel retto. Per quanto concerne l'età nel 3% dei casi
erano soggetti con < 49 aa; 50-29 aa 9%, 60-69 aa. 20%, 70-79 34%, 80 e +
33%.
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Non è stata individuata un’unica causa ma le ricerche hanno portato ad
acquisizioni importanti. La genetica della poliposi familiare adenomatosa
(FAP) e la conoscenza degli oncogèni e dei geni di soppressione tumorale
hanno permesso di capire che il locus p53 sul cromosoma 17 è anormale nel 70%
dei casi. Nella maggior parte dei tumori sono presenti almeno 2 alterazioni
cromosomiche. Altre condizioni associate a rischio di neoplasia colonrettale
sono: la sindrome di Peutz-Jeghers, la poliposi giovanile.
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I fattori ambentali, inoltre, giocano
il loro ruolo; l'attività fisica è importante e determina riduzione del
rischio di cancro; l’alimentazione ha la importanza nella prevenzione del cancro
del retto-colon, e deve contenere le fibre, come confermato da uno studio
europeo (EPIC) dove RR=0.75; (dieta). Per l'alcool, solo nei grandi bevitori vi è incidenza di
cancro aumentata 1,41 contro 1, ma l'assunzione di alcool è > di 30 g/die.
Il fumo si associa a rischio di cancro aumentato di almeno 2 volte (Giovannucci
et al) . Per quanto concerne il sesso e gli ormoni, sembrerebbe che le donne
abbiamo un aminore incidenza di tumore, d'altro canto, però non sembra che
terapie ormonali nella donna in menopausa possona giocare un ruolo in questo
senso. Invece un ruolo importante nella prevenzione del caso è dato dalla
terapia con farmaci antiinfiammatori non steroidei, per esempio l'aspirina.
Secondo uno studio dell'American Cancer Society si ha una riduzione del 40%
del rischio, ed in uno studio svedese del 37%; Crohn e RCU sono patologie ad
alto rischio di cancro. Soggetti con colangite sclerosante primitiva e
familiarità per cancro del rettale, possono avere un grande rischio di
sviluppare il tumore se hanno una malattia infiammatoria
intestinale. Lo stesso dicasi per Acromegalia che si associa a rischio
di carcinoma, RR=2.04. L'infezione da papilloma virus nei rapporti sessuali
anali è a rischio di cancro.
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Nelle popolazioni occidentali ad
incidenza intermedia circa i 2/3 delle neoplasie sono localizzate nel
sigma-retto, il resto uniformemente nel resto del colon. I tumori si
propagano per invasione locale, per disseminazione a distanza attraversi i
vasi ematici e linfatici e/o direttamente nel cavo peritoneale. L’organo
colpito per eccellenza dalle metastasi è il fegato. La classificazione di
Dukes, proprosta già nel 1932, è stata modificata ed aggiornata, ma è il
sistema più utilizzato. La classificazione prevede la suddivisione nei
momenti A, B C1 e C2. In A il tumore è confinato alla parete intestinale, in
B si estende attraverso la muscolare, ma non coinvolge i linfonodi, in C1
interessa i linfonodi prossimali, in C2 anche i distali.
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Sintomi: quelli classici sono
dati dall’alterazione dell’alvo, a sinistra la
stipsi
è prevalente, mentre la rettorragia o le altre forme di
emorragia con emissione di sangue vivo, si manifestano in quelli
più distali; i prossimali hanno un esordio tardivo, talora perfino con anemizzazione. Pertanto il solo cercare il
sangue occulto nelle feci può rappresentare un valido screening della popolazione.
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Diagnosi. La diagnosi si avvale
dell’esame obiettivo che è normale solitamente, tranne la presenza di un’
anemia o una massa palpabile addominale; l’esplorazione rettale e la
sigmoidoscopia sono gli esami di scelta, talora preceduti dal clisma opaco a
doppio contrasto, oggi meno impiegato. In questo caso si evince dalla
lettura della lastra l’aspetto a torsolo di mela, o la lesione polipoide o
a placca o a sella. Al momento della diagnosi i tumori sono piccoli, con
margini rilevati ed arrotondati, oppure se di grosse dimensioni sono
aggettanti nel lume (nel cieco) e/o possono dare stenosi a manicotto.
