Milazzo un Castello di storia in Sicilia! Un'immagine del nostro Castello presa da San Papino, cioè dal lato Sud della Città

Milazzo, un Castello di storia

di Claudio Italiano

 

Video girato al Castello sul florovivaismo milazzese 1     video florovivaismo 2

Gli scavi archeologici al castello  Ritorno all'Acropoli   I cupi misteri del Castello

 
Il Castello di Milazzo, monumento Nazionale, con una superficie di oltre 7 ettari di cui 12.070 coperti da fabbricati svetta sul paesaggio della Città del Capo alla sommità dell’antico “Borgo”. Le prime e rudimentali fortificazioni sono databili alla seconda età della pietra: neolitico (4000 a.C. circa). Più tardi con i primi colonizzatori greci (VIII –VII sec a.C.) questo modesto agglomerato prese corpo e si accrebbe di ruolo e di importanza, essendosi costituita l’Acropoli o “città fortificata”. Ma si deve arrivare al periodo romano-bizantino per avere il successivo “castrum”.; Il video girato al Castello di Milazzo in occasione della stesura di un lavoro video realizzato su Federico De Roberto, Milazzese e scrittore de "L'illusione", oltre che dei "Vicerè", che ha dato l'idea per un grande film.

Qui potete vedere il Castello come appariva alla piccola protagonista del romanzo. Video sul fantasma del Castello, sconsigliato ai minori e cardiopatici !

il fantasma del castello, video: ecco il link  http://vimeo.com/79200761

Nell’843 gli Arabi danno vita al primo nucleo che rappresenta ancora oggi la parte più antica del Castello, nucleo costruito sulle rovine greche, romane e bizantine. Quindi i Normanni e gli Svevi edificarono nuove strutture, mentre gli Aragonesi ne adeguarono l’impianto difensivo, ed infine gli Spagnoli lo circondarono di una poderosa cinta bastionata conferendogli la forma di “cittadella”. Da allora il Castello ha assunto la forma definitiva che ancor oggi possiamo vedere.

 

La visita al Castello

Ingresso al Castello di Milazzo: benvenuti a bordo!Essa inizia, per ovvie ragioni dalla parte bassa, che è la prima raggiungibile dalla cinta muraria rinascimentale, opera ultima, per giungere via via alla parte più antica che ne rappresenta il cuore. Pertanto la prima opera che appare è l’imponente Cinta Spagnola il cui ingresso principale si apre sotto il Baluardo di S. Maria, del quale sono visibili alcune strutture superstiti dell’antica chiesa omonima del 1527 (tra cui l’arco di trionfo) abbattuta nel 1568 per la costruzione del bastione. L’ingresso era denominato “delle tre porte” perché tante chiudevano tale accesso alla fortezza appena varcato il ponte levatoio. Il primo arco di porta è degli ultimi anni del 700; La porta successiva che si apre nelle alte mura ara sbarrata da un ponte levatoio gettato su un fossato asciutto. In alto si repertano le caditoie o piombatoi che permettevano ai difensori il getto di vari materiali. La Cittadella o Città Murata fu dimora delle magistrature. Difesa da Sud Ovest a Nord Ovest dalle poderose mura spagnole con imponenti baluardi di S. Maria e dele Isole. La costruzione di questa cinta fu iniziata nel 1529, sotto l’imperatore Carlo V di Spagna, dal vicerè di Sicilia duca Ettore Pignatelli, ed ultimata attorno al 1575. Ulteriormente rimaneggiata da Suarez de Figuerosa, duca di Feria. Si compone di due robuste muraglie parallele e discoste unite da una grande volta a botte. Torrione spagnolo ed ingresso ai visitatori del CastelloAl suo interno furono ricavate cisterne, magazzini, stalle, locali adibite a carceri ed accessi di numerosi passaggi o camminamenti sotterranei. Il Mastio, il cuore del cortile interno dove risiedeva il sovrano e la reginaùEssa presenta merloni, piombatoi, casamatte per il basso ed il tiro incrociato dei cannoni. Tale opera costituisce l’esempio più importante ed eclatante dell’arte fortificatoria in Sicilia. Dei numerosi edifici che si trovano nell’ambito delle mura della cittadella, oggi è possibile ammirare il Duomo Antico ed  i resti del Palazzo dei Giurati, entrambi in via di restauro. Fra essi a breve si potrà godere del restauro dell’Antico Duomo, ormai previsto per la primavera-estate  del 2003, a parte il Castello vero e proprio col Mastio. Chi vi scrive, che ha avuto la fortuna di entrare all’interno della restauranda struttura, vi assicura che il visitatore rimane esterrefatto davanti a tanta bellezza ed imponenza. La costruzione del Duomo fu intrapresa nel 1608 su disegni di Camillo Camillani, fiorentino della Scuola del Michelangelo, in sostituzione della Chiesa di S. Maria, di proprietà della Città, abbattuta nel 1568 per consentire la costruzione delle mura della Cinta Spagnola.

