Cancro della laringe: la cura

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Cancri laringei 

cancro della zona vestibolare
-cancro della zona cordale
-cancro della zona ventricolare
-cancro della zona commissurale anteriore
-cancro della zona sottoglottica

Cancri marginali :

-cancro della zona marginale

Cancri ipofaringei:

-cancro della doccia faringo-laringea o seno piriforme
-cancro della zona retrocricoidea
-cancro della zona posteriore

Cancri diffusi

-cancro laringo-faringeo
-cancro faringo-laringeo

 
La terapia del cancro della laringe e dell'ipofaringe è essenzialmente chirurgica, ma guarigioni cliniche a distanza di 5 anni, in una percentuale compresa fra V80 ed il 90%, si possono ottenere con la telecobaltoterapia nel cancro limitato alla corda vocale, con corda vocale mobile. L'ipomobilità o la fissità della corda vocale, dovuta all'interessamento dell'articolazione crico-aritenoidea, rappresentano quindi, nel cancro limitato alla corda vocale, un dato semeiologico di grande valore.

 Interventi chirurgici per la terapia del cancro della laringe e dell'ipo-faringe.

Laringectomie parziali
a) Verticali:

1) cordectomia;
2) laringectomia parziale laterale sottopericondrale esterna o interna;
3) laringectomia parziale frontale;
4) laringectomia parziale fronto-laterale;
5) laringectomia parziale fronto-laterale allargata;
6) emilaringectomia.


b) Orizzontali:

1) epiglottidectomia;
2) laringectomia parziale sopra-glottica;
3) laringectomia parziale sopra-glottica allargata.

Laringectomia totale

Laringo-faringectomia o faringo-laringectomia
Sub-glosso-faringo-laringectomia

EmilaringectomiaLa cura del cancro cordale a corda mobile può essere affidata anche alla cordectomia: la scelta dell'indirizzo terapeutico è dettata dall'esperienza personale.

Questo intervento viene eseguito previa apertura sulla linea mediana dello scudo tiroideo (tirotomia) e consiste nella dissezione con il bisturi elettrico della corda vocale su cui si è sviluppata la neoplasia. La tirotomia costituisce il primo tempo delle laringectomie parziali: le modalità di esecuzione di questo tempo operatorio sono sempre subordinate all'esatta conoscenza dell'estensione della neoplasia. Pertanto l'apertura dello scudo tiroideo sarà fatta sulla linea mediana quando la neoplasia non raggiunga la commessura anteriore; negli altri casi l'apertura sarà fatta lungo una linea paramediana che interessa la lamina tiroidea opposta alla sede del tumore e che passa attraverso tessuti non invasi dalla neoplasia. L'apertura della laringe sulla linea mediana consente di valutare «a cielo aperto», in caso di neoplasia cordale con corda vocale ipomobile o fissa l'estensione e la tendenza evolutiva della neoplasia. Una neoplasia con tendenza all'invasione in profondità può suggerire l'opportunità di scollare il pericondrio esterno della lamina laterale della cartilagine tiroidea, che viene parzialmente asportata con il tumore (laringectomia parziale sottopericondrale esterna). Se il tumore ha scarsa tendenza infiltrativa, sarà sufficiente scollare il pericondrio interno ed asportare quindi la neoplasia conservando l'integrità della cartilagine tiroidea (laringectomia parziale sottopericondrale interna). La necessità di tamponare la cavità operatoria impone in ogni caso la creazione di un tracheostoma temporaneo.
La sede, l'estensione e l'evoluzione della neoplasia, valutate con ogni mezzo diagnostico a nostra disposizione, possono consentire l'esecuzione di particolari interventi di laringectomia parziale (laringectomia parziale anteriore, laringectomia parziale fronto-laterale). L’emilaringectomia è eseguita di solito nelle neoplasie cordali diffuse, soprattutto se hanno tendenza ad invadere il ventricoloCordectomia ed a quelle insorte sul margine inferiore della falsa corda.
L’epiglottidectomia da eseguirsi per via faringotomica laterale è riservata ai casi di neoplasia della faccia laringea della parte libera dell'epiglottide. In casi particolari, legati alla estensione della neoplasia si ricorre ad interventi di laringectomia parziale orizzontale sopraglottica. La laringectomia totale è invece riservata alle forme vestibolari, sottoglottiche, retro cricoidee e ventricolari diffuse.  La terapia fisica post-operatoria e la chemioterapia antineoplastica sono riservate a forme posteriori della parete dell’ipofaringe per le quali non esistono possibilità di terapia chirurgica. Radioterapia.  La Radioterapia ha lo scopo di distruggere le cellule tumorali utilizzando radiazioni generate da apparecchiature appositamente progettate. Con le tecniche moderne è possibile concentrare le radiazioni solo nella zona tumorale risparmiando al massimo i tessuti sani. In funzione della estensione della neoplasia il volume irradiato sarà limitato alla laringe o potrà comprendere anche i linfonodi del collo. Il trattamento standard prevede l’erogazione di 66-70 Gy (Gy=Gray, unità di misura della dose assorbita) frazionati in sedute giornaliere che si effettuano cinque giorni alla settimana in genere sette settimane di seguito, per un totale di 35 sedute. Quando la Radioterapia segue alla Chirurgia, la dose necessaria sarà più bassa rispetto al trattamento di Radioterapia esclusiva e la durata del trattamento conseguentemente più breve. La Chemioterapia è un trattamento effettuato con farmaci che hanno lo scopo di interferire con i processi di crescita delle cellule tumorali limitandola o determinando la morte della cellula stessa. Può essere effettuata in associazione alla Radioterapia dopo la Chirurgia (radio chemio concomitante) oppure sempre in associazione alla Radioterapia senza essere preceduta dalla Chirurgia (radio chemio esclusiva). Raramente viene eseguita come prima terapia, allo scopo di ridurre o di sensibilizzare la massa tumorale per i trattamenti successivi (chemio neo-adiuvante o induttiva). I farmaci più utilizzati sono ancora oggi i derivati del platino (cisplatino e carboplatino) e il 5-fluorouracile. Gli effetti collaterali più comuni sono rappresentati dalla nausea e dall’infiammazione delle mucose, che in genere è possibile attenuare con alcuni trattamenti sintomatici.

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