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Cancro
della tiroide, tipi istologici
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Le
tiroiditi
La visita del paziente con il gozzo
La prognosi nel cancro della tiroide: importanza del tipo istologico
.
Cancro,
perchè?
Esistono dei fattori di
rischio del cancro della tiroide che sono i seguenti:
-
precedente irradiazione
esterna
-
storia di cancro in
famiglia
-
fattori genetici
predisponenti, es. la poliposi familiare del colon o la malattia di
Cowden si associano a rischio di sviluppare cancro della tiroide
-
preesistente malattia
della tiroide, di un gozzo, di noduli (cfr La
Tiroide: parte introduttiva La
Tiroide: patologie connesse con iper ed ipotiroidismo I
noduli tiroidei, caldi e freddi. I
noduli tiroidei: la diagnostica previo agoaspirato.)
-
fattori ormonali e
gravidanza, il cancro è presente più nelle femmine e così i noduli
tiroidei si sviluppano di più in gravidanza e con le gravidanze e le
irradiazioni aumenta il rischio.
-
apporto di iodio
eccessivo (vedi popolazioni delle Hawai e Islanda)
-
fattori legati alla
dieta
-
Per il 70% il cancro è
il carcinoma papillare, specie nelle aree con sufficiente apporto di
iodio, e la prognosi migliore quoad vitam è la variante classica e la
forma capsulata e la follicolare, cioè le forme più definite
istologicamente parlando. E' importante aver effettuato un buon esame
istologico ed aver considerato l'invasione delle strutture vascolari,
poichè in questi casi il tumore si intende diffuso a distanza! Da qui
l'importanza di un esame istologico eseguito con tutta l'attenzione
che il caso merita.
-
la presenza di
metastasi a distanza è un fattore prognostico sfavorevole e la
prognosi di sopravvivenza è tra il 36 ed il 47% a 5 anni, ed al 70% a
15 anni. La prognosi migliore è se ci sono micrometastasi polmonari
non visibili alla
RX torace
-
il trattamento deve
essere sempre radicale, con tiroidectomia allargata, distruzione dei
foci metastatici e radio-ablazione!
Prima di fare diagnosi di
tumore della tiroide, perciò, occorre essere in grado di saper leggere il
materiale dell’agoaspirato
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Tumori
epiteliali della tiroide
Benigni |
Classificazione di
Hedinger, Williams e Sobin |
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Adenoma follicolare |
Tumore benigno
capsulato con evidenza di cellule follicolari differenziate |
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Maligni |
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Carcinoma papillare |
Tumore epiteliale
maligno con evidenza di differenziazione follicolare, con strutture
papillari e follicolari e con altrazioni nucleari tipiche |
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Carcinoma follicolare |
Tumore epiteliale
maligno con differenzione follicolare, senza le caratteristiche
tipiche del carcinoma papillare |
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Carcinoma
indifferenziato |
Tumore altamente
maligno composto in parte o interamente da cellule indifferenziate |
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Carcinoma midollare |
Tumore maligno con
evidenza di differenziazione delle cellule C parafollicolari |
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Tumori
maligni non-epiteliali |
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Sarcoma |
Tumore maligno che ha
perso differenziazione epiteliale e con evidenti caratteristiche
sarcomatose |
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Emangioendotelioma |
Tumore altamente
maligno con estese aree di necrosi o emorragia e spazi
similvascolari delimitati da cellule con caratteristiche endoteliali |
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Linfoma |
Tumore con
immunoistochimica positiva per l’antigene comune leucocitario o
antigeni simili |
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Tumori secondari |
Con caratteristiche
del tumore primitivo |
L’esame
anatomo-patologico di un tumore della tiroide ha lo scopo di stabilire:
-
Benignità e
malignità, cosa non sempre agevole da discernere
-
Distinguere all’interno
dei carcinomi differenziati le forme papillari e le forme follicolari
-
Prestare attenzione
alla diagnosi delle forme anaplastiche a grandi cellule, i carcinomi
midollari della tiroide
-
Riuscire a capire se un
tumore è benigno.