  • videoclip del castello
  • Il Duomo Antico

    I lavori si protrassero però fino ai primi del 1700. Del Duomo si segnalano due avvenimenti: la consacrazione a Santo Stefano Protomartire il 13. Maggio 1680 e la celebrazione del TE DEUM in onore di Vittorio Amedeo II di Savoia, Re di Sicilia in visita alla città nel 1714. La Chiesa, con struttura a Croce Greca ed unica grande Cupola Centrale, presenta colonne con capitelli corinzi e fregi zoomorfici, scolpiti da maestri siracusani quali Domenico la Maestra. Curioso è il particolare della cupola di altezza complessiva di appena 13 m,  che forse è unica nel suo genere, privata del tamburo per non ostacolare il tiro delle artiglierie. Da segnalare l’edicola sovrastante il portale del Duomo con angeli riecheggianti l’arte manieristica fiorentina.

    Il portale del Duomo con le statue del Gagini che simboleggiano gli angeli di scuola fiorentina.

    Uno strano insetto, il magico scarabeo portafortunaIl Magico Scarabeo.

    >L'occhio di Milazzo.

    Su uno sperone delle vicine mura medievali che guardano verso il promontorio, e giù in basso verso la spiaggia del tono, dove vuole la leggenda, Ulisse riuscisse a riprendere il mare mentre Polifemo gli scagliava un masso in acqua (!), si staglia uno strano disegno, creato con conci di pietra lavica nera, che traccia la forma stilizzata di un “magico insetto” sulle cui origini e funzioni non sono mancate disparate attribuizioni. Sembrerebbe trattarsi della figura dello scarabeo con il suo antichissimo simbolismo legato al significato geo-astronomico di esatto indice del solstizio d’estate, espressione delle tradizioni mistico esoteriche dei Normanni e degli Svevi.

    Il Palazzo dei Giurati

    Continuando la salita verso il Mastio, per chi non soffre di cuore, si può ammirare sulla destra, circa 100 mt dopo il Duomo, il Palazzo dei Giurati, sede del Senato della Città di Milazzo. Costruito nel primo ventennio del ‘300 è segnato da una cordonatura mediana avvolgente (cornice marcapiano) e da paraste in pietra bianca. Ampliato sul lato di nord est da un piccolo corpo Interni del duomo di Milazzo, con struttura a croce grecaquattrocentesco, tra il 1616 ed il 1637 fu connesso al Monastero benedettino (vedi la storia del fantasma del castello); il monastero si apriva sul precipite che guarda Capo Milazzo con ampio spazio rettangolare ed il chiostro realizzato su due livelli. A seguito di questa complessa edificazione l’antico Palazzo dei Giurati, venne trasformato nell’aula della nuova chiesa del Salvatore con abside quadrangolare verso occidente.  Però il monastero venne trasferito nel Borgo nel 1755 e l’intera costruzione fu ristrutturata e tutti i locali divennero sede municipale. Dopo il 1801 anno in cui i civici magistrati si trasferirono nella città bassa, tale edificio venne abbandonato al degrado ed alle devastazioni.Il palazzo dei Giurati A proposito di monastero, sapete che una monaca innamorata fu sepolta viva nelle mura del Bastione delle Isole?  (cfr Castello, i cupi misteri ). Nelle sere di plenilunio si sentono degli strani lamenti provenire da quel muro maledetto. La monaca era innamorata di un soldato inglese, e pare che lui sia stato appeso dentro una gabbia e lasciato morire di fame!

    Il Mastio

    E, dulcis in fundo, il Mastio, centro e nucleo vitale della Cittadella, che si erge alla sommità di una rupe (mt 98 s.l.m). Ad un fortilizio arabo-normanno sorto su fondamenta più antiche che seguirono i lavori voluti da Federico di Svevia (1237-40) ed eseguiti dall’architetto Riccardo da Lentini.

    Particolare delle torri e delle mura più interne del CastelloE’ con Alfonso d’Aragona il “Magnanimo”,  che nel 1456 le mura normanne vengono ristrutturate e trasformate in una più moderna struttura con merloni irregolari intervallate e difese da 5 robuste torri semicilindriche a scarpa con cannoniere alte. Tra i due torrioni accostati, posti all’estremità settentrionale, si apre l’unica porta d’accesso segnata da un portale gotico con archivolto sul quale, dentro una cornice romboidale, è lo stemma dei reali di Spagna raffigurante l’aquila di S. giovanni che regge lo scudo della Spagna unificata con gli emblemi araldici degli antichi regni di Castiglia, Aragona, Leon, Navarra e Granada. L’accesso al Mastio è permesso da un’unica porta ad arco ogivale cordonato da pietra lavica sormontata anch’essa dallo stemma spagnolo già osservato. Entrati nell’ampio cortile dove si reperta una grande cisterna che consente l’approviggionamento idrico durante gli assedi; qui il Castello appare come una struttura trapezoidale chiusa e difesa ai vertici da 4 torri quadrangolari. La più grande posta sul lato ovest è detta “Torre Araba” o saracena,  di costruzione mussulmana risalente al X sec. Da segnalare tra i palazzi del Mastio, la famossima Sala del General Parlamento di Sicilia, così  detta per aver ospitato nel Novembre-Dicembre 1295 il il primo Parlamento Siciliano presieduto da Federico d’Aragona.

       Vi aspettiamo al Castello di Milazzo!

    di Claudio Italiano Porta Aragonese: accesso al Mastio

    I CUPI MISTERI DEL NOSTRO CASTELLO

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