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... e
vissuto in silenzio, se n’è andato...in una giornata del "mese
delle rose", Che stupido, adesso, io qua dall’alto dei miei anni di studio, dopo centinaia di professori, a pensare ancora al mio maestro ed alle mille piccole cose che aveva saputo insegnarci e farci apprezzare, ma che forse ancora, inconsapevolmente, metto in pratica nel mio lavoro alle tossicodipendenze! Era il tempo dei vari proff. Spadaro, Romano, Lombardo, Iannello, Fiorello, le colonne portanti dell’educazione scolastica a Milazzo, almeno per le sezioni maschili. Proverbiali le manoni di uno di essi, quando mollava uno scapaccione! Mi ricordo che facevamo la refezione nel corridoio dello scantinato e le bidelle portavano pasta e ceci, pasta e lenticchie e brodini vari, dentro mostruose bacinelle di plastica che oggi farebbero rabbrividire il Comitato dei Genitori, ma c’erano ancora in quegli anni ‘60 focolai di miseria vera. Ciccio Iannello era là, e ben conosceva la povertà di alcune famiglie milazzesi; per non far pesare il momento della refezione e non far capire agli altri bambini il bisogno di alimentarsi che avevano alcuni di loro meno fortunati, diceva che era un premio la refezione, solo per i più buoni! Ed io, sciocco che allora non capivo, mi dannavo per non averne mai potuto fare parte. Questo era Ciccio Iannello.."un giovanottone", come amava autodefinirsi, dal cuore enorme, per questo non me la sono sentita di vederlo sul suo letto di morte, per ricordarmelo sempre da vivo. Grazie professore: per me tu sei e sarai sempre vivo nel mio ricordo; ora che sei lassù veglia su di me ed assisti i miei passi nella vita! UN SUO ALUNNO Claudio Italiano |
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