Tumori benigni
I tumori benigni della
tiroide sono clinicamente frequenti e l’esame istologico permette di
distinguere gli adenomi follicolari che sono capsulati, unici, e i noduli,
che sono lesioni non capsulate e spesso multiple. Gli adenomi follicolari
hanno aspetto microscopico molto vartiabile, e sono formati da follicoli
ben differenziati o a travate di cellule follicolari a formare follicoli
rudimentali. Il criterio più importante per capire se la lesione è
benigna è la NON invasione vascolare, poiché in studi sul ratto si
dimostra che dall’adenoma follicolare si può passare al carcinoma ed
anche lo stesso carcinoma spesso di maschera da adenoma in alcune sue
porzioni.
.
Carcinomi
differenziati dalle cellule follicolari
Esistono due forme
istologiche di carcinoma differenziato della tiroide:
-
Il carcinoma
papillare
-
Il carcinoma
follicolare
Carcinoma
papillare
In
quest’ambito distinguiamo i microcarcinomi, i carcinomi
intratiroidei e i carcinomi extratiroidei. I microcarcinomi sono
tumori di diametro uguale o inferiore ad 1 cm, detti un tempo
"carcinomi occulti". Si tratta di carcinomi papillari che si
presentano di piccole dimensioni, sotto forma di noduli sclerotici di
qualche millimetro infiltranti il tessuto tiroideo circostante,
addirittura nel 5-35% dei casi. Si tratta di un tumore non capsulato,
parzialmente necrotico, multifocale, che interessa ambedue i lobi. I
carcinomi papillari contengono papille, formate ciascuna da un asse di
connettivo-vascolare rivestito di cellule, con nucleo tipico. Si associano
spesso dei follicoli ripieni di colloide con aspetto trabecolare o
lobulare. I corpi psammomatosi sono depositi di calcio nel contesto di
questi tumori. I nuclei delle cellule tumorali sono più voluminosi della
norma, pallidi, del tipo "a vetro smerigliato", con
pseudoinclusioni e linfociti intorno al tumore in periferia. L’invasione
linfonodale è frequente. Il tumore papillare presenta la variante follicolare,
cioè un tumore grossolanamente capsulato formato da follicoli pieni
di colloide. Le metastasi polmonari possono essere presenti ma rispondono
favorevolmente al trattamento. Le forme diffuse sclerosanti sono
rare e si osservano nei bambini e nei giovani adulti, con ingrandimento
globale della tiroide dove i lobi sono sostituiti da tessuto duro,
sclerotico, con fibrosi densa. Esiste una variante a cellule alte
cilindrichem neoplasie voluminose che invadono i tessuti peri-tiroidei,
composte da papille rivestite di cellule la cui altezza è almeno il
doppio della larghezza. Il citoplasma è granulare, eosinofilo. Le forme
capsulate sono varianti in cui la capsula è simile a quella degli
adenomi.
Carcinoma
follicolare
Tipi
istologici classici.
Si presenta come un nodulo
tiroideo unico, più o meno capsulato. In funzione del grado di invasione
dei vasi e della capsula si distinguono:
La prognosi si aggrava a
seconda del fatto se il sono invasi i vasi ed inoltre occorre valutare il
grado di differenziazione cellulare. Le varianti sono:
-
Carcinoma a cellule
chiare molto raro, con
vescicole citoplasmatiche che accumulano grasso o glicogeno, che
simulano un tumore renale
Carcinoma a cellule
ossifile sono formati da cellule di
orgine follicolare, di grandi dimensioni con citoplasma granulare ed
eosinofilo e grandi nuclei con nucleolo prominente. L’aspetto granulare
del citoplasma è legato all’abbondanza di mitocondri. Le cellule
ossifile sono presenti anchenei carcinomi papillari e nelle malattie
benigne della tiroide, come il gozzo nodulare, il morbo di Basedow, la
tiroidite di Hashimoto (cfr La
Tiroide: parte introduttiva La
Tiroide: patologie connesse con iper ed ipotiroidismo I
noduli tiroidei, caldi e freddi. I
noduli tiroidei: la diagnostica previo agoaspirato. )
Altri tumori
-
I carcinomi
anaplastici,che rappresentanotra il 5% ed il 15% delle casistiche di
tutti i cancri della tiroide e sono cancri assai aggressivi
-
I carcinomi midollari
che originano dalle cellule parafollicolari
-
I cancri rari che
includono i linfomi primitivi
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