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Nuove tecniche di Imaging
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L'evidenza
che nel colon, le flat lesions, ossia le lesioni piatte della mucosa sono
assai più frequenti e temibili di quanto ritenuto in passato perchè esse
rappresentano adenomi e quelle depresse sono lesioni advanced, il fatto che
oggi sia possibile valutare il "pit pattern", cioè è possibile discernere
fra lesioni iperplastiche ed adenomatose che possono degenerare in maligne,
tutto ciò ha permesso lo sviluppo della cromoendoscopia. Fino
ad oggi con l’endoscopia tradizionale è stato possibile visualizzare
solamente la superficie mucosa del colon, e a bassa risoluzione, non potendo
ottenere informazioni sulla fine struttura o sulle caratteristiche
istologiche dello strato mucoso e della sottomucosa. Lo sviluppo dell'
endoscopio a magnificazione ha reso accurata la valutazione della
superficie mucosa. Il fatto è, comunque, che questa tecnica è attualmente
più diffusa in oriente, anche se in rapida diffusione nei paesi occidentali. Con la recente introduzione di
queste nuove tecnologie che sfruttano
principalmente l’alta risoluzione, la "magnificazione" (cioè l'ingrandimento
dei nuovi endoscopi con maggior numero di pixel risolutivi, fino ad 850.000
contro i 200.000 dei vecchi endoscopi) e l’interazione tra alcune sostanze
chimiche (o la luce) ed i tessuti sarà possibile entro breve tempo
effettuare prelievi bioptici più mirati, aumentando l’efficienza diagnostica
dell’endoscopia. Il termine “cromoendoscopia” indica
l’utilizzo di una sostanza estranea alla superficie del tratto
gastrointestinale per migliorare la visualizzazione di una
o più caratteristiche
della mucosa. Le sostanze impiegate sono coloranti chimici che reagiscono
con gli elementi presenti nella
mucosa (coloranti vitali) o
che rimangono all’interno di piccole strutture sulla superficie della mucosa
(coloranti di contrasto). Il colorante vitale più comunemente
usato nel colon è il blu di metilene, che è
assorbito dal citosol di tessuti come il piccolo intestino, la mucosa colica
e gli epiteli interessati da metaplasia
intestinale. La tecnica di colorazione vitale si basa sul principio secondo
il quale la displasia ed il cancro assorbono il blu di metilene in misura
inferiore.
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L’indaco
carminio è invece un esempio di colorante di contrasto. Il colorante va
spruzzato sulla mucosa con un catetere speciale. Al momento attuale la
massima capacità di magnificazione raggiunta è di 170x. Con la colorazione
per contrasto e la magnificazione, la mucosa del colon appare come un
insieme di numerose fossette (pits) che corrispondono in
realtà alle aperture delle cripte di Lieberkuhn. Queste possono essere
osservate endoscopicamente solo con uno strumento a magnificazione. I
minuscoli solchi sulla superficie mucosa, i più piccoli dettagli osservabili
con un endoscopio standard, circoscrivono aree che contengono da 40 a 60
fossette. Numerosi sistemi sono stati proposti per la classificazione del
pit pattern. La classificazione più conosciuta ne riconosce sei tipi
ed è stata sviluppata da Kudo Tale classificazione è basate su una stretta
correlazione tra il pit pattern, altre caratteristiche endoscopiche e
l’istologia delle lesioni. Il medesimo autore, in uno studio pubblicato nel
2001, ha ottenuto una sensibilità del 93,8% ed una specificità del 64,6%
nel differenziare lesioni contenenti o meno adenocarcinoma.

“De novo cancer”
Si tratta dello sviluppo
del cancro colonrettale senza la sequenza adenoma-carcinoma (lesione di tipo
IIc ) I tipi di cancro colonrettale depresso sono spesso riferiti alla
malattia di Kudo di 15 anni or sono. Essi rappresentano il 2.3% di tutti i
carcinomi colonrettali, e comunque tra i tumori con invasione della
sottomucosa la percentuale del tipo depresso è del 33%. Se poi si
considerano lesioni molto piccole, cioè sotto i 10 mm, allora si può dire
che sono il 66%. Per i pattner tipo III L, IV e Vi è indicata la
polipectomia endoscopica, come primo trattamento e l’indagine istologica che
se dimostra invasione della sottomucosa e della parete muscolare, linfonodi
e vasi, allora da indicazione assoluta alla chirurgia (sm1-a , ly+ oppure v+
sm1c , sm3); se invece la lesione è semplicemente limitata alla mucosa o
appena estesa alla sottomucosa, con linfonodi e vasi negativi, si può
eseguire follow-up (sm1a-b , ly – e v-). L'endoscopia
convenzionale non consente l'identificazione di polipi piccoli ed , appunto,
del cancro depresso o piatto;oggi però vediamo di più, grazie alla
cromoendoscopia, cosicchè nel 59-62% dei casi vs 41-43% dell'endoscopia
tradizionale repertiamo cancro depresso, che rappresenta addirittura il 23
ed il 30% dei casi totali delel lesioni cancerose, come appare da una
recente casistica svedese. Le lesioni piatte sono in media 16 mm ma parliamo
già di cancro invasivo o di lesioni con alto grado di displasia, specie nel
colon destro (56% dei casi vs 42% delle lesioni polipoidi)
Altre
tecniche in fase di sviluppo.

