Cancro della laringe: linfonodi

 

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Cancri laringei

dott. Claudio Italiano -cancro della zona vestibolare
-cancro della zona cordale
-cancro della zona ventricolare
-cancro della zona commissurale anteriore
-cancro della zona sottoglottica

Cancri marginali

cancro della zona marginale

Cancri ipofaringei:

-cancro della doccia faringo-laringea o seno piriforme
-cancro della zona retrocricoidea
-cancro della zona posteriore

Cancri diffusi:

-cancro laringo-faringeo
-cancro faringo-laringeo

I cancri faringo-laringei e quelli laringo-faringei (cancri diffusi) rappresentano l'esito della diffusione alle strutture anatomiche circostanti rispettivamente di un cancro ipofaringeo e di un cancro laringeo. Accanto ad una diffusione per continuità, il cancro laringeo può presentare una diffusione metastatica loco-regionale che avviene per via linfatica; le metastasi per via ematica in altri organi ed apparati sono rare e tardive. Il sistema linfatico laringeo è formato da reti vasali a maglie strettamente anastomizzate fra di loro, da cui si dipartono i collettori che si dividono in due gruppi principali: quelli della rete sopraglottica e quelli della rete sottoglottica. La regione cordale o glottica non ha collettori propri: i fini e scarsi capillari del labbro vocale drenano la linfa nei linfatici sopraglottici e più raramente in quelli della regione sottoglottica. I collettori linfatici laringei si portano verso i linfonodi cervicali profondi e verso quelli anteriori. I linfonodi cervicali profondi sono posti al di sotto del muscolo sternocleidomastoideo, a ridosso della giugulare interna.

Essi comprendono tre gruppi linfonodali principali: superiore o iugo-digastrico; medio o del tronco tiro-linguo-facclale ed inferiore o dell’arteria cervicale trasversa, che si confondono con i linfonodi contenuti nella fossa sopraclavicolare, i quali si continuano posteriormente ed in alto con un gruppo di linfonodi che seguono il ramo che la branca esterna del nervo accessorio invia al muscolo trapezio. I linfonodi cervicali anteriori comprendono: alcuni linfonodi, non costanti, posti sulla membrana io-tiroidea; i linfonodi prelaringei (linfonodi di FOIRTER: non costanti, situati sulla membrana crico-tiroidea, fra i due muscoli omonimi); i linfonodi pretracheali; i linfonodi paratracheali o ricorrenziali, posti nel solco fra esofago e trachea, lungo i nervi ricorrenti. I collettori linfatici della regione sopraglottica sono tributari dei linfonodi dei gruppi superiore e medio della catena dei linfonodi cervicali profondi: i collettori linfatici della regione sottoglottica si dividono in collettori anteriori e posteriori. I collettori anteriori perforano le membrane crico-tiroidea e io-tiroidea e portano la linfa ai linfonodi prelaringei e pretracheali; i collettori posteriori terminano nei linfonodi paratracheali o ricorrenziali ed in parte anche nei linfonodi sopraclaveari ed in quelli che seguono il ramo dell'accessorio destinato al trapezio. I collettori linfatici ipofaringei fanno capo al gruppo medio ed inferiore della catena linfonodale cervicale profonda. Questi dati sono sufficienti a giustificare la disposizione topografica delle metastasi linfonodali in rapporto alla sede della neoplasia, nonché la scarsa incidenza con cui esse si manifestano in caso di cancro limitato Nel 90% circa dei cancri faringo-laringei o laringo-faringei si verificano invece metastasi linfonodali. Occorre però segnalare che il sistema linfatico laringeo, pur mostrando una predominanza quantitativa nel drenaggio di una zona verso un determinato gruppo linfonodale, non possiede distretti linfonodali di raccolta assolutamente delimitati e circoscritti.  La sintomatologia del cancro laringeo o ipofaringeo è in rapporto, inizialmente con la sua sede di insorgenza e successivamente con il suo accrescimento e con le modalità di diffusione. Esistono casi molto rari in cui il primo sintomo è rappresentato da una adenopatia metastatica, di solito però la sintomatologia iniziale è costituita dalla disfonia o dalla disfagia.

La dispnea, di tipo inspiratorio laringeo, è sintomo che interviene in un secondo tempo, per l'ostruzione delle vie respiratorie provocata dal tumore. Può invece costituire il sintomo iniziale di cancri sottoglottici ad evoluzione subdola. La disfonia, che ha carattere peggiorativo e che è legata all'ostacolo creato dal tumore alla normale vibrazione di una o di entrambe le corde vocali, si traduce, soprattutto nel cancro cordale, nell'emissione di una voce a carattere legnoso, duro, che fa definire questo tipo di disfonia come sclerofonia. La disfagia, dapprima meccanica, si fa inseguito, per il verificarsi di fatti ulcerativi, dolorosa e si associa ad otalgia. Essa rappresenta il sintomo iniziale in tutti i casi che insorgono in zone laringee od ipofaringee toccate dal cibo nella sua progressione verso l’esofago (tumori marginali e tumori dell’ipofaringe). Quando la neoplasia ha superato la sua zona di insorgenza ed ha interessato le zone circostanti, la prevalenza di uno dei tre sintomi sugli altri due è ovviamente legata all'evoluzione anatomo-clinica di ogni singolo caso. La dispnea diventa il sintomo predominante nelle forme a prevalente sviluppo esofitico endolaringeo, mentre nelle forme laringo-faringee ed in quelle ipofaringee il quadro clinico appare dominato dalla disfagia. La disfonia, quasi sempre presente con intensità variabile, finisce con l'assumere, in molti casi, importanza clinica quasi secondaria. La diagnosi è basata sul riscontro obiettivo di una neoformazione vegetante, molto spesso ulcerata, frequentemente associata, nei cancri laringei, a riduzione della motilità o a fissità dell'emilaringe primitivamente interessata. La saliva ristagnante in un seno piriforme è sovente indice di una neoformazione ipofaringea a sviluppo prevalentemente infiltrativo. Un prelievo bioptico consentirà di differenziare il cancro da altre manifestazioni laringee a carattere produttivo ed ulcerativo (tubercolosi, scleroma). L'indagine radiografica in proiezione laterale e quella stratigrafica in proiezione antero-posteriore, soprattutto se eseguite con tecnica xerografica , saranno di estrema utilità per lo studio delle modalità di diffusione di ogni singolo caso, per stabilire l’eventuale interessamento dello spazio io-tiro-epiglottico e della base della lingua, per evidenziare le condizioni del ventricolo laringeo, regione che sfugge ad una indagine obiettiva, anche se eseguita in laringoscopia diretta. Lo sviluppo esofitico del cancro laringeo con conseguente ostruzione delle vie respiratorie spesso pone indicazione ad una terapia d’urgenza che è rappresentata dalla  tacheostomia.

 cfr  indice ORL