CTC
ovvero la colongrafia TC, cioè una ricostruzione della colonscopia virtuale
elaborata dal PC dopo indagine tac. Essa consente di visualizzare i polipi
di < 6 mm con sensibilità dell’88,7%, e specificità del 79.6%.
Ecoendoscopia
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Già tecnica affermata
che consente la visualizzazione dei 5 strati della parete del colon, con
visualizzazione dell’invasione mucosale e sottomucosale (T1), dello strato
muscolate (T2), perirettale T3, e parenchimale T4. In più consente di
visualizzare o meno i linfonodi (N1 o N0) Se i linfonodi non sono evidenti,
cioè sono isoecoici col contesto tissutale non vi evidenza della loro
metastatizzazione.
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I polipi del colon possono essere
neoplastici, infiammatori o iperplastici, ma anche lipomi. I polipi
amartomatosi sono caratteristici della poliposi giovanile e della sindrome
di Peutz-Jeghers. I polipi infiammatori e quelli iperplastici si riscontrano
nelle malattie infiammatorie intestinali.
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gastroepato
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Polipi adenomatosi: possono causare
rettorragie ed hanno potenziale neoplastico, specie se tewndono all’aspetto
villoso (sfrangiati) od hanno dimensioni maggiori di 2 cm. Devono essere
rimossi appena individuati durante l’esame endoscopico.
L’adenoma tubulare
ha dimensioni di 15 mm ed è peduncolato, l’adenoma villoso è largo e
sessile, cioè senza peduncolo. Gli adenomi non hanno potenzialità
metaplastiche fino a quando l’epitelio displastico non attraversa la
muscolaris mucosae verso la sottomucosa. In questo caso vengono usati i
termini di polipo maligno o carcinoma in fase iniziale (!)
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Le neoplasie dello stomaco sono nella
maggior parte dei casi maligni e rappresentano il 15% di tutte le morti per
neoplasie; si tratta per lo più di adenocarcinomi, mentre linfomi,
liposarcomi rappresentano una minoranza. Le neoplasie benigne sono
rappresentate da polipi (adenomatosi, iperplastici e amartomi), leiomiomi e
lipomi.
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Un esame endoscopico può salvare la
vita del paziente che lamenta dispepsia: infatti in Giappone l’early gastric
cancer, che rappresenta una neoplasia iniziale di aspetto ulcerato (diagnosi
differenziale con ulcera gastrica!!) , viene diagnosticato per
tempo; da noi la diagnosi è purtroppo più tardiva.
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gastroepato
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Il quadro endoscopico del cancro
gastrico -dicevamo- è quello di un’ulcera neoplastica con margini rilevati,
o di un’ulcera benigna o di un tumore vegetante o nodulare. Meno comune è il
tipo infiltrativo, noto come linite plastica, in cui la neoplasia si estende
a tutta la parete gastrica.
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Dal punto di vista istologico (dei
tessuti):
il cancro gastrico può presentare un
pattern ghiandolare intestinale ed il tumore ha l’aspetto di una massa
vegetante ed espansiva nel lume, essendo questa la forma più comune.
LESIONI
PRENEOPLASTICHE
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I polipi gastrici possono essere
considerati lesioni precancerose ad alto rischio! Le altre condizioni
precancerose sono l’anemia perniciosa, i polipi adenomatosi e la metaplasia
intestinale e precedenti interventi di chirurgia gastrica. E’ stata chiamata
in causa anche la gastrite cronica associata ad H.pylori. L’importanza
dell’esofago di Barrett nella patogenesi dell’adenocarcinoma della giunzione
gastroesofagea è indiscutibile.
I polipi gastrici si classificano nei tipi
:
ALTRI TUMORI:
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I leiomiomi sono i più comuni tumori
benigni dello stomaco e studi autoptici dimostrano che sono i più frequenti
tumori del tratto gastrointestinale. Originano dalla muscolatura liscia
dello stomaco; sono di grosse dimensioni, peduncolati, di aspetto polipoide,
ulcerati e sanguinanti; il problema è stabilire se esista una qualche
possibile potenziale malignità, che talora è confermata dalla presenza di
metastasi.
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I linfomi gastrici che può essere
isolato o far parte di un processo disseminato; è stato associato all’AIDS e
la biopsia è essenziale per la diagnosi.
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Altre neoplasie gastriche, nelle
lesioni metastatiche a adenocarcinoma pancreatico, ovarico o mammario. Il
sarcoma di Kaposi non raramente si può presentare nei pazienti con AIDS a
livello gastrico. In questo caso l’aspetto è pseudopolipoide, sessile,
rilevato, di colore rosso intenso, che spicca sulla mucosa di colore
salmone.
vedi
palliazione del cancro dell'esofago
vedi lesione precancerosa
esofago
di Barrett
altre pagine interessanti sul mio sito all'indice di
gastroepato
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